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Aggressioni ai prof, Valditara: "Basta violenze, adesso li difenderà l'Avvocatura dello Stato"

La circolare del ministro dell'Istruzione e del Merito arriva dopo l'ultimo, eclatante episodio: una docente colpita alla testa con una pistola ad aria compressa
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Il pugno sferrato a un docente dal patrigno di una sua allieva all'uscita di scuola. Il motivo? Aveva avuto un diverbio in classe con la studentessa. È successo a Copparo, nel Ferrarese a metà gennaio, ma ormai la violenza in classe contro i docenti (e non solo) sta diventando cronaca diffusa. Sarà la rabbia che esplode post pandemia. Ma preoccupa, è un campanello d'allarme.

Sino al caso più eclatante della professoressa Maria Luisa Finatti: gli studenti le hanno sparato durante la lezione, colpendola alla testa con una pistola ad aria compressa. Un aumento di episodi di violenza nelle aule, "imbarbarimento" lo chiamano i presidi, rispetto al quale il ministero guidato da Giuseppe Valditara ha deciso di intervenire a tutela del personale scolastico. In che modo? Chiedendo all'Avvocatura generale dello Stato di rappresentare nei giudizi civili e penali i docenti e i lavoratori della scuola. La circolare è arrivata ieri ne…

Il pugno sferrato a un docente dal patrigno di una sua allieva all'uscita di scuola. Il motivo? Aveva avuto un diverbio in classe con la studentessa. È successo a Copparo, nel Ferrarese a metà gennaio, ma ormai la violenza in classe contro i docenti (e non solo) sta diventando cronaca diffusa. Sarà la rabbia che esplode post pandemia. Ma preoccupa, è un campanello d'allarme.

Sino al caso più eclatante della professoressa Maria Luisa Finatti: gli studenti le hanno sparato durante la lezione, colpendola alla testa con una pistola ad aria compressa. Un aumento di episodi di violenza nelle aule, "imbarbarimento" lo chiamano i presidi, rispetto al quale il ministero guidato da Giuseppe Valditara ha deciso di intervenire a tutela del personale scolastico. In che modo? Chiedendo all'Avvocatura generale dello Stato di rappresentare nei giudizi civili e penali i docenti e i lavoratori della scuola. La circolare è arrivata ieri nelle scuole. "Sarò sempre dalla parte degli insegnanti aggrediti", dice il ministro. "La nostra priorità è riportare responsabilità, serenità e rispetto nelle scuole".

Studenti sparano con pistola ad aria compressa a prof in aula

I presidi, recita la circolare, sono invitati a segnalare tempestivamente all'ufficio scolastico regionale, dove sarà creato una sorta di ufficio legale, episodi di violenza ai danni del personale scolastico all'interno delle scuole. Valutata la segnalazione si attiverà il ministero chiedendo l'intervento dell'Avvocatura sia per cause penali che civili. "È un segnale di grande attenzione nei confronti del personale della scuola" rivendica Valditara.

Una battaglia che viene da lontano. "Perché un insegnante aggredito da un suo alunno deve presentare da solo la denuncia e pagarsi pure l'avvocato di tasca propria? È un pubblico ufficiale, lo Stato lo difenda", si chiedeva già cinque anni fa la Gilda degli insegnanti. "Finalmente qualcosa si muove per le aggressioni ai docenti", dice ora il coordinatore Rino Di Meglio. "Avevamo richiesto che gli insegnanti vittime di episodi violenti fossero sollevati dalle spese legali mediante l'intervento dell'Avvocatura. Spero che la cosa si concretizzi rapidamente. Si tratta di un passo avanti nella tutela della dignità di chi insegna".

Bene anche per la Cisl scuola: "Serve un segnale per dire che gli insegnanti non sono soli. Auspicabile, dunque, prendere in mano strade percorribili, legittime e severe, per poter difendere i docenti aggrediti", dichiara la segretaria Ivana Barbacci. "Il fenomeno è stato sempre derubricato come marginale e non è così. Trovo pertinente l'utilizzo dell'Avvocatura, come avviene per i dirigenti scolastici. Ma tutto va fatto in una logica non divisiva". Attacca invece la Flc-Cgil con Francesco Sinopoli ricordando che il ministro non ha scritto nulla di nuovo. "La norma c'è già, il dipendente è libero di avvalersi o meno dell'Avvocatura, La vera questione è che il patto tra scuola e famiglia si è compromesso e questo riguarda la centralità che il Paese dà alla scuola. Gli studenti sono stati trasformati in clienti: se non capiamo questo non ne usciamo fuori".

"Reagire con fermezza", già tuonava Valeria Fedeli, anno 2018 e cinque ministri fa, contro la violenza nelle classi ai danni dei professori rispetto alla quale era partita una petizione da oltre 50mila firme. In realtà il nodo mai sciolto è stato quello della tutela legale degli insegnanti a fronte di un peggioramento nelle relazioni tra cattedra e banchi. Avvocati pagati di tasca propria, in sostanza, benché pubblici ufficiali. "C'è un aspetto sostanziale che è alla base di tutto", fa notare Giuseppe D'Aprile, segretario Uil Scuola. "Ci dovremmo domandare perché la scuola è sempre più denigrata". Antonello Giannelli dell'Anp sottolinea: "La scuola ha bisogno di essere tutelata". E non va lasciata sola come è stato per la professoressa Finatti che ora ringrazia del provvedimento: "Speriamo in un futuro di tutela della dignità e incolumità di tutti noi, docenti e non. Oltre a un rispetto maggiore da parte dei giovani".