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Valditara e la scuola del merito che impone legge e ordine

La newsletter Dietro la lavagna e la spinta autoritaria sull’istruzione del governo di centrodestra: ritorno del voto in condotta alle medie, lavori socialmente utili per chi attacca i docenti. E umiliazione pubblica dello studente bullo. Scrivete come la pensate a dietrolavagna@repubblica.it
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Care lettrici, cari lettori,

ci occupiamo questa settimana della valutazione della condotta. Richiamando a una riflessione più ampia sull’ordine e la disciplina a scuola. Fateci conoscere la vostra opinione scrivendo all'indirizzo mail: dietrolalavagna@repubblica.it

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PRIMO PIANO/1

Riforma contro il bullismo, il voto di condotta

di VIOLA GIANNOLI

Condotta, si cambia. La riforma Valditara poggia su tre direttrici: i criteri di valutazione del voto di condotta alle scuole superiori, la misura della sospensione e l’istituzione di attività di cittadinanza sociale. Le novità sono frutto del tavolo di confronto sul tema del bullismo che il ministero aveva creato a inizio mandato con professori, presidi, psicologi, neurologi, giornalisti e altri esperti.

L’articolo

PRIMO PIANO/2

Il ministro punitore: umiliazione e Don Milani

di CORRADO ZUNINO

“Al fine di ripristinare la cultura del rispetto”, dice il mi…

Care lettrici, cari lettori,

ci occupiamo questa settimana della valutazione della condotta. Richiamando a una riflessione più ampia sull’ordine e la disciplina a scuola. Fateci conoscere la vostra opinione scrivendo all'indirizzo mail: dietrolalavagna@repubblica.it

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Buona lettura.

PRIMO PIANO/1

Riforma contro il bullismo, il voto di condotta

di VIOLA GIANNOLI

Condotta, si cambia. La riforma Valditara poggia su tre direttrici: i criteri di valutazione del voto di condotta alle scuole superiori, la misura della sospensione e l’istituzione di attività di cittadinanza sociale. Le novità sono frutto del tavolo di confronto sul tema del bullismo che il ministero aveva creato a inizio mandato con professori, presidi, psicologi, neurologi, giornalisti e altri esperti.

L’articolo

PRIMO PIANO/2

Il ministro punitore: umiliazione e Don Milani

di CORRADO ZUNINO

“Al fine di ripristinare la cultura del rispetto”, dice il ministro dell’Istruzione, e poi del Merito, Giuseppe Valditara. “Al fine di contribuire ad affermare l’autorevolezza dei docenti e di riportare serenità nelle nostre scuole”, dice ancora. La sua scelta di riportare il voto di condotta nella media della valutazione generale, annullando una riforma del 2017 che lo aveva tolto dalle pagelle delle scuole medie, è figlia di tre cose: la cultura “ordine e disciplina” promossa da questo governo, gli indecenti episodi che ormai da tre stagioni costringono la classe docente a subire aggressioni e umiliazioni e, a sintesi delle prime due questioni, il dibattito svolto in Commissione Cultura al Senato sul tema violenza in classe, a cui Repubblica ha portato il suo contributo.

Per il voto in condotta, ha fatto sapere il ministro, “dovrà essere dato particolare rilievo a eventuali atti violenti o di aggressione nei confronti degli insegnanti, di tutto il personale scolastico e degli studenti”. E, certo, riportare la condotta come un elemento di timore per la valutazione finale alla Maturità è cosa probabilmente utile per l’opera di contenimento necessaria all’interno di un istituto scolastico.

E’ indubbio che stiamo nutrendo una generazione che in un vuoto di senso e una fatica di approdo ha fatto crescere l’aggressività contro di sé e gli altri (e il linguaggio sessista, le pratiche discriminanti). Ed è un fatto che non è semplice per nessun adulto avere un rapporto con un blocco anagrafico minoritario nel Paese e che tende ad allontanarsi da tutto ciò che non è più giovane, non odora di social, non è facile e concreto.

La scuola, subito dopo la famiglia, è il bersaglio naturale per chi sta tra i 12 e i 19 anni e la vive come un obbligo vecchio, un passaggio inutile. La vita è altrove, per strada e sui telefonini. Il problema è che il ministro Valditara, in questa ricerca di una nuova stabilità dell’istituzione e di un nuovo rispetto delle figure che la muovono (gli insegnanti), oscilla tra l’istanza punitiva e la rincorsa all’immagine di Don Milani: prima gli ultimi.

