Scuola nomade, lo studente: “In aula stavo male, in viaggio crescerò”
di Giulia D'AleoGioele Pirozzi, 17 anni, frequenta il liceo artistico a Grosseto, indirizzo architettura. Ma il prossimo anno scolastico, il quarto, ha scelto di non tornare sui banchi.
Come mai?
«Rimanere chiuso in un’aula mi faceva stare male, mi sembrava stessi buttando via gli anni più belli. Quando mamma mi ha parlato di Strade Maestre ho pensato fosse perfetto per me».
Stare via un anno non ti spaventa?
«Mi piace non avere tutte le comodità. Mi preoccupano di più i momenti di tristezza, la nostalgia. Ma non vedo l’ora di partire».
Gioele Pirozzi, 17 anni, frequenta il liceo artistico a Grosseto, indirizzo architettura. Ma il prossimo anno scolastico, il quarto, ha scelto di non tornare sui banchi.
Come mai?
«Rimanere chiuso in un’aula mi faceva stare male, mi sembrava stessi buttando via gli anni più belli. Quando mamma mi ha parlato di Strade Maestre ho pensato fosse perfetto per me».
Stare via un anno non ti spaventa?
«Mi piace non avere tutte le comodità. Mi preoccupano di più i momenti di tristezza, la nostalgia. Ma non vedo l’ora di partire».
Cosa speri di trovare?
«Un’esperienza formativa unica. Gli insegnanti sono molto aperti al confronto: in futuro vorrei fare design di articoli sportivi e mi hanno detto che cercheranno di farmi conoscere qualcuno del campo. E poi mi aspetto di tornare diverso, già adesso mi ha spinto a fare scelte nuove».
Quali?
«Ho preso un brevetto per lavorare come bagnino d’estate e mettere da parte dei soldi per partire. Voglio essere indipendente».