✕

Indagine Ocse-Iea: “Buono il bagaglio digitale dei 14enni, ma sono facile preda delle fake news”

(ansa)
Il nostro Paese è 18° su 34, ma recupera trenta punti rispetto al 2018 mentre molte nazioni europee arretrano. Il Sud e le Isole in fondo. Nel pensiero computazionale meglio le studentesse
2 minuti di lettura

ROMA – “Tutto si tiene, non ci sono scorciatoie”, dice Roberto Ricci, presidente Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo. I quattordicenni italiani, frequentatori della terza media nel 2023, hanno un discreto bagaglio digitale, in sensibile crescita rispetto a cinque anni prima. Lo evidenzia lo studio Ocse-Iea “Icils 2023” (International computer and information literacy study), basato, appunto, sui risultati 2023 delle competenze digitali degli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado.

Corea e Repubblica Ceca sopra tutti

L’alfabetizzazione digitale (Cil) degli iscritti alle scuole italiane (un campione di 152 istituti e 3.400 discenti) è sopra la media dei 34 Paesi a sviluppo industriale presi in considerazione. A fronte di una Corea del Sud che guida con 540 punti e una Repubblica Ceca seconda in generale e prima delle europee con 520, l’Italia è al 18° posto con 491 punti, ma sopra la media Icils (476) e gli stessi Stati Uniti …

ROMA – “Tutto si tiene, non ci sono scorciatoie”, dice Roberto Ricci, presidente Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo. I quattordicenni italiani, frequentatori della terza media nel 2023, hanno un discreto bagaglio digitale, in sensibile crescita rispetto a cinque anni prima. Lo evidenzia lo studio Ocse-Iea “Icils 2023” (International computer and information literacy study), basato, appunto, sui risultati 2023 delle competenze digitali degli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado.

Corea e Repubblica Ceca sopra tutti

L’alfabetizzazione digitale (Cil) degli iscritti alle scuole italiane (un campione di 152 istituti e 3.400 discenti) è sopra la media dei 34 Paesi a sviluppo industriale presi in considerazione. A fronte di una Corea del Sud che guida con 540 punti e una Repubblica Ceca seconda in generale e prima delle europee con 520, l’Italia è al 18° posto con 491 punti, ma sopra la media Icils (476) e gli stessi Stati Uniti (482). C‘è da dire che tutti i Paesi europei di riferimento sono davanti a noi: Germania, Spagna e Francia, ma non di molto).

E’ interessante notare come l’Italia tra il 2018 e il 2023 abbia recuperato trenta punti, uno dei pochi Paesi del continente a crescere, “e questo può dipendere dalla diffusione di strumenti digitali nelle nostre scuole”, spiegano i ricercatori di Invalsi. Un lascito del Covid della stagione 2020-2021.

Uno dei motivi che ci tengono lontani dalle migliori performance nazionali è la differenziazione netta – a sfavore dell’area meridionale del Paese – dei risultati. Il Nord-Ovest con 511 punti sarebbe quinto nella classifica Ocse. Nord-Est (503 punti) e Centro (502) hanno un livello pari alla Germania. Ma il Sud, in quanto a competenze digitali, scende a quota 476 e le Isole addirittura a 440 (il livello di Bosnia-Erzegovina).

Solo il 12% riconosce un sito credibile

Su un piano esemplificativo, due terzi degli studenti italiani (il 67 per cento) sa aprire il pc dalla barra del browser, percentuale di poco inferiore alle medie internazionali e Ue. Solo un quarto dei ragazzi connazionali (25 per cento) sa spiegare perché il sito Educapedia, di cui si offre una ricostruzione dell’apparato respiratorio, sia affidabile. E’ il 33 per cento nell’Unione europea. Solo il 12 per cento sa dire se un sito di vendite – Origano+, nel caso – è credibile. Qui siamo in buona compagnia con i quattordicenni del continente: sono il 15 per cento.

L’Unione europea vorrebbe portare entro il 2030 al 15 per cento gli studenti al di sotto del livello 2, livello che indica gli studenti che sanno usare il pc per raccogliere compiti di base di raccolta e gestione delle informazioni e per creare semplici prodotti informativi. Oggi in Italia sono il 46 per cento. Nessuno dei 34 Paesi presi in analisi ha per ora raggiunto questa indicazione: in Europa la Repubblica Ceca è al 28 per cento.

Anche qui, al di sotto della soglia 2 nel Nord-Ovest italiano c’è il 33 per cento degli studenti, nelle Isole il 73 per cento.

Più preparati i figli di famiglie abbienti

Sul pensiero computazionale (Ct) l’Italia con 482 punti è in linea precisa con le medie internazionali ed europee, con il Nord-Ovest a quota 504 e le Isole a 423. In questo “pensiero”, che si occupa di trovare soluzioni digitali, le femmine sono migliori in 28 Paesi Ocse su 34. E così in Italia, in cinque macroregioni su cinque (nel Nord-Ovest il livello di studenti e studentesse è pari).

I risultati digitali, infine, sono superiori per chi proviene da famiglie che sono laureate o hanno in casa almeno 26 libri o hanno un Isee superiore ai 50.000 euro. E tra chi ha a disposizione nel nucleo familiare almeno due computer e uno lo trova sempre accessibile.

Leggi i commenti