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Scuola, ecco i 56 mila tutor e orientatori. "Altri 700 milioni per i docenti che faranno ripetizioni agli studenti in difficoltà"

Si chiude (con un mese di ritardo) il progetto Valditara per aiutare la scelta degli alunni nel triennio delle superiori. "Dagli istituti il 38 per cento delle richieste in più, un successo"
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ROMA - L'opposizione di alcune scuole, e alcune città (Padova), ha fatto slittare di un mese il progetto, ma oggi il ministero dell'Istruzione ha reso pubblici i numeri delle adesioni delle scuole italiane al percorso "tutor e orientatori": su 2.734 istituzioni scolastiche interessate dalla riforma, 2.728 (il 99,8 per cento del totale) hanno inoltrato la richiesta di partecipazione ai moduli formativi. Complessivamente, sono 52.176 tutor e 4.252 docenti orientatori che si faranno carico di questo nuovo ruolo.

Un overbooking di richieste

L’obiettivo minimo prefissato era di 37.708 tutor e 2.753 docenti orientatori da avviare alla formazione. E' possibile che in alcune scuole non si sia raggiunto il numero prefissato - al professionale Marelli Dudovich di Milano, per esempio, hanno dato la disponibilità tre insegnanti sui dieci richiesti -, ma in generale c'è un overbooking di richieste: la partecipazione alla figura del tutor &egra…

ROMA - L'opposizione di alcune scuole, e alcune città (Padova), ha fatto slittare di un mese il progetto, ma oggi il ministero dell'Istruzione ha reso pubblici i numeri delle adesioni delle scuole italiane al percorso "tutor e orientatori": su 2.734 istituzioni scolastiche interessate dalla riforma, 2.728 (il 99,8 per cento del totale) hanno inoltrato la richiesta di partecipazione ai moduli formativi. Complessivamente, sono 52.176 tutor e 4.252 docenti orientatori che si faranno carico di questo nuovo ruolo.

Un overbooking di richieste

L’obiettivo minimo prefissato era di 37.708 tutor e 2.753 docenti orientatori da avviare alla formazione. E' possibile che in alcune scuole non si sia raggiunto il numero prefissato - al professionale Marelli Dudovich di Milano, per esempio, hanno dato la disponibilità tre insegnanti sui dieci richiesti -, ma in generale c'è un overbooking di richieste: la partecipazione alla figura del tutor è pari al 138 per cento della richiesta ministeriale e quella dell'orientatore al 154 per cento.

Per il ministro Giuseppe Valditara questo è il primo passaggio per avviare il percorso di personalizzazione della didattica e dell’orientamento nella scuola italiana: studenti e famiglie dovranno essere aiutate a individuare e valorizzare i talenti dei giovani, "a operare scelte consapevoli e ponderate coerenti con le potenzialità degli studenti, mirando a ottenere la riduzione della dispersione scolastica e dell’insuccesso scolastico".

Previsto un finanziamento di 150 milioni

Per l'introduzione di queste funzioni è previsto un finanziamento pari a 150 milioni di euro, indicati nel decreto ministeriale di aprile scorso. Gli uffici di Valditara hanno poi individuato un'aliquota da prelevare su 350 milioni di fondi Pon), su 600 milioni di fondi per le Stem (convertiti in retribuzione con il consenso dell'Unione europea) più altre risorse prese dal fondo della dispersione scolastica: con questi ulteriori 6-700 milioni di euro saranno pagati i docenti impegnati nel recupero degli studenti in difficoltà. Il ripasso si farà prevalentemente il pomeriggio, questione che prevede il pagamento anche degli amministrativi interessati nella gestione dei plessi scolastici fuori orario.

Un consenso diffuso

“E' un risultato importante, dovuto alla risposta eccezionale giunta dalla comunità scolastica tutta e dai docenti in particolare", ha dichiarato il ministro. "Nonostante gli impegni già gravosi di chiusura dell’anno scolastico, gli insegnanti hanno dimostrato di voler ricoprire un ruolo da protagonisti del cambiamento della scuola. A dispetto delle previsioni negative di taluni, l’importante novità introdotta dal ministero ha riscosso un diffuso consenso", ha voluto sottolineare Valditara.

Hanno chiesto di partecipare al percorso di formazione dei docenti tutor anche l'Aninsei, l'Associazione degli istituti non statali, quindi le province autonome di Bolzano e Trento e la Regione autonoma Valle d'Aosta per i rispettivi docenti.