✕

Scuola, in Italia è record di giorni passati in classe ma il rendimento è tra i più bassi d'Europa

Secondo il dossier di Eurydice, il portale che per conto della Commissione europea si occupa dei sistemi scolastici e di formazione, gli studenti italiani trascorrono sui banchi almeno 200 giornate e godono di poche vacanze durante l'anno. La proposta è uniformarsi al resto dei Paesi anche per ottenere migliori performance
3 minuti di lettura

Troppi giorni di scuola in Italia? Per gli alunni del Belpaese è record di permanenza in classe. A certificarlo una recente pubblicazione di Eurydice, il portale che per conto della Commissione europea si occupa dei sistemi scolastici e di formazione dei paesi del Vecchio continente. Secondo il dossier, scolari e studenti italiani frequentano le scuole per il maggior numero di giorni in Europa: 200 o qualcuno di più. Ma, stando ai dati dei test internazionali sulle competenze fondamentali per orientarsi nel complesso mondo di oggi (Lettura, Matematica e Scienze), l'anno scolastico più lungo d'Europa non aiuta gli iscritti a ottenere risultati brillanti. Anzi. E si torna a parlare di settimana corta, di ingresso posticipato alle 10 del mattino e di settimana scolastica di soli quattro giorni e della lunghissima pausa scolastica estiva tutta italiana. 

Il dossier

L'organizzazione del tempo scuola in Europa (The Organisation of School Time in Europ…

Troppi giorni di scuola in Italia? Per gli alunni del Belpaese è record di permanenza in classe. A certificarlo una recente pubblicazione di Eurydice, il portale che per conto della Commissione europea si occupa dei sistemi scolastici e di formazione dei paesi del Vecchio continente. Secondo il dossier, scolari e studenti italiani frequentano le scuole per il maggior numero di giorni in Europa: 200 o qualcuno di più. Ma, stando ai dati dei test internazionali sulle competenze fondamentali per orientarsi nel complesso mondo di oggi (Lettura, Matematica e Scienze), l'anno scolastico più lungo d'Europa non aiuta gli iscritti a ottenere risultati brillanti. Anzi. E si torna a parlare di settimana corta, di ingresso posticipato alle 10 del mattino e di settimana scolastica di soli quattro giorni e della lunghissima pausa scolastica estiva tutta italiana. 

Il dossier

L'organizzazione del tempo scuola in Europa (The Organisation of School Time in Europe) varia da paese a paese. L'Italia con 200 giorni di lezione è la nazione europea dove si studia di più. O meglio, dove gli alunni restano a scuola più a lungo. In metà dei paesi l'anno scolastico oscilla dai 170 ai 180 giorni e il 13 paesi tra i 181 e i 190 giorni. Le nazioni europee (Estonia, Irlanda, Finlandia, Polonia) che emergono nei test internazionali sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze (Ocse-Pisa) svolgono rispettivamente 175, 183, 188 e 187 giorni di lezione. E godono di un maggior numero di giorni di vacanza concentrate in quattro momenti, ormai istituzionalizzate. Soltanto in Danimarca l'anno scolastico dura 200 giorni. In Italia, con i calendari scolastici appannaggio delle Regioni, le scuole devono ritagliarsi momenti di pausa e ponti al massimo di qualche giorno. Sembra quindi che concentrare le attività didattiche in un minore numero di giorni, magari allungando la giornata scolastica anche nei pomeriggi, faccia bene alle performance degli alunni.

