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Filosofia al liceo senza Marx e Spinoza, la commissione: “Elenco indicativo e le correnti ci sono”

Baruch Spinoza

 

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La presidente scelta dal ministero per la revisione dei programmi, Loredana Perla, risponde alle critiche di 60 prof universitari: “Consultazione aperta, terremo in considerazione i rilievi”
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L’elenco dei filosofi da studiare a scuola senza Spinoza e Marx? «Solo indicazioni, agli insegnanti nessuna imposizione», e comunque «le loro correnti sono menzionate» e «i nuovi programmi sono al centro di una democratica consultazione in cui ogni contributo verrà tenuto in considerazione».

Dopo la lettera di una sessantina di professori universitari, fortemente critica verso le nuove indicazioni nazionali di filosofia per le scuole superiori, definite «un disastro», arriva la replica della presidente della Commissione incaricata dal ministro dell’Istruzione e del Merito per la revisione dei programmi, Loredana Perla.

La pedagoga, docente nell’ateneo di Bari, ha voluto anzitutto ringraziare per le loro riflessioni i firmatari dell'appello, tra cui compaiono a esempio Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri. «Questo è il momento - spiega - in cui sta avvenendo una democratica consultazione (come chiedevano i prof, ndr) con tutte le persone interessate alla migliore formu…

L’elenco dei filosofi da studiare a scuola senza Spinoza e Marx? «Solo indicazioni, agli insegnanti nessuna imposizione», e comunque «le loro correnti sono menzionate» e «i nuovi programmi sono al centro di una democratica consultazione in cui ogni contributo verrà tenuto in considerazione».

Dopo la lettera di una sessantina di professori universitari, fortemente critica verso le nuove indicazioni nazionali di filosofia per le scuole superiori, definite «un disastro», arriva la replica della presidente della Commissione incaricata dal ministro dell’Istruzione e del Merito per la revisione dei programmi, Loredana Perla.

La pedagoga, docente nell’ateneo di Bari, ha voluto anzitutto ringraziare per le loro riflessioni i firmatari dell'appello, tra cui compaiono a esempio Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri. «Questo è il momento - spiega - in cui sta avvenendo una democratica consultazione (come chiedevano i prof, ndr) con tutte le persone interessate alla migliore formulazione delle Indicazioni nazionali e ogni contributo verrà tenuto in considerazione».

Nulla di definitivo, insomma, siamo alla bozza. Come per I promessi sposi, da qui al via libera, non prima di settembre 2027, c’è di mezzo il questionario per le scuole, i tavoli di ascolto, il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione, il Consiglio di Stato. E infatti Perla aggiunge che già nei giorni scorsi si è svolto un lungo incontro con tutte le associazioni che si occupano di filosofia in Italia, «nell'ambito del quale, oltre all'apprezzamento per l'impostazione delle Indicazioni, sono state avanzate utili proposte di modifica».

In tutto il percorso di elaborazione delle nuove indicazioni, precisa che «vi è stata una costante consultazione con le Società di Filosofia appartenenti alla Consulta Nazionale di Filosofia e con la comunità filosofica italiana».

L’impostazione stessa dell'insegnamento della filosofia, secondo la proposta della Commissione, «consta di due percorsi complementari e integrabili: un percorso che parte dai problemi che la filosofia è in grado di affrontare, e che poi contestualizza questi problemi con precisi riferimenti a testi e autori della storia del pensiero, e un percorso che propone una ricostruzione diacronica della storia della filosofia, mettendo in evidenza le questioni di fondo che i filosofi nei secoli hanno affrontato».

Dunque, secondo Perla, «il dibattito su chi c'è e chi manca fra i filosofi elencati rischia di essere collegato solo al secondo approccio e di fraintendere l'intero impianto delle Indicazioni».

Ma che dire di Marx e Spinoza, Leibniz, Fichte o Schelling dimenticati dall’elenco aggiunto in coda dalla “Commissione madre” che ha come sempre revisionato il lavoro della sub commissione di filosofia? O di Schopenhauer presente solo nella lista del liceo linguistico?

«Sebbene non siano menzionati i nomi di tutti i filosofi della storia del pensiero, e come sarebbe possibile un elenco completo? – si chiede la professoressa - sono indicati i movimenti e le correnti di cui essi fanno parte».

A esempio in “metafisica, empirismo e razionalismo in età moderna”, “la reazione all'hegelismo” e “il marxismo nella scuola di Francoforte”.

Quel che viene proposto – conclude – sono «indicazioni». E come tali vanno prese. «Fanno riferimento alla libertà e all'esperienza del docente nel costruire il percorso di studio, pur nominando autori imprescindibili, ma non ritengono di dover imporre agli insegnanti un elenco obbligatorio o una sequela di autori da trattare».

Basterà a convincere chi, come i sessanta prof e gli altri firmatari (si è aggiunta la storica Anna Foa) ha definito «molto gravi» le scelte operate, «temerarie e inopinate» le esclusioni, «una polpetta avvelenata» le Indicazioni lasciate al mondo della scuola, «debole e priva di respiro» la formazione consegnata alle nuove generazioni? La strada dei nuovi programmi è ancora lunga.

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