L’ex suggeritore della Legge Gelmini, la madre di tutti i problemi contemporanei della scuola italiana, a fine novembre in un incontro a Milano disse, a proposito delle gesta di un bullo di un istituto di Gallarate: “Quel ragazzo deve fare i lavori socialmente utili perché soltanto lavorando per la collettività, per la comunità scolastica, umiliandosi anche, può conoscere la responsabilizzazione. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità. Di fronte ai suoi compagni è lui, lì, che si prende la responsabilità dei propri atti e fa lavori per la collettività. Da lì nasce il riscatto. Da lì nasce la maturazione”.

Ecco, il Valditara dell’umiliazione ha spaventato lo stesso ministro, che poi è corso a rettificare, sanare, rispiegare. In diverse altre occasioni il professore di Diritto romano ha motivato i suoi provvedimenti – tutoraggio, dimensionamento scolastico - con contorsionismi dedicati a dimostrare che, i suoi decreti, mettevano al centro quelli che restano indietro, i meno abbienti.

Ci si è chiesti, per esempio, che Maturità avrebbe voluto il centro destra del merito. Più selettiva? A giudicare dagli unici dati fin qui in possesso, le ammissioni all’Esame di Stato, la selezione non c’è stata. I non ammessi dell’anno 2022-’23 sono stati il 3,6 per cento del totale, aliquota inferiore a quella delle stagioni appena precedenti: il 4 per cento di non ammessi all’esame nel 2021 e, andando indietro, il 3,9 per cento nel 2019, il 4 per cento nel 2018, il 3,9 per cento di nuovo nel 2017. Il ministro aveva sussurrato ad alcuni sindacalisti che quella in corso sarebbe stata una Maturità più selettiva, ma in verità per ora ha le fattezze di un altro esame accogliente.

I professionali rifugio di disadattati violenti, le famiglie iperdifensive con i figlioli imbelli (vedi il trattamento riservato alla professoressa di Rovigo centrata in classe da due pallini di gomma). La scuola, certo, va aiutata nella sua difesa dai bulli e nella sua capacità di reintegrarli, ma un’idea di ripristino dell’ordine deve stare dentro un progetto complessivo di restituzione di un senso profondo all’istituzione più importante del Paese. E non sarà il merito di destra, consumato dalla retorica neoliberista, a riuscirci, piuttosto una rigorosa scelta dei suoi docenti, un patto chiaro e non supino con le famiglie elettrici, investimenti mirati e portati a termine e la diffusione di una cultura umanistica che non faccia sentire questi ragazzi soli nel mondo, soli dentro il loro branco.

PRIMO PIANO/3

Prof Galiano: "Slogan facili, piuttosto investite”

La condotta? Meglio l’educazione civica. Le sospensioni? Dannose. I lavori socialmente utili? Non sono la panacea, iutto nella scuola. Lo scrittore-professore Enrico Galiano commenta così il piano del ministro Valditara contro il bullismo.
L'intervista 

PRIMO PIANO/4

"Svolta autoritaria, autonomia minata”

di ILARIA VENTURI

La riforma della condotta? Angela Nava Mambretti, voce del Coordinamento genitori democratici, è perplessa. Per un motivo di fondo che viene ancora prima del merito dei provvedimenti sulla valutazione del voto in condotta: "La cosa grave è la modalità con cui si è arrivati alla nuova normativa: scavalcando completamente l'autonomia delle scuole".

Il provvedimento arriva subito dopo il caso del 9 in condotta allo studente che ha colpito la prof con pallini di gomma la prof in classe. 

"Innanzitutto trovo preoccupante che di fronte a questi casi si riproducano, al posto di una riflessione seria, schieramenti: chi invoca la galera, chi richiama i mali del buonismo e dei danni del '68. Anche a me quel voto è apparso esagerato, ma quello che va tenuto come punto fermo è che occorre agire secondo strumenti già esistenti che non inficiano la dignità degli insegnanti".

Quali?
"Si mandano gli ispettori, si parla con i docenti per capire come si è arrivati a quella valutazione e si prende una decisione su quel caso. Così è stato fatto. Ma non c'è necessità dopo di arrivare a una riforma che mostri l'intervento dello Stato con il pugno duro. Qui quello che è grave è che l'autonomia scolastica, che è legge dello Stato, è stata scalfita e messa in discussione con una svolta autoritaria".

Ma alla fine decidono i consigli di classe.
"Se si danno linee guida imperiose e imperative non ci sono consigli di classe che tengono".

