Scuola, in otto anni i docenti precari sono raddoppiati. Lo studio alla vigilia dei concorsi
di Corrado ZuninoROMA – Alla vigilia di una tornata di concorsi per docenti di scuola che il ministro Giuseppe Valditara ritiene decisiva per invertire la rotta del precariato insegnante, la Uil scuola Rua consegna un lavoro sul tema che spiega, con linearità, che cosa è successo negli ultimi otto anni – dal 2015 al 2023 – al ruolo dei docenti italiani.
È successa una cosa semplice e conosciuta, ora puntualizzata dalle cifre: i professori e i maestri precari sono raddoppiati. Con quel che ne consegue sulla continuità didattica per gli studenti, i vuoti di cattedra, i metodi di apprendimento variati ogni anno e spesso durante la stessa stagione scolastica.
Nel 2015 gli insegnanti precari erano 100.277, nell’anno scolastico appena trascorso i docenti con contratto a tempo determinato sono stati 234.576: 134.299 in più in otto anni. Sono raddoppiati in queste otto stagioni, passando dal 12,02 per cento al 24,86 per cento del 2023.
Una crescita patologica con tutti e sei i governi
Per arrivare a questa c…
ROMA – Alla vigilia di una tornata di concorsi per docenti di scuola che il ministro Giuseppe Valditara ritiene decisiva per invertire la rotta del precariato insegnante, la Uil scuola Rua consegna un lavoro sul tema che spiega, con linearità, che cosa è successo negli ultimi otto anni – dal 2015 al 2023 – al ruolo dei docenti italiani.
È successa una cosa semplice e conosciuta, ora puntualizzata dalle cifre: i professori e i maestri precari sono raddoppiati. Con quel che ne consegue sulla continuità didattica per gli studenti, i vuoti di cattedra, i metodi di apprendimento variati ogni anno e spesso durante la stessa stagione scolastica.
Nel 2015 gli insegnanti precari erano 100.277, nell’anno scolastico appena trascorso i docenti con contratto a tempo determinato sono stati 234.576: 134.299 in più in otto anni. Sono raddoppiati in queste otto stagioni, passando dal 12,02 per cento al 24,86 per cento del 2023.
Una crescita patologica con tutti e sei i governi
Per arrivare a questa cifra patologica si passa attraverso una crescita costante della precarietà scolastica, che ha attraversato con puntualità sei governi: due di centrosinistra, uno M5s-Lega, uno M5s-sinistra, uno di unità nazionale e uno di centrodestra. In media, il precariato docente è cresciuto di quasi due punti percentuali ogni anno scolastico, arrivando al dato attuale di 234.576 insegnanti supplenti utilizzati con funzioni quotidiane su un totale di 943.680 docenti in servizio.
In tre anni su otto il personale docente di ruolo è lievemente aumentato: nel 2017 (+0,92 per cento), nel 2021 (+0,49 per cento) e nel 2022 (+1,46 per cento), ma gli insegnanti precari sono cresciuti di 16-17.000 ogni stagione scolastica.
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Sul sostegno 130.000 senza ruolo
La situazione docente sul delicato sostegno, che riguarda i ragazzi bisognosi di un aiuto umano e didattico, è fuori controllo. Anche qui la precarietà è raddoppiata, nello stesso arco di tempo. Ed è passata dalla percentuale già allarmante del 29 per cento del 2015 al 59 per cento del 2023. Il numero degli insegnanti di sostegno di ruolo è rimasto al punto iniziale: erano 88.956 nel 2015, sono diventati 88.498 nel 2023. La crescita del personale precario, in questo settore, è stata abnorme. Oggi, su un totale di 217.796 insegnanti di sostegno, 129.298 sono supplenti.
Ata, uno su cinque è a tempo determinato
La stessa progressione precaria si avverte nel personale Ata, gli amministrativi, i tecnici e gli ausiliari della scuola (segreterie e bidelli, in gran parte). Gli assunti con contratto a tempo indeterminato sono rimasti stabili: erano 180.726 nel 2015, sono diventati 182.551 nel 2023. Gli assunti a tempo determinato, invece, nel 2015 erano 26.402, sono diventati 50.421 nel 2023. Il doppio, anche qui. I precari Ata erano il 12,75 per cento otto anni fa, sono arrivati al 21,64 per cento. Uno ogni cinque.
Il segretario D’Aprile: “Basterebbe investire”
“La politica deve prendere atto che il sistema di reclutamento, comprese le numerose procedure concorsuali, e le politiche di investimento nei riguardi del precariato sono state fin qui fallimentari”, dice il segretario generale della Uil scuola Rua, Giuseppe D’Aprile. “La via maestra è rappresentata dagli investimenti, investire sulla scuola per garantire stabilità al personale interessato. Per stabilizzare 250 mila precari basterebbero 180 milioni di euro, con un costo per unità di personale di 716,12 euro. Senza la stabilizzazione del personale, si pregiudica la qualità della scuola e inevitabilmente le sorti delle nuove generazioni e, a ricasco, di questo Paese”.
Le quattro soluzioni
Nel dossier il sindacato Uil indica il percorso che, da questo punto di vista, andrebbe realizzato. Servirebbe eliminare l’anomalia della distinzione tra organico di fatto e organico di diritto, “che rappresenta una condizione anacronistica rispetto alla reale situazione nelle scuole italiane”. Quindi, una volta terminate le immissioni in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento e da quelle concorsuali, sarebbe necessario utilizzare le Graduatorie provinciali per la supplenza di prima fascia per posti di sostegno e posto comune “come canale strutturale di assunzione”. Sul sostegno, andrebbe garantito che gli alunni con disabilità abbiano un docente specializzato, come peraltro prevede la Legge 104 del 1992. A tal fine, esaurita la prima fascia di sostegno delle Graduatorie provinciali per supplenti della provincia interessata, “bisogna adottare soluzioni efficaci per assumere insegnanti specializzati da altre province, prima di passare a nominare da seconda fascia Gps”. Si può utilizzare una mini-call veloce, per esempio.