Nidi, fondi Pnrr: aumentano del 76% le domande, ma il Sud ancora arranca. Nuovo bando per il Mezzogiorno
di Ilaria Venturi , di Ilaria VenturiSicilia, Basilicata e Molise ancora arrancano. La Campania e la Calabria hanno avuto uno scatto in avanti presentando domande per asili nido grazie alla proroga concessa per ottenere i fondi del Pnrr destinati alla fascia dei più piccoli, da 0 a tre anni. Era stato un flop, soprattutto nelle regioni del Sud, alla prima chiamata che scadeva il 28 febbraio: le richieste di finanziamento avanzate dai Comuni avevano riguardato solo la metà dei fondi messi a disposizione: 1,2 miliardi contro i 2,4 stanziati.
Alla scadenza del 31 marzo le cose sono andate meglio: più 76% di domande presentate dai Comuni per l'avviso pubblico sugli asili nido del Pnrr Istruzione, ha comunicato il ministero all'Istruzione. In particolare, alla chiusura del bando asili, lo scorso primo aprile, risultano 1.676 le candidature presentate per la fascia da 0 a 3 anni, a fronte delle 953 arrivate il 28 febbraio, alla prima scadenza (+723 a livello nazionale). Le cinque re…
Sicilia, Basilicata e Molise ancora arrancano. La Campania e la Calabria hanno avuto uno scatto in avanti presentando domande per asili nido grazie alla proroga concessa per ottenere i fondi del Pnrr destinati alla fascia dei più piccoli, da 0 a tre anni. Era stato un flop, soprattutto nelle regioni del Sud, alla prima chiamata che scadeva il 28 febbraio: le richieste di finanziamento avanzate dai Comuni avevano riguardato solo la metà dei fondi messi a disposizione: 1,2 miliardi contro i 2,4 stanziati.
Alla scadenza del 31 marzo le cose sono andate meglio: più 76% di domande presentate dai Comuni per l'avviso pubblico sugli asili nido del Pnrr Istruzione, ha comunicato il ministero all'Istruzione. In particolare, alla chiusura del bando asili, lo scorso primo aprile, risultano 1.676 le candidature presentate per la fascia da 0 a 3 anni, a fronte delle 953 arrivate il 28 febbraio, alla prima scadenza (+723 a livello nazionale). Le cinque regioni con più domande presentate in termini assoluti sono: Campania (196), Lombardia (157), Lazio (138), Calabria (137).
La quantità di risorse richieste ammonta a un totale di circa 2 miliardi di euro sui 2,4 disponibili. I 400 milioni residui andranno immediatamente ricollocati, annuncia Viale Trastevere. Con un decreto firmato dal ministro Patrizio Bianchi, coi ministri per le Pari opportunità, per il Sud, la Coesione territoriale e per gli Affari regionali, saranno destinati all'ulteriore finanziamento delle candidature già pervenute per l'incremento dei poli dell'infanzia 0-6 anni. Insomma, si guarderà più a rafforzare la fascia d'età delle materne (3-6 anni).
In seguito a questa prima operazione, circa 70 milioni ancora residui - continua la nota del ministero - "saranno oggetto di un nuovo bando per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità a Basilicata, Molise, Sicilia, che hanno presentato meno candidature rispetto al budget che poteva essere loro assegnato in base alle risorse disponibili nel Pnrr". Per queste Regioni ci sarà un ulteriore avviso con scadenza a fine maggio, e i Comuni saranno accompagnati nella presentazione delle proposte con specifiche azioni di supporto.
Oltre alle difficoltà dei Comuni a inventarsi servizi che non avevano prima, rimane il problema culturale che allontana il raggiungimento dell'asticella posta da molti anni ormai dall'Unione europea: una copertura del 33% dei nidi da Nord a Sud. E se ci sono regioni come l'Emilia-Romagna che sono oltre la media, altre sono ancora molto lontane. Ridurre i divari territoriali, la filosofia del Pnrr che ha fissato come obiettivo al 2026 di avere 264mila nuovi posti al nido.
"Tutte le risorse del Pnrr Istruzione previste per il segmento educativo da 0 a 6 anni saranno utilizzate garantendo la quota pari al 55,29% dei fondi a favore del Mezzogiorno, superiore al 40% previsto dai bandi del Pnrr nazionale", spiega il ministero.
Bianchi è comunque soddisfatto per la crescita avuta con la proroga dei termini per presentare i progetti: "In questo mese abbiamo avuto una risposta molto positiva grazie al lavoro fatto con gli altri Ministeri coinvolti, con l'Agenzia per la coesione, con le Prefetture, con l'Associazione dei Comuni - dichiara -. Abbiamo organizzato seminari, incontri, aperto linee di supporto dedicate e previsto una campagna di comunicazione specifica. Il Pnrr è un'occasione senza precedenti: possiamo realizzare dei cambiamenti significativi del nostro sistema scolastico. Ma è un'azione collettiva per la quale c'è bisogno del contributo e della partecipazione di tutti. Aumentare il numero di posti negli asili nido significa dare più opportunità educative per le bambine e i bambini su tutto il territorio, sostenere le famiglie e l’occupazione femminile".
Intanto si fa avanti il Terzo settore che teme un aumento della differenza Nord-Sud sull'infanzia. "Questo scenario potrebbe però non presentarsi qualora le scelte politiche modificassero i destinatari dei bandi e quindi non solo i Comuni ma anche gli enti del Terzo Settore autorizzati o accreditati nella gestione dei servizi alla prima infanzia previsti dal Decreto 65 - chiede Alberto Alberani, vice presidente Legacoopsociali e Coordinatore gruppo 0-6 Forum Terzo settore - giuridicamente si può fare come hanno fatto altri paesi europei e altri bandi Pnrr e sarebbe un'ottima occasione di co-programmazione (non solo co-progettazione)".
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