ROMA - Dirigenti scolastici in piazza. Dopo l'elogio del ministro Giuseppe Valditara lanciato alla fiera Didacta di Firenze - “Voglio ringraziare” i dirigenti scolastici “per lo straordinario lavoro che, con stipendi del tutto inadeguati, in tutti questi anni hanno fatto", ha detto il ministro - i presidi sono ora pronti a incassare un aiuto a fatti e non a parole. Il punto di scontro con il ministero dell'Istruzione e del Merito è il rinnovo del contratto che non si vede da cinque anni da cui discendono i vincoli di mobilità, ovvero quella regola che impedisce di rispostarsi da una regione a un'altra. In questo modo, i dirigenti assunti in una regione diversa da quella in cui risiedono - spiegano i sindacati confederali riuniti - si vedono negata la possibilità di tornarvi, anche se ci sono posti disponibili da coprire. Ed è proprio per questo che tra le 10 e le 13 di oggi i prèsidi saranno in piazza Bernardino da Feltre, proprio accanto al dicastero di viale Trastevere a Roma.
"È una situazione che crea un disagio assai difficilmente sostenibile per le persone e le loro famiglie - spiegano Roberta Fanfarillo, Paola Serafin, Rosa Cirillo e Giovanni De Rosa, responsabili dei dirigenti scolastici aderenti a Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal - e che nasce dall'applicazione di disposizioni nate in un contesto molto diverso da quello attuale. I limiti alla mobilità interregionale, infatti, erano stati introdotti dal contratto quando i concorsi si effettuavano su base regionale. Oggi che i concorsi sono nazionali, la norma va rivista e adeguata alla nuova situazione. Ciò è reso impossibile - aggiungono i rappresentanti dei sindacati promotori della manifestazione - dal mancato avvio del negoziato per il rinnovo del contratto, che impedisce fra l'altro di intervenire su una questione per la quale intendiamo sollecitare il ministro ad assumere con urgenza un'iniziativa in sede legislativa".
Con un recente provvedimento, il limite alla mobilità interregionale è stato portato per il triennio 2022-2025 al 60 per cento dei posti vacanti e disponibili in ciascuna regione, "ma si tratta di una percentuale insufficiente: sono infatti quasi 1.200 i dirigenti scolastici che con le operazioni di mobilità interregionale per l'anno scolastico 2023-2024 chiederanno di rientrare nella regione di residenza". Per i sindacati è dunque necessario che si intervenga "per eliminare immediatamente ogni vincolo alla mobilità interregionale". In una lettera inviata a Valditara, hanno chiesto di essere ricevuti con una delegazione dei manifestanti nella stessa mattinata di oggi.