Scuola, mancano 20.000 lavoratori: “A rischio l’apertura a settembre”
di Corrado ZuninoROMA – Il sindacato Uil Scuola Rua si è messo a contare le assenze nel panorama scolastico italiano, e questa volta si è dedicato al “personale lavoratore”, che non contempla i centrali maestri e professori, piuttosto quelle figure - alti amministrativi, figure di segreteria, bidelli, tutti racchiusi nell’acronimo Ata –comunque necessari per aprire i portoni e ricevere le iscrizioni, formare le classi e trasformare gli arredi. Far funzionare le scuole italiane, ecco.
Il primo dato certificato dal sindacato è che i posti autorizzati per le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2024-’25 sono stati 10.366 su 30.580 disponibili. “Mancano ventimila assunzioni”, dice il rapporto affidandosi a una semplice sottrazione. E poi, rispetto alla stagione appena conclusa, ci sono 8.000 posti in meno in organico di diritto. Infine, mille lavoratori sono stati sottratti ai singoli istituti per essere ridistribuiti nelle amministrazioni periferiche del ministero dell’Istruzione e del Merito.
Met…
ROMA – Il sindacato Uil Scuola Rua si è messo a contare le assenze nel panorama scolastico italiano, e questa volta si è dedicato al “personale lavoratore”, che non contempla i centrali maestri e professori, piuttosto quelle figure - alti amministrativi, figure di segreteria, bidelli, tutti racchiusi nell’acronimo Ata –comunque necessari per aprire i portoni e ricevere le iscrizioni, formare le classi e trasformare gli arredi. Far funzionare le scuole italiane, ecco.
Il primo dato certificato dal sindacato è che i posti autorizzati per le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2024-’25 sono stati 10.366 su 30.580 disponibili. “Mancano ventimila assunzioni”, dice il rapporto affidandosi a una semplice sottrazione. E poi, rispetto alla stagione appena conclusa, ci sono 8.000 posti in meno in organico di diritto. Infine, mille lavoratori sono stati sottratti ai singoli istituti per essere ridistribuiti nelle amministrazioni periferiche del ministero dell’Istruzione e del Merito.
Metà scuole senza Dsga
Nel dettaglio, dettaglio che fa comprendere la qualità del problema, restano vacanti 1.131 posti da dirigente amministrativo, il Dsga, figura centrale nella conduzione di un plesso: affianca il preside in tutte le scelte che hanno un impatto economico. Quel numero –1.131 – rappresenta il 49 per cento del totale: mancano metà delle figure necessarie.
Non sono stati, quindi, assegnati 3.822 posti (su 5.835) per il ruolo di assistente amministrativo: due terzi esatti. I posti autorizzati per assistenti tecnici sono soltanto 601 su 3.279: è scoperto, si vede, l’82 per cento delle funzioni.
Un solo cuoco
I collaboratori scolastici, i vecchi bidelli che aprono e chiudono i plessi, sono in via di estinzione: 12.080 posti vacanti su 18.596, il 69 per cento. C’è un solo cuoco assunto nelle scuole italiane, tra quelle – 182 – che non hanno avviato contratti di ristorazione esterna. Sono 6 i posti disponibili (su 201) tra gli addetti alle aziende agrarie. Mancano ancora 120 guardarobieri su 127 e negli istituti scolastici del Paese non c’è più un infermiere, anche se ne sarebbero previsti 37.
Sommando le figure in pianta, si scopre che le scuole italiane fanno a meno di 20.244 lavoratori previsti, il 66 per cento del totale.
Negli ultimi tredici anni alla Lombardia sono stati tolti (ovvero mandati in pensione e non sostituiti) 1.126 lavoratori della scuola, alla Campania 947, alla Sicilia 791. Quasi ottomila, dal 2011 ad oggi, a livello nazionale.
"Migliaia di plessi con un collaboratore”
"Occorre un provvedimento straordinario per coprire tutti i posti vacanti e disponibili”, dice Giuseppe D’Aprile, segretario Uil Scuola Rua, “con questi numeri è a rischio la riapertura delle scuole a metà settembre. Gli interventi ragionieristici a oltranza alimentano la situazione di precarietà e difficoltà che vivono gli istituti: migliaia di plessi hanno un solo collaboratore scolastico, gli adempimenti di segreteria sono sempre più articolati e complessi, in tanti casi vanno ben oltre gli obblighi stabiliti nel contratto di lavoro. Diversi assistenti tecnici del primo ciclo prestano servizio in più istituti. Una politica attenta deve saper riconoscere la situazione attuale e agire di conseguenza per garantire il corretto funzionamento delle scuole e il benessere di tutta la comunità educante”.