Voto in condotta, il Guardian: “Un ritorno ai tempi di Mussolini”
di Corrado ZuninoROMA – Il giornale progressista e britannico Guardian si è occupato della riforma del voto in condotta, e delle misure volute dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per rispondere alle aggressioni agli insegnanti, citando Mussolini e la sua epoca.
"L’Italia ha reintrodotto una misura per colpire duramente i cattivi comportamenti degli studenti”, ha scritto in un servizio di due giorni fa. E ha commentato: "La riforma del voto in condotta è simile alle misure introdotte dal governo fascista di Benito Mussolini nel 1924”, e sono esattamente cento anni da allora. Ha continuato la giornalista, di stanza a Roma: “Le nuove misure sono parte di un piano educativo approvato mercoledì scorso in Pa…
ROMA – Il giornale progressista e britannico Guardian si è occupato della riforma del voto in condotta, e delle misure volute dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per rispondere alle aggressioni agli insegnanti, citando Mussolini e la sua epoca.
"L’Italia ha reintrodotto una misura per colpire duramente i cattivi comportamenti degli studenti”, ha scritto in un servizio di due giorni fa. E ha commentato: "La riforma del voto in condotta è simile alle misure introdotte dal governo fascista di Benito Mussolini nel 1924”, e sono esattamente cento anni da allora. Ha continuato la giornalista, di stanza a Roma: “Le nuove misure sono parte di un piano educativo approvato mercoledì scorso in Parlamento e danno alle scuole il potere di colpire gli studenti solo per il loro comportamento. Gli alunni delle scuole medie e superiori che prendono cinque (su dieci) o un punteggio inferiore in condotta, dovranno ripetere l’anno. Chi, alle superiori, prenderà sei, dovrà eseguire un test di Educazione civica. Peraltro, le votazioni nella materia condotta influiranno sul giudizio di ingresso all’esame di Maturità”.
Meloni: “Tornerà il rispetto nelle scuole”
Il Guardian ricorda come Valditara, “all’interno di un esecutivo di estrema destra”, abbia detto: “Questa riforma restituirà l’importanza della responsabilità individuale, il rispetto alle persone e ai beni pubblici, ridarà autorevolezza ai docenti”. E la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha subito ribadito: “Tornerà il rispetto nelle scuole”.
Le multe fino a 10mila euro
Per combattere gli atti di aggressione contro i docenti e lo staff scolastico, il decreto prevede multe tra 500 e 10.000 euro. Questa legge, ricorda il Guardian, è stata abbracciata dall’Associazione nazionale presidi, che ha sottolineato la crescita del 110 per cento di “incidenti aggressivi a scuola” rispetto al 2023. “Spesso queste violenze sono finite al pronto soccorso e spesso sono state opera di genitori arrabbiati per un voto basso preso dal figlio”. Chiude l’articolo: “Spesso gli studenti si scontrano con i loro insegnanti per l’uso del telefonino in classe”.
Antonello Giannelli, presidente Anp, sentito dal Guardian ha parlato di un passo in avanti: “Gli studenti sono chiamati a riflettere sulle responsabilità e conseguenze delle loro azioni”.
Tommaso Martelli, coordinatore dell’Unione degli studenti, ha detto che il decreto è stato mosso dall’idea “di rinforzare una cultura autoritaria e punitiva, che si potrà vedere presto in classe”.
Il Guardian ricorda come le misure del 1924 sul voto in condotta sono rimaste in vigore fino alla metà degli anni Settanta, “poi le proteste degli studenti le fecero togliere dal ciclo elementare e superiore. Ci sono stati successivi interventi, fino alla completa rimozione nel Duemila”.