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"Sulla lotta ai contagi è nulla di fatto, così non richiudere le scuole sarà un miracolo”

Decadono per il prossimo anno scolastico tutte le misure d'emergenza. Parlano genitori, presidi e virologi. Il dossier
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Dopo l’addio al metro di distanza, all’obbligo di mascherina e a quello di vaccinazione per gli insegnanti, dal 1° settembre decadono anche le ultime misure anti contagio. Nel cassetto la didattica a distanza, i tamponi obbligatori e la quarantena se ci sono più casi in una classe. Ma genitori e dirigenti scolastici denunciano che poco o nulla è stato fatto, a quasi tre anni dall’inizio della pandemia, per prevenire gli effetti che una nuova ondata d’autunno potrebbero avere nelle aule d’Italia. Pochissimi i patti di comunità per trovare spazi alternativi per le lezioni. Ancora pochi gli studenti vaccinati, specie nella fascia under 12 Una manciata gli istituti che hanno introdotto sistemi per il ricambio dell’aria. E nessuna indicazione su come gestire eventuali casi di positività.

Costanza Margiotta, genitore

Distanziamento

"Zero soluzioni per le classi pollaio"

"Sugli spazi, le aule, il distanzia…

Dopo l’addio al metro di distanza, all’obbligo di mascherina e a quello di vaccinazione per gli insegnanti, dal 1° settembre decadono anche le ultime misure anti contagio. Nel cassetto la didattica a distanza, i tamponi obbligatori e la quarantena se ci sono più casi in una classe. Ma genitori e dirigenti scolastici denunciano che poco o nulla è stato fatto, a quasi tre anni dall’inizio della pandemia, per prevenire gli effetti che una nuova ondata d’autunno potrebbero avere nelle aule d’Italia. Pochissimi i patti di comunità per trovare spazi alternativi per le lezioni. Ancora pochi gli studenti vaccinati, specie nella fascia under 12 Una manciata gli istituti che hanno introdotto sistemi per il ricambio dell’aria. E nessuna indicazione su come gestire eventuali casi di positività.

Costanza Margiotta, genitore

Distanziamento

"Zero soluzioni per le classi pollaio"

"Sugli spazi, le aule, il distanziamento, non è stato fatto nulla". Costanza Margiotta, coordinatrice di Priorità alla scuola, non usa giri di parole.
Un'occasione mancata?
"Sì, dopo due anni e mezzo di pandemia le scuole hanno gli stessi problemi. La tragedia del Covid era un'opportunità per ridurre il numero di alunni per classe, affrontare più serenamente l'emergenza sanitaria e migliorare la didattica".
E invece?
"Nessuna soluzione a lungo termine, solo toppe. Ancora una volta davanti alla recrudescenza del virus il distanziamento sarà impossibile".
Il ministro Bianchi dice che le classi pollaio sono solo il 2,5%.
"Dipende da cosa si intende. Per noi sono pollaio con più di venti alunni".
È la soglia massima prevista da alcuni programmi elettorali di sinistra.
"Non basta volerlo, bisogna dire come si fa e con quali soldi".
Dove sta per voi la falla della mancata svolta?
"Nelle scelte sbagliate anche quando ci sono i fondi. Il reclutamento dei docenti ha funzionato solo in parte, le cattedre vuote sono ancora una marea, sull'aerazione non si è intervenuti, gli edifici non sono stati messi in sicurezza e lo dimostrano le scuole già in crisi per le alluvioni. Tra emergenza sanitaria, energetica e climatica, se non richiudono sarà un miracolo".

 

Alfonso D'Ambrosio, preside a Vo'

Aerazione

"Con il nostro impianto contagi quasi azzerati"