Non è eccessivo parlare di svolta autoritaria?
"Questa modifica alla valutazione della condotta non è frutto di ascolto condiviso con gli insegnanti, i loro sindacati e associazioni. Mi chiedo se sia possibile valutare la condotta prescindendo dall'azione educativa quotidiana, del malessere dei ragazzi. Mi paiono provvedimenti calati dall'alto, forse piacerà ad alcuni insegnanti che così si sentono meno responsabilizzati, ma è una sconfitta per la loro dignità".

Il ministro Valditara più volte ha annunciato azioni per ridare dignità e autorevolezza al corpo docente.
"Siamo stati chiamati in audizione per un disegno di legge presentato dall'ex sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso dal titolo: disposizioni per la tutela della sicurezza del personale scolastico. Pochi articoli, si aumenta di un terzo la pena per i gesti contro gli insegnanti; viene istituita la Giornata nazionale per il prestigio degli insegnanti. Rimango allibita, non credo proprio che questa sia la strada. I docenti hanno bisogno di ben altro, a cominciare dagli stipendi adeguati alla loro professione".

PRIMO PIANO/5

La crociata di FdI: “Cancellare le carriere alias”

La mozione (primo firmatario il consigliere regionale Giacomo Zamperini) punta ad abolire le carriere alias, pensate per permettere ai ragazzi che non si identificano nel loro sesso biologico di essere riconosciuti dalla comunità scolastica con il nome e l’identità di elezione.
L'articolo 

IL RECLUTAMENTO

Prezzi esorbitanti per l’abilitazione a insegnare

di SALVO INTRAVAIA

La nuova abilitazione all’insegnamento potrebbe trasformarsi nell’ennesimo salasso a carico degli aspiranti docenti italiani. Il decreto, un Dpcm, attuativo della norma lanciata dal Governo Draghi nel 2022, che ha trasformato in un solo colpo l’abilitazione all’insegnamento, l’accesso al ruolo e l’aggiornamento in servizio, è ormai alle sue battute finali.
Il testo è al vaglio del Consiglio superiore della pubblica istruzione. E dall'articolato che stanno esaminando i membri del Consiglio superiore dell’istruzione si intravede che il nuovo percorso per ottenere l’abilitazione all’insegnamento potrebbe arrivare a costare 2.500 euro.
L'articolo 

LA PROPOSTA 

“Educazione finanziaria due volte a settimana”

Su richiesta della Commissione Cultura del Senato, Pasquale Battaglia, Ceo della società Vik School, startup ed-tech nata a Roma e impegnata nella diffusione di progetti didattici innovativi abbinati ai programmi ministeriali, ha presentato un'audizione per chiedere che l’Educazione finanziaria venga inserita tra le ore di Educazione civica. La proposta prevede tre punti: introduzione dell’Educazione finanziaria nelle 33 ore di Educazione civica per l’anno scolastico 2023-‘24; l’individuazione e la formazione dei docenti con premialità legate alla misurazione dei progressi degli studenti; 66 ore l’anno (2 a settimana) di Educazione finanziaria in tutte le scuole di ogni ordine e grado, a partire dall’anno scolastico 2024-‘25.

LA LETTERA

“Promesse elettorali di FdI e guerra tra precari”

“Il Comitato Precari uniti per la scuola, che riunisce parte dei precari storici, degli idonei al concorso ordinario della scuola secondaria e dei neolaureati interessati alla carriera scolastica, denuncia l’ennesima occasione persa, da parte di Fratelli d’Italia, per non presentare emendamenti assurdi, come quelli volti a stravolgere il Concorso straordinario bis scuola, già concluso. FdI nel corso della campagna elettorale ha voluto avallare le illegittime richieste di abilitazione e graduatorie di merito (non previste da quel concorso) avanzate da una minoranza di iscritti, la quale ora, sostenendo di aver votato quel partito, ne pretende l’attuazione, ai danni della stragrande maggioranza del precariato, degli idonei di concorsi ordinari e di chi si affaccia da neolaureato al mondo della scuola.

