Smartphone vietato a scuola, dalle note alla sospensione: ecco cosa rischia chi lo usa
di Viola GiannoliSanzioni graduali fino alla sospensione. A pochi giorni dalla prima campanella, le scuole si attrezzano rivedendo i regolamenti e i patti di corresponsabilità per gestire il divieto dei cellullari in classe che scatta anche alle superiori a partire da quest’anno scolastico come deciso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
"Le sanzioni devono rispettare il principio di gradualità, deve esserci corrispondenza tra la gravità della infrazione e la serietà della sanzione” - spiega Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi. Secondo lui le sanzioni possono andare da un rimprovero scritto a una sorta di censura, dalla nota all’ammonizione. Ma non sono esclusi altri provvedimenti. Ciascun istituto, in base all’autonomia scolastica, farà per sé.
Le sanzioni nei regolamenti d’istituto
Ed ecco infatti che al liceo Genovesi di Napoli, ad esempio, alla prima infrazione ci sarà un’ammonizione scritta: comunicazione alla famiglia e sequestro dello sma…
Sanzioni graduali fino alla sospensione. A pochi giorni dalla prima campanella, le scuole si attrezzano rivedendo i regolamenti e i patti di corresponsabilità per gestire il divieto dei cellullari in classe che scatta anche alle superiori a partire da quest’anno scolastico come deciso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
"Le sanzioni devono rispettare il principio di gradualità, deve esserci corrispondenza tra la gravità della infrazione e la serietà della sanzione” - spiega Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi. Secondo lui le sanzioni possono andare da un rimprovero scritto a una sorta di censura, dalla nota all’ammonizione. Ma non sono esclusi altri provvedimenti. Ciascun istituto, in base all’autonomia scolastica, farà per sé.
Le sanzioni nei regolamenti d’istituto
Ed ecco infatti che al liceo Genovesi di Napoli, ad esempio, alla prima infrazione ci sarà un’ammonizione scritta: comunicazione alla famiglia e sequestro dello smartphone alla fine della giornata scolastica. Alla seconda infrazione il cellulare verrà restituito nelle mani dei genitori convocati dalla scuola per un colloquio. Alla terza infrazione alla nota e al sequestro si aggiungerà la convocazione di un consiglio di classe per stabilire una sospensione da tre a sei giorni. Che, come previsto dalla riforma Valditara sul voto di condotta, comporterà per lo studente o la studentessa l’obbligo di “lavori socialmente utili”, ovvero attività di cittadinanza attiva presso enti, associazioni, onlus. In caso di infrazioni ripetute o gravi, la sospensione sarà superiore a 6 giorni. Non solo: se il ragazzo o la ragazza si rifiuterà di consegnare il telefono ai prof, ci sarà un’accelerazione nella gradualità delle sanzioni.
Al liceo artistico Galvani in provincia di Pordenone, invece, dove il divieto è esteso esplicitamente a «smartwatch e strumenti simili», i provvedimenti sono un po’ più lievi: alla prima segnalazione scatta la nota sul registro, alla seconda viene convocata la famiglia, alla terza l’avvio di un procedimento disciplinare con una sospensione da uno a due giorni. A vigilare sarà anche il personale Ata.
Il liceo Meucci di Aprilia prevede addirittura un’ampia casistica. Se l’alunno non ha il cellulare spento e riceve una chiamata o un messaggio il provvedimento va dal richiamo verbale alla sospensione a seconda della frequenza dell’infrazione. Se chatta o telefona si va dalla nota all’intervento del dirigente scolastico alla solita sospensione. Se lo smartphone vien usato durante una verifica allora il compito verrà immediatamente ritirato e il voto sarà: gravemente insufficiente. In caso di riprese senza avvisare il prof si arriverà all’ammonizione del preside. Se quel materiale viene poi diffuso oltre alla sospensione scatta una possibile segnalazione alle autorità competenti.
Zaini, scatole e armadietti a noleggio per i cellulari
I regolamenti della maggior parte delle scuole indicano che gli istituti non sono attrezzati per garantire la sicurezza dei cellulari che potrebbero essere rotti, rubati. E per questo invitano le famiglie a incoraggiare i figli a lasciarli a casa oppure a spegnerli appena arrivati in classe lasciandoli nei loro zaini. Di più: le scuole specificano di non essere responsabili di eventuali danni e furti, soprattutto durante il cambio ora quando i prof si avvicendano tra loro e durante l’intervallo. Altre invece si stanno attrezzando con contenitori di plexiglass per il ritiro dei dispositivi alla prima ora di lezione e la riconsegna alla fine dell’orario. Oppure con dei porta oggetti appesi ai muri delle aule. In alcuni istituti, infine, come all’Iis Severi-Correnti di Milano, è possibile per gli studenti noleggiare degli armadietti scolastici con un costo di 38 euro l’anno più un 16 euro di cauzione una tantum per riporre il proprio materiale scolastico: libri, quaderni e smartphone, ovviamente.
A ricreazione vale il divieto
A ricreazione, come già si intuiva dalla circolare del ministero, le scuole precisano che il cellulare non sarà utilizzabile perché anche quella pausa fa parte dell’orario scolastico. In caso di necessità di comunicare con le famiglie, i ragazzi e le ragazze potranno usare il telefono della scuola.
Il regolamento per le gite
E durante le gite? «Lo smartphone sarà custodito spento a cura del singolo studente. L’uso è consentito esclusivamente al di fuori dei momenti dedicati alle attività legate all’aspetto didattico», indica il regolamento del Galvani.