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Scuola, è scontro sul controllo del Green Pass dei docenti assenti

Per il ministero l'obbligo vaccinale "si applica a tutto il personale scolastico, incluso quello assente dal servizio per legittimi motivi". Per il sindacato Gilda: "Interpretazione illegittima"
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Scontro tra ministero dell'Istruzione e sindacati sulla verifica del Green Pass rafforzato per i docenti assenti. I dirigenti scolastici non sarebbero tenuti a verificare il certificato verde dei docenti ammalati e assenti per altri motivi. Secondo la Gilda degli insegnanti la nota ministeriale che impone il controllo per tutti "è smentita da parte del governo". Ma, tra le proteste dei presidi aderenti all'Anp (l'Associazione nazionale presidi), viale Trastervere ribadisce il concetto: i capi d'istituto devono controllare quotidianamente il Green Pass di tutto il personale scolastico, anche di coloro che sono assenti. Lo scorso 17 dicembre il capo dipartimento dell'Istruzione, Stefano Versari, invia una nota ai dirigenti scolastici con la quale interpreta in maniera estesa il decreto del premier Mario Draghi, emanato lo stesso giorno, sull'obbligo del Super Green Pass per il personale scolastico.

Versari sostiene che "a partire dal 15 dic…

Scontro tra ministero dell'Istruzione e sindacati sulla verifica del Green Pass rafforzato per i docenti assenti. I dirigenti scolastici non sarebbero tenuti a verificare il certificato verde dei docenti ammalati e assenti per altri motivi. Secondo la Gilda degli insegnanti la nota ministeriale che impone il controllo per tutti "è smentita da parte del governo". Ma, tra le proteste dei presidi aderenti all'Anp (l'Associazione nazionale presidi), viale Trastervere ribadisce il concetto: i capi d'istituto devono controllare quotidianamente il Green Pass di tutto il personale scolastico, anche di coloro che sono assenti. Lo scorso 17 dicembre il capo dipartimento dell'Istruzione, Stefano Versari, invia una nota ai dirigenti scolastici con la quale interpreta in maniera estesa il decreto del premier Mario Draghi, emanato lo stesso giorno, sull'obbligo del Super Green Pass per il personale scolastico.

Versari sostiene che "a partire dal 15 dicembre, l'obbligo vaccinale si applica a tutto il personale scolastico, incluso quello assente dal servizio per legittimi motivi". Con esclusione di coloro che sono esonerati dal servizio per lunghi periodi: collocamento fuori ruolo, comando, aspettativa per motivi di famiglia, mandato amministrativo, infermità, congedo per maternità, paternità, per dottorato di ricerca, sospensione disciplinare e cautelare. Oggi, la Gilda degli insegnanti col suo coordinatore nazionale Rino Di Meglio, ritorna sulla questione sostenendo che l'interpretazione di Versari sarebbe illegittima.

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Il riferimento è all'allegato G del decreto del Presidente del consiglio che, a proposito della procedura di controllo del Green Pass da parte dei presidi, scrive nero su bianco: "In particolare, tale processo deve essere effettuato quotidianamente prima dell'accesso del personale nella sede ove presta servizio e deve riguardare il solo personale per cui è prevista l'effettiva presenza in servizio nel giorno della verifica, escludendo comunque il personale assente per specifiche causali (es. ferie, permessi, malattia, ecc.)".

Sembra chiaro. Ma con una recentissima nota di ieri (20 dicembre) il capo dipartimento ritorna sul tema ribadendo che "le procedure di verifica dell'avvenuta vaccinazione potranno non essere avviate soltanto nei confronti di coloro che non svolgono la propria prestazione di lavoro presso le istituzioni scolastiche". Perché prestano servizio presso altra amministrazione o ente, oppure perché fruiscono di aspettative o congedi che comportano l'astensione piena e continuativa dalle attività lavorative a scuola. Intanto, i presidi si trovano a gestire la patata bollente. Quelli aderenti all'Anp contestano questa l'interpretazione ministeriale del provvedimento del governo. "L'Anp dice NO al controllo del (Super) Green pass sugli assenti". E argomenta il proprio no chiamando in causa proprio l'allegato G al decreto che, a parere dell'associazione, "si esprime con estrema precisione". "Eppure - rilancia Di Meglio - cocciutamente, viale Trastevere si ostina a non voler tornare sui suoi passi".