Da settembre 2022 a oggi, in ogni occasione utile, FdI ha presentato emendamenti al fine di stravolgere quel concorso, mai approvati anche a seguito delle proteste dei precari e della mancata condivisione di altri partiti. Pochi giorni fa gli onorevoli Fabio Rampelli e Francesco Ciancitto, su pressione incalzante degli iscritti, hanno fatto in modo che l’ennesimo emendamento, stavolta al Decreto Pa, venisse riformulato, con una forzatura, trasformandolo in un ordine del giorno che impegna il Governo “a concedere l’opportunità a tutti i partecipanti al concorso straordinario bis... di conseguire l’abilitazione, anche con percorsi a pagamento e a carico degli stessi”. FdI ha annunciato di voler dare seguito all’Odg attraverso nuovi emendamenti al Decreto Pa2, volti a concedere accesso diretto, senza selezione, ai corsi abilitanti alla professione docente e successivamente graduatorie di merito per tutti i partecipanti.
Il Concorso straordinario bis metteva a bando 14.000 posti già autorizzati dal ministero delle Finanze e residuati dalle immissioni in ruolo dalle graduatorie di merito di altre procedure: il candidato vi accedeva esclusivamente con tre anni di servizio statale, sosteneva una prova orale senza voto minimo di idoneità e veniva confermato in ruolo dopo una formazione universitaria di 5 Crediti formativi (Cfu). Una modifica sostanziale al bando del Concorso straordinario bis a seguito degli emendamenti annunciati, per di più a procedura già espletata e con vincitori già individuati da alcune graduatorie conclusive, genera una lunga sequenza di considerazioni e discriminazioni.

Nel Concorso straordinario bis manca il voto minimo di idoneità, pertanto tutti i candidati potrebbero essere inseriti all’interno del sistema scolastico soltanto per essersi iscritti e non per il loro merito. Crediamo che concedere abilitazioni e rendere a esaurimento queste graduatorie contraddica la visione del ministro Giuseppe Valditara di una scuola il cui centro sia appunto il merito. Allo stato attuale le uniche graduatorie di merito valide sono quelle del Concorso ordinario, i cui vincitori-idonei hanno superato due-tre prove selettive con voto minimo di idoneità 70/100. Già 14.000 posti autorizzati dal Mef sono stati dedicati al Concorso straordinario bis, sottraendoli alle immissioni destinate all’Ordinario, bandito due anni prima. Con gli emendamenti in questione gli esclusi dai posti a bando del Concorso Straordinario bis verrebbero posti sullo stesso piano degli idonei del Concorso ordinario, senza aver svolto un concorso selettivo. Gli emendamenti annunciati, inoltre, bloccherebbero di fatto il reclutamento, nonostante la riforma Bianchi e gli obiettivi connessi al Pnrr”.

L’INTERVENTO/1

Nuovi modelli per ragazzi che non studiano

di GIOVANNI LAINO

Secondo l’Istat l’Italia ha il record per il numero di ragazze e ragazzi che non studiano, non lavorano e non frequentano percorsi formativi (Neet): quasi sei milioni di giovani, oltre il quattordici per cento del totale. Rispetto a tale grave problema le istituzioni propongono solo i corsi di istruzione e formazione professionale che sono pochi e non costituiscono una risposta efficace al problema, soprattutto perché sono molto simili all’impegno scolastico.
L'articolo

L'autore è vicepresidente della Onlus Associazione Quartieri spagnoli

L’INTERVENTO/2

Intelligenza artificiale a scuola, giusto e inevitabile

Si legge che ChatGpt, e più in generale i grandi modelli linguistici (Large Language Models, Llm), siano una minaccia per l’istruzione. Lo stesso si disse negli Anni Settanta quando comparvero le calcolatrici, chiamate in alcuni articoli dell’epoca “macchinette intelligenti”, che eseguivano funzioni – ad esempio le radici quadrate – fino ad allora caratteristiche dell’intelligenza umana.

L’articolo  

L’autore è presidente onorario di Impara digitale

IL CASO/1

Malattie, congedi: vent’anni da prof fantasma

Se nell’"incapacità didattica” e nell’”inettitudine permanente e assoluta” stanno le ragioni uniche del licenziamento della prof fantasma, ci vuole forse anche una certa abilità per sparire per quasi vent’anni. E Cinzia Paolina De Lio, l’insegnante di Storia e Filosofia di liceo destituita il 22 giugno da una sentenza della Cassazione per “incompatibilità con l’insegnamento”, qualcuna di queste abilità deve averla messa in campo. Documentata e certificata, anche da difficoltà personali che ne disegnano una biografia complessa.
L'articolo 

IL CASO/2

La studentessa: “Non spiegava, dava solo 9 o 10"

“È stata la mia professoressa di Filosofia al terzo anno di liceo, ma non l’avrò vista più di dieci volte”. Ad affermarlo è Francesca B., oggi studentessa universitaria 22enne, mentre ricorda Cinzia Paolina De Lio, docente in servizio presso l’Istituto d'istruzione superiore "G. Veronese - G. Marconi" di Chioggia, destituita dalla Corte di Cassazione per “incapacità didattica e inettitudine permanente e assoluta all’insegnamento”.
L'articolo 

