Maturità, tornano le prove scritte. L’ira degli studenti: “Inaccettabile”
di Viola Giannoli , Corrado Zunino , Ilaria Venturi , di Viola Giannoli, Corrado Zunino, Ilaria VenturiROMA - La terza Maturità pandemica prova a tornare normale. Con due scritti - Italiano più seconda prova di indirizzo - e un orale non più extralarge in cui si partirà da dove vuole la commissione. Non ci sarà elaborato da casa. Sarà, è la volontà mista a tanta speranza del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, un Esame di Stato come se fossimo usciti dalla dittatura del virus: "Dobbiamo gradualmente uscire dall'emergenza", dice. Gli studenti sono scioccati. Temono di non farcela. Anche perché questa generazione ha vissuto in lockdown, o in quarantena, o nel timore di un contagio in classe, la terza superiore, la quarta e ora questa quinta "da 60 a 100". È il range del voto finale e lo si costruirà con un esame che peserà più del triennio.
ROMA - La terza Maturità pandemica prova a tornare normale. Con due scritti - Italiano più seconda prova di indirizzo - e un orale non più extralarge in cui si partirà da dove vuole la commissione. Non ci sarà elaborato da casa. Sarà, è la volontà mista a tanta speranza del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, un Esame di Stato come se fossimo usciti dalla dittatura del virus: "Dobbiamo gradualmente uscire dall'emergenza", dice. Gli studenti sono scioccati. Temono di non farcela. Anche perché questa generazione ha vissuto in lockdown, o in quarantena, o nel timore di un contagio in classe, la terza superiore, la quarta e ora questa quinta "da 60 a 100". È il range del voto finale e lo si costruirà con un esame che peserà più del triennio.
Ecco la Maturità 2022
Partirà mercoledì 22 giugno alle ore 8,30, con la prova d'Italiano. Prova nazionale, identica su tutti i banchi. Il tema, un classico che archivia le ultime due stagioni. Ci saranno sette tracce articolate in tre tipi di richiesta: analisi e interpretazione di un testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Il 23 giugno, il giorno dopo, si proseguirà con la seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo scolastico. Le discipline scelte (si immagina Greco o Latino al classico, Matematica o Fisica allo scientifico, come ai vecchi tempi) saranno comunicate alla fine del percorso dell'ordinanza firmata ieri: Consiglio superiore della pubblica istruzione, poi sindacati, poi Parlamento. Si può ipotizzare tra un mese. Ogni commissione d'esame - sei membri più presidente - deciderà quale sarà la traduzione, il problema, il disegno da sottoporre alla classe, "per consentire una maggiore aderenza a quanto effettivamente svolto nell'anno e tenendo conto del percorso degli studenti nelle stagioni di pandemia". Il ritorno delle due prove scritte fa cadere la necessità di costruire un elaborato a casa (la tesina) da parte del maturando. Era la parte più creativa e di ricerca dell'appuntamento di giugno, ma se tornano gli scritti qualcos'altro si deve togliere.
I colloqui orali
A partire da lunedì 27 giugno, possono iniziare i colloqui orali, che si apriranno con l'analisi di un materiale scelto dalla commissione: il testo (o il documento, il problema, il progetto) sarà sottoposto al candidato. Nel corso dell'orale lo studente dovrà mostrare di aver digerito tutte le materie della stagione scolastica e di aver fatto propri elementi di Educazione civica e della contestata Alternanza scuola lavoro (derubricata nel tempo a Pcto). Ma né l'Alternanza né i test Invalsi - che pure durante l'anno ci saranno - costituiranno requisito obbligatorio per accedere all'esame finale.
