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Intelligenza artificiale, la scuola alla sfida di ChatGpt, il software che fa i compiti. Come trasformarlo da nemico in alleato

(afp)
Vietato nelle scuole e università degli Stati Uniti, in Italia ha ricevuto una buona accoglienza. Giannelli (Anp): "Non si può tenerlo fuori dalle classi". Il docente-scrittore Galiano: "Può liberarci dal nozionismo". Valentina Petri: "Si copia dalla notte dei tempi". Il dibattito sulla nostra newsletter "Dietro la lavagna": raccontateci la vostra esperienza
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ROMA - Nella scuola precaria e post-Covid del Paese, sottopagata e in ritardo su molte partite (Pnrr, edilizia scolastica, finanziamento all'infanzia), l'ultimo scossone arriva da un software lanciato negli Stati Uniti a novembre da un'organizzazione no profit che vuole diffondere l'intelligenza artificiale a fin di bene. Si chiama ChatGpt e, nella sua estensione, significa Generative Pre-trained Transformer. È uno strumento "robot" che in ambito scolastico consente, nell'ordine: di fare domande e dare risposte basate su conoscenze esistenti, fare correzioni grammaticali e riassunti simili a quelli di un bambino delle elementari, tradurre testi difficili in concetti semplici, creare una tabella da un testo lungo.

Negli Stati Uniti hanno compreso il rischio connesso al mezzo: l'ulteriore impigrimento dello studente adolescente, che può chiedere alla macchina un compito nella lingua nazionale, un aiuto matematico ben più sosta…

ROMA - Nella scuola precaria e post-Covid del Paese, sottopagata e in ritardo su molte partite (Pnrr, edilizia scolastica, finanziamento all'infanzia), l'ultimo scossone arriva da un software lanciato negli Stati Uniti a novembre da un'organizzazione no profit che vuole diffondere l'intelligenza artificiale a fin di bene. Si chiama ChatGpt e, nella sua estensione, significa Generative Pre-trained Transformer. È uno strumento "robot" che in ambito scolastico consente, nell'ordine: di fare domande e dare risposte basate su conoscenze esistenti, fare correzioni grammaticali e riassunti simili a quelli di un bambino delle elementari, tradurre testi difficili in concetti semplici, creare una tabella da un testo lungo.

Negli Stati Uniti hanno compreso il rischio connesso al mezzo: l'ulteriore impigrimento dello studente adolescente, che può chiedere alla macchina un compito nella lingua nazionale, un aiuto matematico ben più sostanzioso, e quindi invadente, di quello offerto da una calcolatrice. In diverse scuole e università hanno avviato la controriforma "Gptzero". In Italia si è osservato, invece, un non scontato atteggiamento di apertura, che Repubblica ha registrato.

Giannelli: l'AI è qui, non possiamo chiuderla fuori

Ha iniziato Antonello Giannelli, un signore di 64 anni che da due mandati è alla guida dell'Associazione presidi italiani. Ha detto: "Nessuna chiusura verso la chat che fa i compiti, nessun divieto alle nuove applicazioni. Gli strumenti sono sempre neutri. Il loro impatto sull'uomo, sugli studenti, dipende dall'uso che se ne fa. È l'uso che può tirar fuori da una piattaforma, come quella che a New York vogliono vietare, qualcosa di utile". Ancora: "Gli studenti devono impegnarsi, come sempre, ma noi tutti dobbiamo impegnarci a trovare le competenze giuste che gli esseri umani devono possedere. Tra queste, ci sono quelle tecnologiche. Il progresso dell'umanità ha fatto abbandonare attività faticose: aver smesso di arare la terra con un carro trainato dai buoi è meglio o peggio per l'uomo? È meglio, anche se poi dobbiamo pagare la palestra per ritrovare la forma. Nessuno è disposto a tornare indietro, ai tempi dell'aratro e del bue. L'intelligenza artificiale è con noi, sempre più, non possiamo chiuderla fuori dalla porta. I nostri ragazzi, poi, devono maneggiare questi algoritmi per non esserne dominati. Certo, il compito in classe va fatto senza l'intelligenza artificiale".

Galiano: ho chiesto a lui come fare, potrebbe liberarci dal nozionismo

Il prof di Pordenone Enrico Galiano, diventato popolare grazie a Facebook, immagina - difficile il contrario - che ChatGpt possa accelerare i processi di cambiamento di una scuola italiana ingessata e frontale: "Il software le darà uno scrollone", ha detto. "Da noi siamo ancora impantanati nel nozionismo. Noi docenti forniamo nozioni ai ragazzi chiedendo loro di riportarcele. Difficile sapere, però, se c'è stata una rielaborazione. Questa potentissima innovazione tecnologica può diventare una spinta per abbandonare la scuola del nozionismo per il nozionismo. Non vuol dire non studiare più i verbi, le date di storia, ma che quello non sarà più lo scopo". Insegna alla scuole medie, Galliano, ma ha informazioni che gli studenti delle superiori e gli stessi universitari "si sono buttati a capofitto" sullo strumento. 

Petri: l'arte di copiare è antica quanto il mondo

L'altra docente scrittice, Valentina Petri, lei titolare della cattedra di Lettere in un istituto professionale di Vercelli, ha spiegato che l'arte del copiare è vecchia quanto l'uomo e che gli strumenti già a disposizione per la bisogna sono svariati: "In giro c'è già Google Translate, ci sono versioni di Latino e di Greco bell'e pronte. Nei due anni di Didattica a distanza abbiamo sperimentato tutte le forme di aiuto: ho visto ragazzi interrogati con microfonini nascosti che neppure Ambra di Non è la Rai. Gli studenti copiano? Quelli che si facevano preparare la tesi dal cugino ci sono sempre stati. Un mio alunno, alla fine del dibattito sull'intelligenza artificiale, mi ha detto: "Tanto ci sgamate lo stesso". La levata di scudi contro il software applicabile a scuola mi ricorda tanto i luddisti: gli operai che distruggevano le macchine della catena di montaggio per fermare l'industrializzazione".

 
 
Oggi Repubblica ha trasferito il dibattito ChatGpt sulla newsletter di scuola "Dietro la lavagna", che per mail arriva agli abbonati. Lì si parla anche dei rischi connessi - molti - alla sicurezza cibernetica. Raccontateci la vostra esperienza e il vostro pensiero sul software che fa i compiti.