Le vacanze

Oltre a quelle natalizie, in quasi tutti i paesi europei gli alunni possono godere di quattro momenti di vacanza prolungata. "La distribuzione e la durata delle vacanze durante l'anno scolastico - si legge nel dossier - varia tra i paesi ad eccezione della pausa natalizia. Oltre a quella estiva, ci sono altri quattro periodi principali di vacanze scolastiche in tutta Europa: le vacanze autunnali, quelle natalizie col capodanno, le vacanze invernali col carnevale e quelle primaverili con la Pasqua. In più, tutti i paesi offrono giorni di ferie aggiuntivi per occasioni pubbliche o religiose". In 16 paesi, gli alunni staccano la spina per una settimana: le vacanze autunnali. A Natale, quasi tutti i paesi offrono due settimane di ferie. E per Carnevale, in circa 17 paesi, gli alunni hanno una settimana di vacanze, che diventano due in Francia, Polonia e Turchia. Le vacanze pasquali durano in genale di più: una o due settimane nella maggior parte dei paesi. In Italia, le vacanze di pasqua non si prolungano per più di una settimana. Non sono previste lunghe pause per Carnevale, al massimo due/tre giorni che i singoli istituti si ritagliano all'interno del calendario scolastico regionale, e le vacanze autunnali si riducono a quelle per la commemorazione dei defunti e alla festa di Ognissanti. Di conseguenza, la pausa estiva italiana è tra le più lunghe a livello europeo. Ma gli esami di maturità riducono le ferie estive dei docenti delle scuole superiori al mese di agosto e a parte del mese di luglio: 6/7 settimane. Discorso simile per i prof delle medie che a metà giugno iniziano gli esami conclusivi del primo ciclo.

I risultati degli studenti

Un anno scolastico così prolungato, come quello italiano, contribuisce a migliorare le competenze degli alunni? Non sembra proprio. Se nei test internazionali sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze l'Italia arranca ormai da anni. Anche se c'è da aggiungere che, contrariamente a quanto avviene all'estero, in Italia le lezioni alla media e al superiore quasi mai si prolungano nel pomeriggio. Nelle prove Ocse Pisa 2018, le ultime di cui si conoscono gli esiti, in Lettura l'Italia si piazza dopo la media Ocse, pari a 487 punti, e lontanissima dai migliori paesi europei. Con uno score di 476 punti siamo oltre la metà della classifica, appaiati a Ungheria e Lituania. Le performance dei quindicenni italiani sono addirittura peggiorate rispetto alle ultime tre tornate dell'indagine: quelle relative al 2009, al 2012 e al 2015. E va ancora peggio in Scienze, dove gli adolescenti italiani collezionano il peggiore punteggio, 469 punti, dal 2006. Le cose vanno un po' meglio in Matematica, 487 punti, dove però peggioriamo rispetto al 2015. E nazioni come Estonia (520 punti), Paesi Bassi (512 punti) e Polonia (504 punti) ci surclassano.

Il dibattito

Sulla scansione della giornata scolastica, da qualche tempo, si è aperto un dibattito che prova a scardinare le rigide regole italiane. L'ultima uscita in ordine di tempo è quella del critico d'arte, Vittorio Sgarbi, che sui social ha proposto l'ingresso a scuola degli alunni non prima delle 10 e vacanze estive fino a ottobre. Una eventualità che farebbe posticipare l'uscita nel pomeriggio e richiederebbe edifici scolastici attrezzati per la refezione. Ma, in occasione della crisi energetica determinata dalla guerra tra Russia e Ucraina, si parla di imporre la settimana corta per risparmiare sui costi di illuminazione e riscaldamento. Negli Stati Uniti si va invece oltre: in un numero ancora ridotto di scuole la settimana si articola su quattro giornate, con ingresso alle 7 del mattino. Mentre nel nostro paese la discussione non va oltre la polemica sui "tre mesi" di vacanze estive di cui godrebbero i docenti.

I costi del sistema d'istruzione

In Italia, così per com'è articolato l'anno scolastico, il costo del sistema di istruzione e formazione incide sul bilancio dello stato per oltre 47 miliardi di euro all'anno. Tra spese per gli stipendi di insegnanti, dirigenti scolastici e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). Il costo medio di ogni alunno varia dai 6mila euro all'anno per la scuola dell'infanzia statale ai 7mila e 500 per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. In più, ad aggravare i costi di un sistema di istruzione tra i più complessi e articolati al mondo, una dispersione scolastica, in termini di abbandoni, di insuccessi scolastici e di diplomati con scarse competenze, che pesa sul bilancio per alcuni miliardi l'anno.