✕

"Un presidio psicologico in ogni scuola e università". Ora c'è una proposta di legge

(fotogramma)
L'iniziativa della Rete degli studenti medi e dell'Unione degli universitari: "Uno studente su tre vi si rivolgerebbe"
2 minuti di lettura

Un presidio psicologico in ogni scuola e in ogni università, subito. La richiesta degli studenti delle superiori e delle università non è nuova, muove da anni di pandemia e di coming out dei propri disagi. Nuova è però l'idea di farne una propsta di legge presentata questa mattina, 22 marzo, alla sala stampa della Camera dei deputati. 

Nel dettaglio, la proposta, avanzata dalla Rete degli studenti medi e dall'Unione degli universitari, è composta da quattro articoli e punta ad istituire, regolare e finanziare un servizio di assistenza psicologica, psicoterapeutica e di counselling scolastico e universitario, che possa basarsi su personale professionista e interfacciarsi con il servizio sanitario territoriale assicurando la presa in carico degli studenti che ne avessero bisogno.

La pandemia ha acuito il disagio giovanile

"La proposta di legge - ha spiegato Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell'Udu - è…

Un presidio psicologico in ogni scuola e in ogni università, subito. La richiesta degli studenti delle superiori e delle università non è nuova, muove da anni di pandemia e di coming out dei propri disagi. Nuova è però l'idea di farne una propsta di legge presentata questa mattina, 22 marzo, alla sala stampa della Camera dei deputati. 

Nel dettaglio, la proposta, avanzata dalla Rete degli studenti medi e dall'Unione degli universitari, è composta da quattro articoli e punta ad istituire, regolare e finanziare un servizio di assistenza psicologica, psicoterapeutica e di counselling scolastico e universitario, che possa basarsi su personale professionista e interfacciarsi con il servizio sanitario territoriale assicurando la presa in carico degli studenti che ne avessero bisogno.

La pandemia ha acuito il disagio giovanile

"La proposta di legge - ha spiegato Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell'Udu - è nata dopo i risultati del questionario diffuso dalle nostre organizzazioni, insieme allo Spi Cgil e all'Istituto Ires, l'anno scorso, al quale hanno risposto oltre 30mila studenti. Abbiamo voluto capire come fosse messa la salute mentale degli studenti e le risposte hanno evidenziato molti elementi di preoccupazione: il sentimento più provato durante il periodo pandemico è stata la noia (76%) seguita dall'ansia (59%) e dal senso di solitudine (57%). Particolarmente allarmante che il 28% dei ragazzi intervistati abbia raccontato di aver sofferto di disturbi alimentari, mentre il 14,5% ha avuto esperienze di autolesionismo".

Psicologo: 1 studente su 3 ne usufruirebbe ma la politica lo ignora

Gli appelli alla politica "per cercare di supportare la salute mentale degli studenti e prevenire qualsiasi forma di disagio" sono andati a vuoto, hanno spiegato le associazioni studentesche. "Le uniche risposte positive le abbiamo viste da singoli istituti, università o al massimo Regioni. Ma è mancata una risposta complessiva e adeguati finanziamenti: così, oggi siamo costretti nella maggior parte dei casi a rivolgerci a psicologi privati, il cui prezzo medio di una seduta della durata di 60 minuti è di circa 70/80 euro".

Il famoso bonus psicologo non basta, una soluzione temporanea, utile, che però ha subito un taglio al finanziamento dell'80% rispetto al 2022. "La politica ha deciso di ignorare le esigenze e le richieste di un'intera generazione: infatti, la quasi totalità del campione da noi intercettato l'anno scorso aveva detto di considerare utile un supporto psicologico nella propria scuola o università. Addirittura, uno studente su tre vorrebbe usufruirne".

Cento milioni di euro l'anno per team di professionisti

L'Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti hanno perciò deciso di fare da sé. "Oggi molte scuole e università offrono un servizio psicologico, ma le risorse economiche e il personale a disposizione sono gravemente insufficienti: infatti, noi chiediamo che lo Stato investa almeno cento milioni di euro all'anno per arruolare sul territorio dei team multidisciplinari di professionisti, le cui competenze devono garantire l'assistenza in relazione alle necessità specifiche degli studenti".

I team presenti nelle scuole potranno sostenere non solo gli studenti, ma anche il personale scolastico e universitario. Nello specifico, i professionisti inseriti in scuole e università avranno molti compiti, elencati dalla PdL presentata oggi e ricordati da Velotta: "I team dovranno offrire momenti di ascolto, orientamento e supporto individuale; supporteranno inoltre il benessere degli alunni e del personale scolastico. Fondamentale sarà intercettare precocemente le situazioni di disagio, legate in particolare ai disturbi alimentari, alla disforia di genere e alle dipendenze, nonché delle situazioni di devianza, quali bullismo e cyberbullismo. Garantiranno poi lo svolgimento di attività di supporto e di formazione al personale docente. Svolgeranno infine attività di promozione della salute mentale, di prevenzione del disagio e del disturbo mentale, nonché di idonei percorsi di educazione alla salute e al benessere psicologico, alla sensibilità e all'emotività".

Il diritto alla salute mentale

"Vedere concretamente lo stato di malessere all'interno dei nostri coetanei ha fatto scattare la scintilla su quella che avrebbe dovuto essere la strada da percorrere - ha aggiunto Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete Studenti Medi - L'intento politico è sempre stato, dunque, quello di far emergere questa 'fragilità generazionale' come punto di partenza per la costruzione di una rivendicazione sul diritto al benessere psicologico, un diritto quasi per nulla esistente, ma che riteniamo debba essere prioritario in futuro e, partendo da questo, bisogna costruire le basi affinché si fondi sui principii di universalità e su misure di welfare pubblico".