IL CASO/3

Moroni, presente! In vent’anni due assenze

In vent’anni due sole assenze a scuola, da dieci nessuna. È la storia del riminese Roberto Moroni, 60 anni, di cui 30 passati tra i banchi di scuola, un mestiere scelto per passione, dopo un passato da dirigente d’azienda e una laurea in Economia in tasca. Che lui ha speso per insegnare. Sono i paradossi dell’Italia, dove per una prof che in 24 anni di servizio ne ha fatti 20 anni di assenza (vedi il caso della docente di Chioggia), a Viserba, Istituto Einaudi-Molari, nella sede del professionale spunta lo Stakanov delle lezioni. “Le mosche bianche però sono gli assenteisti, per fortuna la scuola è popolata di docenti volenterosi, che sentono la responsabilità del servizio pubblico”, dice.
L'intervista

LA MATURITA’/1

Schwa nel tema di Italiano: "Gesto rivoluzionario"

Il 21 giugno, durante la prima prova di Maturità, Gabriele Lodetti, studente del Liceo Plinio e militante della Rete degli Studenti Medi del Lazio, ha scelto di sfidare il sistema scuola usando la schwa nel tema di italiano.

Gli istituti scolastici italiani non sono luoghi sicuri, né tanto meno inclusivi. Lo dimostrano le recenti diffide portate avanti da associazioni come Pro Vita per contrastare l’approvazione delle carriere alias nelle scuole, oppure l’opposizione di docenti, genitori e dirigenti scolastici nei consigli di istituto per l’approvazione di questi regolamenti.

Come se non bastasse, questo Governo non ha perso tempo a intervenire in tema di diritti civili, attaccando su tutti i fronti la comunità lgbtqi+, fino ad arrivare, 4 giorni fa, ad annullare l’atto di nascita del figlio di una coppia omogenitoriale.

Di fronte a un Governo e un Sistema che provano ad annullare ed eliminare la nostra identità, usare il linguaggio inclusivo nelle scuole è un gesto rivoluzionario, ancora di più se usato nel tema di Maturità.

“Usare il linguaggio inclusivo è il primo passo per riconoscere e dare il giusto spazio a ogni soggettività. - dichiara Tullia Nargiso, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Lazio -. “Il ragazzo che ha scelto di usare la schwa nella prima prova di Maturità è il segno che la società e i giovani hanno ormai fatto proprio il linguaggio inclusivo.

È arrivato il momento che anche il Governo e la politica tutta inizino a riconoscerlo e promuoverlo nei luoghi del sapere, come primo passo per la costruzione di scuole inclusive”.

LA MATURITA’/2

Padre e figlia insieme. “Io più emozionato”

Si sono ritrovati insieme a sostenere a Pontedera l’orale. Daniele Maccanti, 52 anni e di professione magazziniere, ha deciso di rimettersi a studiare e ha fatto l'esame di Maturità lo stesso giorno di Diletta, 19 anni, sua figlia: “Avevo smesso con gli studi, ma ero rimasto l’unico in famiglia e così ho ripreso le serali”.
L'articolo 

LA MATURITA’/3

Vittoria Han Hu, disegnatrice da 15.000 follower

di SARA BERNACCHIA

I follower la sollecitano perché riprenda presto a pubblicare i suoi disegni, ma lei rispetta il programma: non posterà altre immagini fino alla fine dell’esame di Maturità. Ora l’attenzione di Vittoria Han Hu, 18 anni, allieva dell’Istituto tecnico e professionale Galilei Luxemburg di Milano, indirizzo grafica, è tutta per lo studio. L’affetto dei quasi 15.000 follower della pagina Instagram su cui posta le immagini dei suoi personaggi, però, è molto gradito: “È bello vedere che aspettano i disegni, ma sento anche la responsabilità di non deluderli”. Sul futuro Vittoria — che lavora con il tablet usato anche per seguire le lezioni in Dad, una penna grafica e un programma gratuito, disegnando a mano libera — ha le idee chiare: studiare Design della comunicazione al Politecnico per lavorare nella comunicazione aziendale e continuare a realizzare le sue illustrazioni.
L'articolo

LA MATURITA’/4

Isolato, esce per l’esame: “Ho ripudiato il dolore”

"Sedermi tra i miei compagni per la Maturità era un sogno

impossibile. Ero in prima media quando è iniziato l’isolamento sociale, ero depresso. Come trascorrevo le giornate? Ironico chiamarle così. Dormivo di giorno e vivevo di notte, solo, al computer. Passavo la maggior parte del tempo davanti allo schermo a giocare con amici online. Insomma, sopravvivevo”.