Nella scuola di Vo', il paese in provincia di Padova che ha conosciuto la prima vittima di Covid in Italia, l'impianto di aerazione Vmc (ventilazione meccanica controllata) sembra aver fatto miracoli. Ma per il ministero è una misura integrativa, non risolutiva. Meglio tenere aperte le finestre.
Preside Alfonso D'Ambrosio, è così?
"Per me parla la mia esperienza: nel plesso di Vò (un impianto per 14-15 aule) ci sono stati zero casi di Covid il primo anno, un contagio interno e sei esterni il secondo anno. Una sola classe è finita in quarantena. E pensi che noi le finestre le teniamo chiuse... Non è un contorno, ma un investimento che abbatte i contagi e migliora del 70% la qualità dell'aria anche rispetto a polveri sottili, temperatura, umidità".
Per il ministero bisogna tener conto dei costi.
"Qui l'ente locale ha investito 70 mila euro. Grazie ai decreti Sostegni abbiamo anche acquistato dei sanificatori portatili che hanno inciso per il 30%".
E allora perché pochissime scuole hanno installato sanificatori o Vmc?
"I fondi ci sarebbero ma le scuole difettano di così tante cose che i dirigenti hanno investito in altro. E così gli enti locali: solo le Marche e ora il Veneto hanno investito in maniera progettuale. Negli istituti manca un ufficio tecnico: serve una commissione ministeriale permanente con architetti, ingegneri, fisici, biologi per migliorare e convertire le aule al green".

 

Antonello Giannelli, Anp

Vaccini

"Poche dosi ai ragazzi le famiglie provvedano"

"I No Vax? Sono solo un pugno di prof, non mi preoccupano". Antonello Giannelli è il presidente dell'Anp, l'associazione nazionale dei presidi, e commenta così il ritorno in classe da settembre dei docenti che non si sono mai vaccinati contro il Covid 19.
Cosa ne pensa? Si rischiano più contagi?
"Era un rientro previsto. Anzi: gli insegnanti non vaccinati hanno già partecipato agli esami di fine anno. E poi il loro numero è molto basso, i No Vax sono 3-4 mila in tutto, su un totale di 800 mila docenti, parliamo di percentuali ridicole. Darei più risalto agli studenti...".
Il 50,4% degli alunni tra 5 e 11 anni non è vaccinato né ha avuto il Covid negli ultimi 6 mesi, tra i 12 e i 19 anni il 53,8% non ha fatto la seconda dose.
"Non posso dirmi io allarmato se le autorità sanitarie e politiche hanno deciso, già lo scorso anno, di riaprire le scuole anche senza vaccinazione di massa. Ma invito le famiglie a portarli a fare il vaccino e mi auguro che venga fatta una grande campagna culturale di promozione e sensibilizzazione".
Le scuole sono pronte in caso di nuova ondata?
"Le indicazioni del ministero già prevedono questa possibilità: in quel caso torneranno le mascherine per tutti. il distanziamento, le entrate e le uscite scaglionate e così via".
E l'obbligo vaccinale per i prof?
"Sì, anche di quello si potrebbe riparlare".

 

Fabrizio Pregliasco, virologo

Dad e mascherine

"Sulla curva d'autunno decideremo in corsa"

Professor Fabrizio Pregliasco, si tornerà a scuola senza mascherine, con i No Vax in cattedra, senza Dad né indicazioni sui casi di positività. È un liberi tutti?
"Il Covid ci frega sempre e non abbiamo ancora un manuale esatto di gestione ma in questa fase dobbiamo conviverci. Anche il ritorno dei No Vax è un segno di pacificazione con una minoranza di irrecuperabili, consentita dalla scelta della grande maggioranza di italiani di vaccinarsi".
Non c'è il rischio di trovarsi impreparati?
"Il rischio è una narrazione benevola che fa passare da raffreddore questo virus che fa ancora decine di morti".
E quindi, anche in aula, che fare?
"Preservare i fragili, promuovere i richiami vaccinali assieme all'anti-influenzale, usare gli antivirali. Le onde si susseguiranno nel tempo ma sperabilmente come un sasso in uno stagno, con sempre minore intensità, a meno di nuove e diverse varianti".
Il ministero dell'Istruzione ha indicato un doppio livello di reazione: nel caso in cui i contagi dovessero aumentare tornerebbero le Ffp2 per tutti e altre restrizioni. Che ne pensa?
"È giusto immaginare misure progressive: dobbiamo avere capacità di reazione davanti allo scenario peggiore per far fronte a un'onda di risalita che in autunno si combinerà con l'influenza. Dall'Australia, dove è inverno, non arrivano buone notizie: parecchi i casi di Covid, influenza e altri virus respiratori". <TB>