Scuola, dall’America all’Italia la moda degli annuari: “Con le foto ci raccontiamo”
di Viola GiannoliRitorno al futuro è nato così, con la scoperta fatta in cantina nel 1980 dallo sceneggiatore statunitense Bob Gale del vecchio annuario scolastico dei suoi genitori. Oggetto mitico, dai film alle serie teen americane, ora l’annuario scolastico sta conquistando sempre più anche le scuole italiane. L’yearbook, così si chiama, è diventato in molte classi un rituale che racconta relazioni e momenti condivisi tra gli studenti e i loro prof. Un ricordo fisico, cartaceo, tangibile, accanto alla mole di selfie, foto, post custoditi nelle memorie dei propri smartphone e condivisi sui social.
I numeri
Secondo ScuolaZoo - una gigante community studentesca con 4 milioni di follower online - negli ultimi anni l’interesse per gli annuari è cresciuto in modo significativo. Nel 2021-2022 c’erano solo tre progetti pilota, diventati 33 l’anno successivo per arrivare fino a oggi con il coinvolgimento di 40mila studenti, pari a circa 2mila classi.
E se negli States, da dove arriva l’ispirazione, l’alb…
Ritorno al futuro è nato così, con la scoperta fatta in cantina nel 1980 dallo sceneggiatore statunitense Bob Gale del vecchio annuario scolastico dei suoi genitori. Oggetto mitico, dai film alle serie teen americane, ora l’annuario scolastico sta conquistando sempre più anche le scuole italiane. L’yearbook, così si chiama, è diventato in molte classi un rituale che racconta relazioni e momenti condivisi tra gli studenti e i loro prof. Un ricordo fisico, cartaceo, tangibile, accanto alla mole di selfie, foto, post custoditi nelle memorie dei propri smartphone e condivisi sui social.
I numeri
Secondo ScuolaZoo - una gigante community studentesca con 4 milioni di follower online - negli ultimi anni l’interesse per gli annuari è cresciuto in modo significativo. Nel 2021-2022 c’erano solo tre progetti pilota, diventati 33 l’anno successivo per arrivare fino a oggi con il coinvolgimento di 40mila studenti, pari a circa 2mila classi.
E se negli States, da dove arriva l’ispirazione, l’album è centrato sull’individualità, la declinazione italiana è collettiva: ai ragazzi interessa tenere memoria di un pezzo di vita unico trascorso insieme.
"Il nostro volume, a differenza di quello americano, che dedica una pagina ad ogni studente, è formato dalle foto di classe, sia quella di gruppo realizzata da un fotografo esperto, che da immagini realizzate da noi ragazzi e che raccontano momenti informali come gite, uscite, esperienze particolari vissute durante l'anno”, raccontano ad esempio i rappresentanti del liceo Corradini di Thiene, in provincia di Vicenza.
I finanziamenti
Nel volume, che racconta la vita scolastica ed è finanziato dal comitato genitori e dagli sponsor, ci sono le foto di tutte le classi, dalla prima alla quinta e poi le frasi lasciate dagli insegnanti, dalla dirigente scolastica, dai collaboratori scolastici, dalle segreterie e dai tecnici informatici e di laboratorio. Ma in alcune scuole c’è anche chi si ritrae in momenti ludici, nel cortile dentro carrelli della spesa, o con un omaggio al Papa.
Quell’album di famiglia all’istituto comprensivo Tremestieri di Messina “è uno strumento che traccia la storia della scuola”, ne registra i cambiamenti e le mode, la dinamicità e l’impegno di chi la costruisce e la vive. Oltre a essere “un bel ricordo, il più tangibile e duraturo, per gli studenti e le famiglie”.
Dalle gite ai lavoretti
Ecco allora le foto delle uscite didattiche, dei concerti in classe, dei mercatini e dei lavoretti, delle sfide di robotica, delle partite di pallavolo.
Al liceo scientifico di Lugo, invece, oltre a una presentazione collettiva della classe, con foto di gruppo, c’è per ogni studente un autoscatto, una citazione e una autopresentazione. Per non dimenticare chi si era tra quei banchi.
"I ragazzi sono sempre meno interessati a documentare tutto e sempre più a scegliere cosa ricordare", commenta Gaia Marzo, media director di ScuolaZoo. "L’annuario nasce da qui: dall’esigenza di fermare i momenti che contano davvero. Ed è esattamente quello che oggi le nuove generazioni cercano sempre di più".