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Riforma degli istituti tecnici, salta il tavolo. La Cgil: “Il 7 maggio sarà sciopero”

Giuseppe Valditara

 
Le trattative sulla modifica di programmi e orari nelle secondarie sono naufragate. Sul piatto, anche la riduzione di materie come italiano, geografia, arte e diritto
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Dopo la polemica sulla revisione di programmi e linee guida per i licei, salta il tavolo anche sugli istituti tecnici e contro la nuova riforma sarà sciopero. Per il prossimo 7 maggio, la Cgil ha annunciato l’astensione dal lavoro di tutto il personale istruzione e ricerca del comparto per protestare contro una riforma che – afferma il sindacato – ha pesanti ricadute sulla qualità della didattica, sulle condizioni di lavoro del personale e sui livelli occupazionali”.

Con un percorso di quattro anni più due di specializzazione tecnica, la rimodulazione degli orari e la riduzione di alcuni insegnamenti (italiano al quinto anno, geografia, arte, diritto, informatica, economia aziendale), per il ministro Valditara la riforma sarebbe mirata a creare “maggiore collegamento con le imprese, riducendo le ore di alcune discipline generali per favorire le attività laboratoriali e l'istruzione professionalizzante”. Per studenti e sindacati invece, si tratta di un tentativo di creare una scuola di…

Dopo la polemica sulla revisione di programmi e linee guida per i licei, salta il tavolo anche sugli istituti tecnici e contro la nuova riforma sarà sciopero. Per il prossimo 7 maggio, la Cgil ha annunciato l’astensione dal lavoro di tutto il personale istruzione e ricerca del comparto per protestare contro una riforma che – afferma il sindacato – ha pesanti ricadute sulla qualità della didattica, sulle condizioni di lavoro del personale e sui livelli occupazionali”.

Con un percorso di quattro anni più due di specializzazione tecnica, la rimodulazione degli orari e la riduzione di alcuni insegnamenti (italiano al quinto anno, geografia, arte, diritto, informatica, economia aziendale), per il ministro Valditara la riforma sarebbe mirata a creare “maggiore collegamento con le imprese, riducendo le ore di alcune discipline generali per favorire le attività laboratoriali e l'istruzione professionalizzante”. Per studenti e sindacati invece, si tratta di un tentativo di creare una scuola di serie B, che per di più rischia di espellere dal sistema migliaia di docenti, in larga parte già precari.

Nei mesi scorsi, si era aperto un tavolo di trattativa, ma ogni sforzo è naufragato anche perché – affermano dalla Cgil – “gli interventi correttivi sull'orario e lo stanziamento di esigue risorse aggiuntive, se da un lato ne riconoscono le falle, dall'altro risultano del tutto inadeguati e lontani dal costituire il ripensamento generale della riforma che rappresenta un ulteriore intervento per smantellare la scuola secondaria", continua il sindacato."In mancanza di risposte significative dal ministero dell'Istruzione – rimarca la Flc – preannunciamo sin d'ora l'adozione di ulteriori forme di protesta e mobilitazione. Con queste azioni – sottolineano gli attivisti – infatti rivendichiamo un intervento strutturale che tuteli la qualità dell'istruzione tecnica e i diritti di tutto il personale della scuola".

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