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Scuola, pasticcio al concorso della scuola primaria: un errore nei test potrebbe far saltare tutto. In arrivo una pioggia di ricorsi

Bandita nel 2020, la selezione, per via della panedmia, è stata rinviata al 2021: per velocizzare le assunzioni, il ministero ha semplificato la prova scritta. La risposta a uno dei quesiti era errata e ora andrebbero rifatte le graduatorie. Ma gli orali sono già inziati
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Guai in vista per il concorso ordinario della scuola primaria. Un errore in una delle domande del quizzone a risposta multipla affrontato lo scorso dicembre da migliaia di aspiranti maestre e maestri rischia di mandare all'aria l'intera procedura. Bandito nel 2020, lo stesso anno il concorso non si è svolto per via dell'emergenza sanitaria. E l'anno successivo, per velocizzare le assunzioni, il ministero ha semplificato la prova scritta; un questionario computer-based di 50 domande a risposta multipla da concludere in 100 minuti. In palio 100 punti, per arrivare all'orale ne bastano 70. Ma è proprio su una delle 50 domande che si rischia di incepparsi il meccanismo. 

Dopo le modifiche al bando, lo scritto si svolge su base regionale in tre giorni: 17, 20 e 21 d…

Guai in vista per il concorso ordinario della scuola primaria. Un errore in una delle domande del quizzone a risposta multipla affrontato lo scorso dicembre da migliaia di aspiranti maestre e maestri rischia di mandare all'aria l'intera procedura. Bandito nel 2020, lo stesso anno il concorso non si è svolto per via dell'emergenza sanitaria. E l'anno successivo, per velocizzare le assunzioni, il ministero ha semplificato la prova scritta; un questionario computer-based di 50 domande a risposta multipla da concludere in 100 minuti. In palio 100 punti, per arrivare all'orale ne bastano 70. Ma è proprio su una delle 50 domande che si rischia di incepparsi il meccanismo. 

Dopo le modifiche al bando, lo scritto si svolge su base regionale in tre giorni: 17, 20 e 21 dicembre 2021. Gli iscritti alla prova sono più di 64mila per poco più di 5mila cattedre a disposizione. La correzione, considerato che le domande sono a risposta multipla e ogni concorrente deve segnare solo una delle quattro opzioni possibili, è abbastanza rapida: attorno alla metà di gennaio, i singoli concorrenti possono visualizzare l'esito, il punteggio e la prova stessa. Niente graduatorie. E subito dopo vengono pubblicati i calendari delle prove orali: in Lombardia si inizia il 7 febbraio, in Sicilia il 17. 

Ma a orali in corso di svolgimento, lo scorso 22 febbraio arriva come una doccia fredda una nota del direttore generale del ministero dell'Istruzione, Filippo Serra, che ammette l'esistenza di un errore in una domanda del test. E l'esigenza di ricalcolare i punteggi degli scritti. Quella incriminata è il quesito che riguarda gli alunni con Bisogni educativi speciali (Bes) o con Disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa: dislessici, disgrafici, discalculei): "Assegnare maggiore tempo per svolgere un'attività ad un alunno con DSA o con BES può definirsi una misura: 1) preventiva, 2) palliativa, 3) compensativa, 4) dispensativa". 

In un primo momento, la risposta considerata corretta dalla commissione nazionale è la numero 3: misura compensativa. Ma alcuni candidati esclusi con 68 punti che avevano segnato la risposta numero 4, spiegano dalla Flc Cgil, segnalano che in un documento dello stesso ministero, le "Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento", il tempo aggiuntivo per una prova viene annoverato come "misura dispensativa". Nella nota di Serra si comunica che il ricalcolo del punteggio consiste nel sottrarre due punti a chi aveva segnato la risposta numero 3 e nel riconoscimento di due punti a chi aveva segnato la 4. Un mezzo terremoto.

Una decisione, quella del "ricalcolo", che avrebbe ammette agli orali coloro che avevano ottenuto 68 punti su cento, ma che esclude una parte di coloro che erano stati ammessi col minimo: 70 punti. In più, due punti in più o in meno in graduatorie composte da migliaia di candidati fanno scalare decine di posizioni in graduatoria a chi vengono riconosciuti e fa precipitare in basso chi è costretto a rinunciarvi. Una matassa difficile da districare che rischia di produrre centinaia di ricorsi che potrebbero travolgere l'intera procedura. Ma dal ministero è in arrivo una soluzione salomonica. Ieri, Uil scuola e Flc Cgil annunciano che è in arrivo una nuova nota in cui verranno considerate corrette entrambe le risposte. Ma i ricorsi restano dietro l'angolo.