Spiazzati da Platone, ma neanche l’IA supera la prova della traduzione
di Luigi Gaetani e Giulia D'AleoAnche per la sua seconda prova, la Maturità si conferma rassicurante. I diplomandi del Classico sono stati compiaciuti da un attesissimo Platone, diventato ieri l’autore più ricorrente allo scritto di greco, e nessuna sorpresa nemmeno per la temuta matematica. A mancare nelle proposte, invece, è stato non solo il guizzo, ma anche un uso proprio della lingua.
Il falso Platone al liceo classico
Dopo 14 anni, dicevamo, Platone è tornato. O forse no. Perché dal plico del ministero, i 28mila studenti hanno visto spuntare una versione tratta da “Minosse o della legge”. Un breve dialogo che gli studiosi moderni tendono a considerare spurio. «Grammaticalmente non era difficile», riflette Federico Condello, ordinario di Filologia classica all’Università di Bologna. «Ma andare a pescare un dialogo falso è davvero un guizzo di originalità un po’ capricciosa». Viene poi da chiedersi se chi ha scelto il testo, un elogio dei grandi legislatori del passato, «non avesse in mente l’attualità – comment…
Anche per la sua seconda prova, la Maturità si conferma rassicurante. I diplomandi del Classico sono stati compiaciuti da un attesissimo Platone, diventato ieri l’autore più ricorrente allo scritto di greco, e nessuna sorpresa nemmeno per la temuta matematica. A mancare nelle proposte, invece, è stato non solo il guizzo, ma anche un uso proprio della lingua.
Il falso Platone al liceo classico
Dopo 14 anni, dicevamo, Platone è tornato. O forse no. Perché dal plico del ministero, i 28mila studenti hanno visto spuntare una versione tratta da “Minosse o della legge”. Un breve dialogo che gli studiosi moderni tendono a considerare spurio. «Grammaticalmente non era difficile», riflette Federico Condello, ordinario di Filologia classica all’Università di Bologna. «Ma andare a pescare un dialogo falso è davvero un guizzo di originalità un po’ capricciosa». Viene poi da chiedersi se chi ha scelto il testo, un elogio dei grandi legislatori del passato, «non avesse in mente l’attualità – commenta il professore -. Oggi la domanda su cos’è la legge dovrebbe risuonare anche nelle aule parlamentari».
Un brano, comunque, abbastanza arduo da mettere in difficoltà Claude, l’Intelligenza artificiale di Anthropic: «La traduzione è tutta sbagliata, per ora l’IA non supera l’anno», è la bocciatura secca di Condello. Che stronca le domande che accompagnavano la versione: «Spero che i nostri maturandi scrivano meglio. Erano molto vaghe, formulate in una parodia di italiano, con tanto di citazione storpiata di Foscolo».
Gli errori anche al Linguistico
Se l’italiano era carente, al Linguistico neanche lo spagnolo andava meglio. «Le domande erano piene di errori di grammatica e di ortografia, refusi vari e accenti sbagliati. C’era persino qualche vocabolo inventato, frutto, forse, di una traduzione maccheronica dall’italiano. Come indesiderables invece di indeseables» riferisce Marco Federici, insegnante di spagnolo al liceo Isabella d’Este di Tivoli. La cosa più grave, però, sostiene, «era una citazione di Cervantes errata, temo presa dai social senza verificarne l’esattezza».
Letteratura anche nella prova di matematica
Moti dell’animo e suggestioni letterarie abbondavano pure nella prova di matematica degli oltre 100mila studenti dello Scientifico. «Riferimenti interdisciplinari interessanti – commenta Roberto Capone, ricercatore in didattica della matematica all’Università di Bari e membro della Commissione italiana per l’insegnamento della matematica -. Anche se alcuni argomenti richiedevano una conoscenza specifica di alcune tecniche di integrazione, a volte tralasciate persino all’università».
Tra gli otto quesiti, aggiuntivi ai due problemi, uno prendeva spunto da una citazione di Gadda, che nei racconti de “L’Adalgisa. Disegni milanesi” descrive minuziosamente le piastrelle esagonali di un appartamento.
Il secondo dei due problemi, invece, era aperto da una citazione – incompleta – del matematico italiano Ennio De Giorgi: «All’inizio e alla fine abbiamo il mistero (...). A questo mistero la matematica ci avvicina, pur senza penetrarlo». La frase mancante – «Potremmo dire che abbiamo il disegno di Dio» – era un indizio per risolvere il problema. Alla fine, la sorpresa: il grafico finale è a forma di cuore, cioè il disegno di Dio svelato.
Il quesito si chiudeva con un’altra citazione, del celebre matematico britannico Godfrey Harold Hardy, sulla bellezza delle forme create dal matematico. E chissà, viene da chiedersi, se al ministero dell’Istruzione erano coscienti del fatto che Hardy era notoriamente ateo. E che una volta, tra i suoi propositi per il nuovo anno, annotò: «Trovare un argomento a favore dell’inesistenza di Dio che convinca il grande pubblico».