Presidi e sindacati contro il ministro dell’Istruzione Valditara: troppe comunicazioni dirette alle famiglie che scavalcano e mettono in crisi le scuole. E se la Cgil parla di violazione dell’autonomia scolastica, Anp e Cisl dicono: d’accordo la trasparenza, è legittimo l’avviso rivolto ai genitori senza ulteriori mediazioni, ma servono 48 ore di preavviso.
L’ultima lettera diretta alle famiglie è arrivata lo scorso 16 aprile. “Gentili genitori, desidero informarvi personalmente che il 9 aprile e stata avviata da Indire” l’attività di formazione del personale “per promuovere nei percorsi d'istruzione l'educazione al rispetto, alle relazioni, all'empatia e alla parità”. Attività che dovrebbero avere una ricaduta sull’insegnamento dell’Educazione civica svolto trasversalmente da tutti i docenti della classe. Ma i sindacati contestano questo modus operandi.
Presidi e sindacati contro il ministro dell’Istruzione Valditara: troppe comunicazioni dirette alle famiglie che scavalcano e mettono in crisi le scuole. E se la Cgil parla di violazione dell’autonomia scolastica, Anp e Cisl dicono: d’accordo la trasparenza, è legittimo l’avviso rivolto ai genitori senza ulteriori mediazioni, ma servono 48 ore di preavviso.
L’ultima lettera diretta alle famiglie è arrivata lo scorso 16 aprile. “Gentili genitori, desidero informarvi personalmente che il 9 aprile e stata avviata da Indire” l’attività di formazione del personale “per promuovere nei percorsi d'istruzione l'educazione al rispetto, alle relazioni, all'empatia e alla parità”. Attività che dovrebbero avere una ricaduta sull’insegnamento dell’Educazione civica svolto trasversalmente da tutti i docenti della classe. Ma i sindacati contestano questo modus operandi.
La procedura
In Italia, sono cinque le piattaforme autorizzate dal ministero dell’Istruzione alla gestione del registro elettronico. E possono comunicare con alunni e famiglie soltanto le scuole che pagano alle società che gestiscono il registro un canone annuale. Ma da un anno a questa parte, per ben due volte, il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha preferito il rapporto diretto con i genitori: ha fatto contattare dai propri dirigenti i gestori del registro che hanno inviato sugli smartphone di mamme e papà la lettera del ministro.
Avrebbe potuto inviare la lettera alle scuole con l’indicazione di girarla alle famiglie. Ma ha preferito il contatto diretto. E i dirigenti scolastici non ci stanno.
La prima comunicazione arriva direttamente alle famiglie lo scorso 22 maggio. Anche questa volta la lettera si apre con un cordiale “Cari Genitori”. L’oggetto della comunicazione riguardava le attività del cosiddetto Piano estate attraverso le quali gli istituti potevano organizzare “progetti sportivi, musicali, teatrali, ricreativi, di potenziamento didattico”. La seconda comunicazione è quella dello scorso 16 aprile. E questa volta dirigenti scolastici e sindacati hanno preso carta e penna per protestare.
La protesta
I primi a sottolineare l’irrituale procedura utilizzata da viale Trastevere sono stati quelli della Flc Cgil il giorno dopo che la lettera è stata recapitata ai genitori. “Dopo il caso degli spot pubblicitari e dei giochi veicolati – scrivono da via Leopoldo Serra – e dopo la lettera ai genitori per informarli delle opportunità offerte dal “Piano estate”, ora è la volta di un’informativa alle famiglie sull’avvio di attività formative rivolte al personale scolastico per la promozione di percorsi su educazione al rispetto, relazioni, empatia e parità promossi da Indire”.
“Si tratta – aggiunge la responsabile dei dirigenti Flc, Monica Fontana – dell’ennesima violazione dell’autonomia scolastica che nei fatti mostra una profonda sfiducia nei confronti delle scuole chiamate a diffondere le iniziative di formazione rivolte al personale”. E diffidano il ministero “dall’utilizzare i registri elettronici a fini propagandistici”, invitandolo a ritirare la comunicazione.
Ieri, a scrivere al ministero sono stati Anp, l’Associazione nazionale presidi, e Cisl scuola. Le due organizzazioni, più morbide, hanno chiesto un maggiore coordinamento, senza contestare in modo radicale lo strumento. Pur riconoscendo l’importanza di un rapporto diretto tra amministrazione e cittadini, i sindacati segnalano che l’invio di comunicazioni tramite registro elettronico senza preavviso crea difficoltà operative.
“In più occasioni – spiegano - le famiglie si sono rivolte immediatamente alle scuole per avere chiarimenti su novità annunciate dal Ministero, trovando dirigenti e istituti non ancora informati o privi del tempo necessario per predisporre i necessari passaggi organizzativi e deliberativi”.
“Per questo - continuano le due organizzazioni sindacali - Anp e Cisl Scuola chiedono che ogni comunicazione rivolta alle famiglie tramite registro elettronico sia preceduta da una specifica informativa ai dirigenti scolastici con almeno 48 ore di anticipo e che eventuali ampliamenti del servizio scolastico siano programmati con tempi compatibili con l’aggiornamento del Ptof. Una misura semplice, evidenziano i firmatari, che contribuirebbe a migliorare l’efficienza del servizio scolastico e la qualità delle relazioni tra Ministero, scuole e famiglie”.
La replica del ministro
Valditara replica, con una precisazione a Repubblica, alle accuse di sindacati e presidi: “Il preavviso che mi era stato chiesto è stato rispettato, ho inviato la comunicazione alle scuole due giorni prima di quella alle famiglie. Se gli istituti non controllano non è un problema del ministero. La prossima volta manderò un avviso coin 72 ore di anticipo”.
Il caso della pubblicità
Il registro elettronico viene adottato nelle scuole italiane nell’anno scolastico 2012/2013. E dopo un paio d’anni di rodaggio, diventa una consuetudine con alunni che imparano a consultarlo e genitori che si tengono informati su tutto ciò che accade ai propri figli, compresi voti, assenze e note disciplinari. Ma col passare del tempo si cominciano a manifestare anche alcuni problemi: gli studenti più bravi riescono a “bucarlo” e si attribuiscono valutazioni che il docente non ha mai assegnato e viene inserito qualche banner pubblicitario che serve alle aziende per arrotondare. È quello che è avvenuto lo scorso anno con una delle cinque piattaforme che gestiscono il registro elettronico. Dopo una levata di scudi da parte delle famiglie, il ministro Valditara è stato costretto a intervenire con una comunicazione ufficiale inviata alle scuole, che spiega ai dirigenti che il registro elettronico deve essere unicamente orientato agli scopi educativi e organizzativi.