Cara, carissima gita scolastica. L'aumento dei costi dei trasporti e dei preventivi delle agenzie di viaggio sta mettendo in crisi gli istituti proprio nell'anno in cui i viaggi di istruzione e le uscite didattiche sono ripartite a pieno ritmo dopo la pandemia. O almeno avrebbero dovuto. Studenti che premono, "prof, ci accompagna?", perché sono alla loro prima vera gita dopo 3 anni. E presidi che cercano di far quadrare i conti: chi rinuncia all'estero, chi accorcia i giorni, chi propone alternative economiche come trekking e cammini tipo la via Francigena: si va a piedi, si risparmia. Ma non basta: aumenta chi è costretto a stare a casa. "Tantissimi studenti quest'anno non partiranno", denuncia Paolo Notarnicola della Rete degli studenti medi, "la situazione è peggiorata con l'inflazione che già pesa sulle famiglie, senza sostegni non si garantisce il diritto allo studio". È la scuola delle disuguagl…
Cara, carissima gita scolastica. L'aumento dei costi dei trasporti e dei preventivi delle agenzie di viaggio sta mettendo in crisi gli istituti proprio nell'anno in cui i viaggi di istruzione e le uscite didattiche sono ripartite a pieno ritmo dopo la pandemia. O almeno avrebbero dovuto. Studenti che premono, "prof, ci accompagna?", perché sono alla loro prima vera gita dopo 3 anni. E presidi che cercano di far quadrare i conti: chi rinuncia all'estero, chi accorcia i giorni, chi propone alternative economiche come trekking e cammini tipo la via Francigena: si va a piedi, si risparmia. Ma non basta: aumenta chi è costretto a stare a casa. "Tantissimi studenti quest'anno non partiranno", denuncia Paolo Notarnicola della Rete degli studenti medi, "la situazione è peggiorata con l'inflazione che già pesa sulle famiglie, senza sostegni non si garantisce il diritto allo studio". È la scuola delle disuguaglianze.
La scuola delle discriminazioni
"Le classi ormai partono con appena metà o poco più dei ragazzi", osserva Cristina Costarelli, voce dell'Anp del Lazio, "il problema c'è ed è esteso, i costi sono saliti di un buon 20% e sugli aerei chiediamo preventivi che poi salgono e diventano inaffrontabili". Il conto va dai 350 ai 600 euro per 3-5 giorni. "Ho due figli alle medie, spendo mille euro per farli partire, noi siamo cinque in famiglia. È un sacrificio, ma per noi è l'unico modo per permettere loro di fare la settimana bianca", testimonia Laura Trucchia. Con il gruppo dei genitori democratici di Ancona fa appello per chiedere fondi per le scuole, rateizzazioni degli importi, il PagoPa senza commissioni: "I rincari minacciano la partecipazione alle gite, così si discriminano gli studenti".
Costi proibitivi
Da alcune scuole di Latina parte per Madrid solo chi può pagare 650 euro. Lo sa bene Nicoletta Puggioni, preside dell'Istituto Devilla a Sassari: "Volevamo fare un viaggio a Vienna ed è saltato, l'estero per noi sta diventando una meta impossibile. La settimana di stage in Inghilterra è arrivata a costare 1.100 euro, in Irlanda anche di più. La situazione è complessa, per noi ancora più grave per i costi dei voli. Ci sono quinte che hanno rinunciato, non è bello".
"Lo Stato ci dia una mano"
Non è un dettaglio: viaggi, stage, tirocini sono fondamentali nell'offerta didattica delle scuole. Giuseppina Marzocchella dirige il liceo Elsa Morante di Scampia: "Il ministero dovrebbe tutelare di più scuole in zone come la nostra dove per molti ragazzi i viaggi all'estero o anche solo uscire da Napoli sono l'unica opportunità che hanno per andare in Europa o visitare l'Italia. Quest'anno è saltato anche l'Erasmus, la situazione è sospesa, non riusciamo a coprire i costi. Per ora ci stiamo orientando per destinazioni vicine". Una scelta di molti. "Abbiamo sempre avuto un tetto di spesa per le gite di 380 euro, quest'anno lo abbiamo aumentato a 400. In generale si parte di meno e per soggiorni più brevi", spiega Domenico Squillace, preside del liceo scientifico Volta di Milano dove le richieste di aiuto per pagare la gita, che prima del Covid erano 2 o 3, sono decuplicate.