Gli scritti
Gli scritti dovranno essere in presenza. Per il colloquio, sia alla Maturità che all'esame di Terza media, è prevista la possibilità della videoconferenza "per i candidati impossibilitati a lasciare il loro domicilio". Sì, l'esame di Terza: si articolerà su due prove scritte, una di Italiano e una sulle competenze logico-matematiche. Poi un colloquio che accerterà le conoscenze dell'Inglese, la seconda lingua comunitaria e l'Educazione civica. "Non siamo ancora fuori dalla pandemia", accompagna la forte novità il ministro Bianchi, "ma già quest'anno, grazie ai vaccini e alle misure di sicurezza decise dal governo, abbiamo garantito una maggiore continuità della scuola in presenza. Abbiamo tenuto conto degli ultimi due anni vissuti dai nostri ragazzi, ma dobbiamo rimetterci in cammino verso la normalità".
I presidi obiettano che i due scritti semplici sono un passo indietro rispetto alla multidisciplinarietà del Latino-Greco e della Mate-Fisica, cose del giugno 2019. Gli studenti non hanno dubbi: "Venerdì prossimo scendiamo in piazza. Il ministro non ci ha ascoltati per tre mesi e poi ha sfornato un esame che non tiene in alcun conto le difficoltà enormi nell'apprendimento patite negli ultimi tre anni".
Le interviste
La liceale Valeria Cigliana: "Che rabbia, non tengono conto della Dad"
Valeria Cigliana, quinta superiore del classico Albertelli, Roma. È arrabbiata. Come i suoi coetanei maturandi, dice. "La decisione di tornare non a uno ma a due scritti è stata presa senza considerare le condizioni in cui abbiamo studiato. Oggi, a livello teorico, siamo in presenza. A livello teorico".
Crede che la sua generazione non sia in grado di affrontare due scritti alla vecchia maniera?
"Le lacune che abbiamo accumulato in tre anni a singhiozzo rendono impossibile un esame del genere. Gli strumenti non ci sono. Il ministro Bianchi dice che ha provato a tornare alla normalità, ma il suo sembra un esame punitivo, carico di ansia e stress".
Secondo lei perché il ministro, che a metà novembre era orientato per un solo orale, ha cambiato drasticamente direzione?
"La pressione dei presidi, e di una fetta di opinione pubblica rimasta ancorata all'esame tradizionale. Gli intellettuali gli hanno detto: 'Senza prova complessa non si è pronti ad affrontare il mondo del lavoro'".
Scendete in piazza.
"Siamo tutti arrabbiati, è già nato un movimento spontaneo in tutta Italia. Il ministro Bianchi non ci ha mai incontrato e venerdì gli facciamo un corteo fin sotto le finestre. Forse possiamo cambiarla ancora questa Maturità, o, compromesso massimo, accettare di fare solo lo scritto di Italiano".
La prof Ilaria Rizzini: "Non è una punizione, così l'esame riacquista dignità"
"È una vittoria della scuola, andare avanti sarebbe stato squalificante, avremmo abdicato a qualsiasi ruolo nella valorizzazione del merito e di ascensore sociale". Ilaria Rizzini, docente di latino e greco al liceo classico Foscolo di Pavia, plaude al ritorno degli scritti alla Maturità. Ben prima di quella contraria degli studenti, aveva lanciato una petizione a favore.
Cosa l'ha spinta a farlo?
"Quando il ministro ha ipotizzato che la formula senza scritti potesse essere un'alternativa valida mi sono sentita morire: toglierli non ha senso, rende impossibile la misurazione di alcune competenze".
È solo una questione di competenze?
"No, lo è anche di qualità, di rigore e di dignità della prova. Nessun intento punitivo, ma abbassare l'asticella è uno scacco per la scuola e anche una sorta di ammissione di incapacità degli studenti, al netto delle difficoltà che la pandemia ha comportato. È come dire che non sono in grado, non è così".
Il secondo scritto non sarà più nazionale.
"C'è chi parla di rischio opacità. Sono 30 anni che insegno e ho visto opacità e connivenze con le prove nazionali. Il problema è la correttezza dei singoli".