Scuola, Dad in una classe su cinque, ma Bianchi minimizza: a casa l’11% degli alunni
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - Il professor Patrizio Bianchi, insediato al ministero dell'Istruzione dal febbraio 2021, era il tempo della terza ondata, spiega al picco della quarta che "gli studenti comunque in classe" era un mandato diretto del premier Draghi, reso pubblico proprio al suo insediamento alla Camera. Adesso è il ministro Bianchi a rispondere a un question time parlamentare, esponendo i dati sui contagi a scuola che lo rendono più tranquillo.
I numeri che offre, in verità, possono avere letture lontane. "Il governo è stato coraggioso a ripartire in presenza e a ricorrere contro Regioni e Comuni che non volevano", dirà Gabriele Toccafondi, l'uomo della scuola di Renz…
ROMA - Il professor Patrizio Bianchi, insediato al ministero dell'Istruzione dal febbraio 2021, era il tempo della terza ondata, spiega al picco della quarta che "gli studenti comunque in classe" era un mandato diretto del premier Draghi, reso pubblico proprio al suo insediamento alla Camera. Adesso è il ministro Bianchi a rispondere a un question time parlamentare, esponendo i dati sui contagi a scuola che lo rendono più tranquillo.
I numeri che offre, in verità, possono avere letture lontane. "Il governo è stato coraggioso a ripartire in presenza e a ricorrere contro Regioni e Comuni che non volevano", dirà Gabriele Toccafondi, l'uomo della scuola di Renzi, già sottosegretario in quel governo. "Non nascondiamoci la verità, non diciamo che le lezioni si stanno svolgendo regolarmente", replicherà Valentina Aprea, lei Forza Italia, era al fianco di Gelmini all'Istruzione oltre dieci anni fa.
Eccoli, allora, i dati, aggiornati sull'81 per cento degli istituti scolastici e resi pubblici dopo due ore dal ministro Bianchi: in Italia le classi completamente in Didattica a distanza sono solo il 6,6 per cento del totale, con punte minime in Calabria (2,9 per cento, dove tuttavia gli studenti a casa sono più del quadruplo) e punte massime in Molise (17,3 per cento). L'insieme delle classi con attività integrata - la difficile lezione in presenza e a distanza realizzata in contemporanea - è del 13,1 per cento. Quindi, dal 10 gennaio scorso la Dad è stata attivata in modo totale o parziale nel 19,7 per cento delle classi italiane, una ogni cinque. Non è certo un dato irrilevante.
A casa l'11,6% degli studenti
Gli studenti a casa per contagio o quarantena, ha proseguito l'esposizione del ministro, sono l'11,6 per cento e raggiungono in Sicilia il 16,1 per cento. Sono tutti a distanza, questi. Così suddivisi per ciclo: all'infanzia i positivi sono il 9 per cento, alla primaria il 10,9 per cento, alla secondaria (medie e superiori calcolate insieme) il 12,5 per cento. Poi, il personale scolastico sospeso perché inadempiente con il Green Pass vaccinale: è pari allo 0,9 per cento.
Sulla vaccinazione i dati, passati dal commissario Francesco Figliuolo, sono questi: tra i 12 e i 19 anni la copertura è al 76,5 per cento (almeno due dosi), sotto i dodici anni è a ciclo completo solo il 25 per cento.
Scuola, Bianchi: "Solo il 6% delle classi in dad, l'impennata dei contagi durante le feste"
I contagi durante le feste
A fine esposizione ha commentato Bianchi: "Il grosso dei contagi si è verificato nel periodo di chiusura delle scuole. Se avessimo ceduto all'idea di una chiusura avremmo portato a casa 6,5 milioni di studenti. La pandemia non è passata, ma potremo vincerla". I problemi sono molti e variegati, ammette, quindi attacca "le stime" offerte dall'Associazione nazionale presidi: il 50 in presenza, 50 a casa. "Non avevano basi numeriche". Antonello Giannelli, il raccoglitore delle cifre ora contestate, replica: "Abbiamo presidi su tutto il territorio e quindi il polso della situazione, chiediamo al ministro di offrire questi dati ogni settimana". Il suo riferimento in Abruzzo dà il segno chiaro della distanza tra i conteggi istituzionali e quelli fatti dal basso: "Nella nostra Regione la didattica a distanza riguarda, al momento, il 50 per cento delle scuole dell'infanzia, delle primarie e delle medie", spiega Costanza Cavaliere, preside e presidente regionale Anp. D'altro canto, Alessandra Mura, dirigente dell'Istituto Elena Lucrezia Corner di Fossò e Vigonovo (Città metropolitana di Venezia), si è rimessa a insegnare. E non solo le sue Lettere. Troppe cattedre sono state svuotate dal Covid.
Il sindacato: numeri opachi
La Flc Cgil definisce i numeri di Bianchi "a dir poco fumosi e opachi". Di certo, all'elenco manca la progressione delle classi in Dad che in una settimana è raddoppiata in Campania e nelle Marche e in Emilia è passata da 67 a 969. "Non ci resta che diffidare il ministro per inadempienza contrattuale", chiude Francesco Sinopoli contestando il fatto che il sindacato non ha ricevuto i dati. Pino Turi, segretario Uil: "La nostra percezione è che la scuola funzioni a metà".