L’articolo 

STORIE DI SCUOLA/1

Giulio, 11 anni, primo énfant prodige in Italia

Giulio è un bambino di un’intelligenza superiore alla media. E la sua vita è già diventata quella di un grande nel corpo di un ragazzino. Vive a Galatone, in Salento. “In casa, ogni tanto ci sentiamo spaesati - dicono i genitori - perché vediamo pensare e fare a nostro figlio cose per noi inimmaginabili”. A 11 anni ha iniziato a seguire parallelamente corsi in quarto e quinto superiore dell’Istituto tecnico superiore Enrico Medi, a Galatone.
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STORIE DI SCUOLA/2

La preside: “I miei 40 anni nella scuola”

La dirigente dell’Istituto comprensivo Japigia 1-Verga di Bari, Patrizia Rossini, si racconta: “Quando insegnavo alle elementari il direttore mi trovò in piedi su un banco mentre ballavo con i miei alunni”.
L'intervista 

UNIONE EUROPEA

Liceo Berto, con eTwinning premiata la mitologia

Sono stati rilasciati i Certificati di qualità europei 2022 (European Quality Label). Nell’ambito del sistema dei riconoscimenti eTwinning, individuano il secondo livello di certificazione attribuibile a un progetto, basato sui Criteri di qualità europei, successivo al Certificato di qualità nazionale. Nell’anno scolastico 2021-2022, a livello europeo sono stati 25.770 i docenti vincitori dei Certificati di Qualità (21.276 nel periodo precedente). Di questi, 1.164 sono gli insegnanti di scuole italiane (l’anno scorso erano stati 819).

Tra i vari progetti premiati, nella categoria 12-15 anni è risultato vincitore il progetto “Myth’arts: myths in art and littérature” della docente Maria Lorenza Campanella del Liceo scientifico Berto di Vibo Valentia. Il riconoscimento premia la modalità con cui si è riusciti ad avvicinare i ragazzi alla bellezza della mitologia classica, “attraverso attività che hanno stimolato la creatività degli studenti, la loro motivazione e autonomia grazie a un uso consapevole degli strumenti digitali”. La professoressa sarà premiata nel corso di un evento-cerimonia, organizzato dall’Unità centrale eTwinning a Bratislava alla fine di settembre.

LA SPERIMENTAZIONE

Robot in 5 scuole: “Lezioni coinvolgenti”

Si chiude la sperimentazione di Classmate Robot di Protom, avviata nel gennaio 2021 in cinque scuole per l’anno scolastico 2022-2023. Il social robot si è dimostrato un compagno di classe coinvolgente, con numerosi benefici per docenti e alunni. Lezioni interattive e dinamiche hanno avvicinato sempre più gli studenti a materie spesso complesse e di difficile apprendimento. Testimone dei risultati raggiunti il Dipartimento di Scienze sociali dell’Università di Napoli Federico II.

Lo studio ha permesso di portare alla luce la versatilità di Classmate e la sua capacità di integrarsi in classi molto diverse tra loro. Dal “debate” su temi etici ai laboratori di Chimica e Fisica, dai giochi competitivi per i più piccoli all’approfondimento di Dante e Manzoni, il Classmate ha permesso ai docenti che lo hanno usato di rendere le proprie attività più partecipate e inclusive.

Classmate Robot dell’azienda Protom è uno strumento tecnologico aperto, co-progettato da docenti e ingegneri, che integra “by design” intelligenza artificiale (Ai) e metodologie didattiche innovative.

RILEGGENDO

La rassegna di questa settimana

Negli ultimi sette giorni la scuola ve l'abbiamo raccontata così.

Novara, crolla soffitto all’Istituto Omar: “Tragedia sfiorata”

“Somaro, hai 10 anni ma i bimbi di prima sono più svegli di te”. Maestra indagata per maltrattamenti

Il bidello pedofilo libero di molestare bimbi per 20 anni: "Condannato tre volte, il ministero non lo ha cacciato"

Treccani e TikTok: i creator nelle cattedre virtuali spiegano come fare divulgazione 2.0

Servono docenti di sostegno a Bari ma non c’è possibilità di formarli

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