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Scuola, caro bollette, i Comuni lanciano l'allarme: servirà un miliardo e mezzo in più

Il municipio di Novara stima che per le sole utenze scolastiche ci potranno essere rincari pari al 32% per il gas e al 54% per la luce. A livello nazionale si traduce in una spesa di 4 miliardi e mezzo
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Il caro bollette metterà in difficoltà gli enti locali che pagano le spese di luce e gas di migliaia di plessi scolastici. Per compensare i sovrapprezzi degli ultimi mesi occorrerà almeno un miliardo e mezzo in più del 2021. L'inverno è ormai prossimo e i sindaci fanno i conti con il salasso delle spese energetiche e con i bilanci che spesso partono già da situazioni deficitarie anche senza i rincari che stanno mettendo in crisi le famiglie italiane. A gestire le scuole dell'infanzia, primarie e medie ci pensano direttamente i comuni, mentre le scuole superiori sono gestite dalle ex province: città metropolitane e liberi consorzi. E i primi cittadini temono di non riuscire a tenere i conti in ordine.

Le spese per luce e gas

Per mantenere la luce accesa in oltre 40mila plessi scolastici e per pagare la bolletta del metano che viene utilizzato dalla maggior parte degli impianti di riscaldamento in funzione negli istituti italian…

Il caro bollette metterà in difficoltà gli enti locali che pagano le spese di luce e gas di migliaia di plessi scolastici. Per compensare i sovrapprezzi degli ultimi mesi occorrerà almeno un miliardo e mezzo in più del 2021. L'inverno è ormai prossimo e i sindaci fanno i conti con il salasso delle spese energetiche e con i bilanci che spesso partono già da situazioni deficitarie anche senza i rincari che stanno mettendo in crisi le famiglie italiane. A gestire le scuole dell'infanzia, primarie e medie ci pensano direttamente i comuni, mentre le scuole superiori sono gestite dalle ex province: città metropolitane e liberi consorzi. E i primi cittadini temono di non riuscire a tenere i conti in ordine.

Le spese per luce e gas

Per mantenere la luce accesa in oltre 40mila plessi scolastici e per pagare la bolletta del metano che viene utilizzato dalla maggior parte degli impianti di riscaldamento in funzione negli istituti italiani, i comuni hanno speso finora un miliardo e 800mila euro all'anno. Un altro miliardo abbondante veniva speso dalle ex province per sostenere le pagare le bollette relative agli istituti superiori, dove sovente le attività didattiche si protraggono anche al pomeriggio. In totale, la spesa complessiva si è aggirata attorno ai tre miliardi di euro all'anno. Ma con la situazione che si è venuta a creare a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina si prospetta un rincaro che porterà la spesa a 4miliardi e mezzo. È stato il Comune di Novara a fare due conti, stimando aumenti delle spese per le sole utenze scolastiche pari al 32% per il gas e del 54% per la luce. Un dato che esteso a tutti i plessi funzionanti in Italia porterà la bolletta a 4 miliardi e mezzo. Poche settimane fa, l'Anci ha lanciato l'allarme dichiarando di avere bisogno di un miliardo in più rispetto al 2021. A rispondere sarà chiamato il governo Meloni.

Le possibili conseguenze

A spiegare quali potrebbero essere le conseguenze per i cittadini, Alessandro Canelli, sindaco di Novara. "Il caro energia - spiega - sta gravando pesantemente anche sui comuni dove sono già in atto, da mesi, rilevanti aumenti delle spese per energia elettrica e riscaldamento. Abbiamo prorogato, come tanti altri comuni italiani del nord Italia l'accensione dei riscaldamenti sia negli ambienti privati che pubblici, ma naturalmente nelle scuole, così come negli ospedali o nelle strutture per anziani, è fondamentale garantire temperature consone". Secondo il decreto legislativo 81 del 2008, il cosiddetto Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nei mesi invernali all'interno degli edifici scolastici occorre mantenere una temperatura tra i 18 e i 22 gradi. Con una tolleranza massima di un grado. "Stiamo aspettando che il governo intervenga con adeguate risorse a sostegno degli enti locali. Senza questo intervento e se i costi energetici non verranno calmierati, molti comuni avranno difficoltà nel chiudere i bilanci in pareggio o ad assicurare servizi ai cittadini". Le strade che i primi cittadini avranno di fronte saranno due: alzare la pressione fiscale locale oppure tagliare i servizi. Alcuni comuni hanno già deciso che gli istituti scolastici dovranno chiudere a un certo orario nel pomeriggio.

Il riscaldamento nelle scuole

Secondo la banca dati del ministero dell'Istruzione, quasi tutti i plessi scolastici italiani (il 99% secondo i dati del Miur) sono provvisti di impianto di riscaldamento. Cosa consumano per mantenere le temperature a livelli adeguati nelle classi? Il 12,6% funziona utilizzando gasolio, che bruciando inquina. Il 75,2% funziona utilizzando metano, che inquina meno. La restante parte utilizza gpl (gas propano liquido), il teleriscaldamento, o utilizza piastre elettriche. Soltanto il 2% degli edifici è dotato di impianto solare-termico. In altre parole, per riscaldare classi, laboratori e altri ambienti scolastici occorre acquistare combustibili che hanno raggiunto prezzi da record. In alternativa i dirigenti scolastici dovranno ipotizzare la riduzione delle attività scolastiche pomeridiane per non gravare eccessivamente sui bilanci degli enti locali.