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Scuola, la fabbrica dei bocciati: alle superiori gli studenti arrivano impreparati. L’8,5 per cento non passa al secondo anno

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I test Invalsi mostrano che una fetta consistente di alunni ha competenze paragonabili a quelle attese per i bambini di quinta elementare
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Test d’ingresso al superiore disastrosi. E fioccano le bocciature. Sempre più spesso, licei, istituti tecnici e professionali passano al vaglio di questionari sulle competenze e le conoscenze di base gli studenti in ingresso nelle prime classi. Occorre capire in qualche modo chi ci si trova davanti per essere in grado di calibrare al meglio l’azione didattica. Se un alunno si inceppa con le percentuali è inutile iniziare con argomenti più complessi in matematica. È meglio prima recuperare le conoscenze di base. Stesso discorso col disegno: se una ragazza non conosce le basi della geometria, come può imparare a rappresentare un solido su un foglio di carta?

Il post

Ad aprire la discussione, sui social prima e sui siti specializzati dopo, il post lanciato da una docente di italiano di scuola superiore siciliana, Viviana Santoro, che probabilmente non immaginava l’effetto che avrebbe prodotto questa sua riflessione. "Anche quest’anno – scriveva qualche giorno dopo l’avvio delle lezioni, …

Test d’ingresso al superiore disastrosi. E fioccano le bocciature. Sempre più spesso, licei, istituti tecnici e professionali passano al vaglio di questionari sulle competenze e le conoscenze di base gli studenti in ingresso nelle prime classi. Occorre capire in qualche modo chi ci si trova davanti per essere in grado di calibrare al meglio l’azione didattica. Se un alunno si inceppa con le percentuali è inutile iniziare con argomenti più complessi in matematica. È meglio prima recuperare le conoscenze di base. Stesso discorso col disegno: se una ragazza non conosce le basi della geometria, come può imparare a rappresentare un solido su un foglio di carta?

Il post

Ad aprire la discussione, sui social prima e sui siti specializzati dopo, il post lanciato da una docente di italiano di scuola superiore siciliana, Viviana Santoro, che probabilmente non immaginava l’effetto che avrebbe prodotto questa sua riflessione. "Anche quest’anno – scriveva qualche giorno dopo l’avvio delle lezioni, lo scorso 18 settembre – i test d’ingresso hanno dato risultati disastrosi. Comprensione del testo sempre più scarsa e conoscenza della grammatica quasi inesistente. Dove s’inceppa il sistema? Alla primaria o alla secondaria di primo grado?". E giù una valanga di commenti. Con diversi tra genitori e docenti che se la prendono con l’abolizione delle bocciature alla primaria e la quasi-abolizione alla media. “Arrivano ragazzi – commenta una docente di liceo – che non sanno usare le virgole, non conoscono i numeri romani, non distinguono la causa dall’effetto, non hanno un metodo di studio”. Troppi promossi, insomma, alla media.

I test d’ingresso

Per dare un’idea ai docenti delle prime classi del livello di preparazione degli studenti in ingresso, ormai da anni vengono somministrati test ad hoc. In genere di italiano, matematica, scienze e inglese. Non sempre la valutazione della scuola media, il voto finale del diploma, riesce ad essere indicativo del livello dei singoli studenti. A riprova di quanto asserito dalla prof siciliane, lo scorso 10 giugno, il liceo delle scienze umane e linguistico Agnesi di Milano pubblica gli esiti di un test d’ingresso somministrato a circa 250 studenti che dopo l’esame di terza media avrebbero fatto il loro ingresso nel proprio istituto. Tre gli ambiti indagati: italiano, matematica e inglese. E i risultati sono poco incoraggianti: quattro e mezzo in italiano e matematica. Solo in inglese si raggiunge complessivamente la sufficienza.

I dati

Gli stessi numeri sugli esiti finali degli scrutini e degli esami di stato testimoniano che il passaggio dalle media al superiore non è affatto indolore per studentesse e studenti. Nel passaggio i bocciati si incrementano di quasi sei volte. Gli ultimi dati diffusi, quelli relativi all’anno scolastico 2022/2023, dicono che alla media i non promossi ammontavano complessivamente all’1,5%. Al primo anno delle superiori superiore siamo all'8,5%. Negli anni successivi, le percentuali di bocciati, tra giugno e agosto, calano. Mantenendosi comunque ben al di sopra di quelle che si registravano alla media. Con tutta probabilità, i due segmenti di scuola lavorano su competenze diverse. Non è altrimenti spiegabile come ragazzini diplomati alla media con 9 o 10 poi incontrino difficoltà al superiore. Gli stessi test Invalsi del resto mostrano che una fetta consistente di diplomati alla media evidenzia competenze così scarse da essere paragonabili a quelle attese per i bambini di quinta elementare. Sono cioè indietro di un intero ciclo scolastico. Nel 2024 gli studenti di terza media che nei test Invalsi si sono fermati al livello 1, quello più basso, sono stati il 15% in italiano e il 20% in matematica.

L’impatto economico

La fabbrica dei bocciati ha un impatto sulle casse dello Stato non indifferente. Considerando il costo di uno studente della scuola superiore, che supera i 7mila euro all’anno, il costo delle bocciature supera abbondantemente il miliardo di euro all’anno. Se, in altre parole, ogni anno gli alunni fossero tutti promossi e nessuno fosse costretto a ripetere l’anno per effetto della bocciatura, le casse pubbliche risparmierebbero un mucchio di quattrini.

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