Dopo la pandemia situazione peggiorata
L'aumento dei costi lo ha ben chiaro anche Fabio Gambetti, preside del Galvani, liceo blasonato di Bologna: "Le tariffe aeree sono lievitate, solitamente diamo una mano alle famiglie in difficoltà, solo che se pre Covid gli alunni da aiutare erano una ventina quest'anno sono 46. Per fare fronte all'emergenza la scuola ha sborsato 47mila euro. Il prossimo anno non sarà possibile fare lo stesso". Ci sono scuole dove si fa qualunque cosa per far partire tutti. Luigi Sofia, docente di Italiano alle medie di Santa Croce sull'Arno, è uno che ci prova: "Per quanti sforzi fai, qualcuno rimane a casa. Ma la gita va difesa, per capirlo basta solo la ragazzina cinese che in viaggio per Firenze ti dice: prof, non ero mai stata in treno".
La studentessa: "Berlino era il sogno dopo gli anni del Covid, in sette non partiremo"
Quando è tornata a casa con l'importo da pagare per la gita, le è bastato osservare l'espressione in volto dei suoi genitori. Non una parola, ma Amber Kaur Bhullar, 18 anni, studentessa al liceo Don Punzi di Cisternino, in provincia di Brindisi ha capito: niente uscita didattica a Berlino.
Ha scelto di stare a casa per ragioni economiche?
"Sì, ho altri due fratelli più grandi che fanno l'università e già i miei stanno coprendo i costi dei loro studi. Ho preferito evitare di caricarli anche della spesa di 500 euro per 5 giorni a Berlino, di cui due di viaggio. Avrebbero fatto il sacrificio anche per me, ma non mi è sembrato il caso, ho capito che stavo chiedendo troppo. Della mia classe, la prossima settimana, partono in 13 su 20".
Sette che rimangono a casa: non sono pochi. Lo trova giusto?
"No, perché il viaggio di istruzione è parte integrante del nostro percorso formativo, tutti dovrebbero poterlo fare, ma purtroppo non è così. Un conto è chiedere 200 euro, un altro è chiederne 500. Anzi, le classi quinte che partiranno per Berlino dopo, ne spenderanno 600 perché i costi degli aerei salgono. Ci sono famiglie che proprio non se lo possono permettere, che non ce la fanno economicamente. Non è giusto per niente. E ci tengo a specificare che non è un problema del mio istituto, molte scuole lamentano le stesse problematiche: c'è una scarsa cura delle istituzioni scolastiche in generale".
Era il suo viaggio prima della Maturità.
"Già, per molti studenti un'occasione unica per andare in Europa. Ma per tutti è un momento di condivisione con i compagni di classe con i quali hai trascorso cinque anni di scuola. E questa era l'unica vera gita dopo la pandemia, siamo riusciti ad andare via solo il primo anno: a Matera, a due ore da qui".
La mamma: "Un sacrificio enorme ma solo così mio figlio potrà andare a sciare"
Patrizia Bufarini ha due figli alle medie ad Ancona, il più grande deve partire per la settimana bianca: 530 euro per quattro giorni, "l'altra ancora non sa dove andrà in gita, aspettiamo il preventivo".
Riuscite a fare fronte alla spesa?
"Mio figlio non avrebbe altra opportunità di andare a sciare, noi non potremmo mai permetterci di portarli. E siamo fortunati perché abbiamo due stipendi da dipendenti. Tanti fanno fatica, la chat delle mamme è molto attiva, i dubbi vengono: voi che fate, lo mandate? Noi facciamo fatica, le spese sono tante, è un sacrificio. Ma preferiamo fare a meno di altre cose che per noi sono superflue o alle quali possiamo rinunciare pur di dare questa possibilità ai nostri figli. Una scelta che fanno tante famiglie, per questo bisognerebbe dare una mano a chi non ce la fa".
La scuola non vi aiuta?
"La settimana verde con lo sci per stare nella natura e fare sport è nel piano dell'offerta formativa, la scuola ci viene incontro permettendoci di rateizzare l'importo. Ma alla fine c'è sempre chi rimane a casa. In generale credo che la gita o le uscite come questa sulla neve siano un'opportunità da garantire a tutti".
Pensa che non se ne possa fare a meno?
"È una scelta che non si fa a cuor leggero, ma queste sono opportunità importanti di crescita e socializzazione per i ragazzi, soprattutto dopo il Covid che a livello di capacità di costruire relazioni ha fatto danni. Sul piatto della bilancia ci sono solo cose positive, per questo sulle gite si dovrebbe investire di più. Per permettere a tutti di partire con i compagni".