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Programmi dei licei, dietrofront Manzoni: torna al secondo anno. Rispunta Marx, cambia matematica

(ansa)

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Pronte le Indicazioni nazionali del ministero dell’Istruzione, definitive dopo il confronto con sindacati, docenti, società scientifiche e studenti. Domani saranno inviate al Cspi. Si leggerà la Bibbia al biennio e almeno tre libri l’anno, Dante al triennio
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Indietro tutta su Manzoni, retromarcia pure su Dante, modifiche per Storia, Matematica e Filosofia, dove rispuntano Marx e Spinoza.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha concluso il percorso di audizioni e confronto (che per la prima volta ha compreso anche le Consulte degli studenti) sulle nuove indicazioni nazionali per i licei che debutteranno dal 2027 ed è pronto a inviare il documento, domani stesso, al Consiglio superiore della pubblica istruzione per un parere non vincolante e poi al Consiglio di Stato per il via libera finale. L’ultimo step prima di passare ai programmi dei tecnici, «di prossima pubblicazione», che il ministro Giuseppe Valditara vorrebbe trasformare in licei. Ma intanto, per quanto riguarda questi ultimi, rispetto alla bozza diffusa a fine aprile sono diverse le novità. Alessandro Manzoni, anzitutto.

Nella prima versione dei nuovi programmi di italiano I promessi sposi venivano spostati d’imperio dal secondo anno del biennio al quarto anno perché consid…

Indietro tutta su Manzoni, retromarcia pure su Dante, modifiche per Storia, Matematica e Filosofia, dove rispuntano Marx e Spinoza.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha concluso il percorso di audizioni e confronto (che per la prima volta ha compreso anche le Consulte degli studenti) sulle nuove indicazioni nazionali per i licei che debutteranno dal 2027 ed è pronto a inviare il documento, domani stesso, al Consiglio superiore della pubblica istruzione per un parere non vincolante e poi al Consiglio di Stato per il via libera finale. L’ultimo step prima di passare ai programmi dei tecnici, «di prossima pubblicazione», che il ministro Giuseppe Valditara vorrebbe trasformare in licei. Ma intanto, per quanto riguarda questi ultimi, rispetto alla bozza diffusa a fine aprile sono diverse le novità. Alessandro Manzoni, anzitutto.

Nella prima versione dei nuovi programmi di italiano I promessi sposi venivano spostati d’imperio dal secondo anno del biennio al quarto anno perché considerati «non più un classico contemporaneo» e dunque rinviabili a “quando si affronta la letteratura dell’epoca di Manzoni». La scelta della commissione nominata dal Mim e guidata dalla pedagogista dell’università di Bari, Loredana Perla, non aveva convinto nemmeno il ministro: «Sono dubbioso», aveva commentato. E difatti il Mim ha ingranato, e in fretta, la marcia indietro. Manzoni è e resterà al secondo anno del biennio. La riflessione maturata è che al quarto anno c’è già troppa carne al fuoco – Leopardi, per citarne uno – e affrontare tutto il romanzo di Renzo e Lucia in contemporanea avrebbe affaticato troppo lo studio della letteratura. Non solo, nelle indicazioni bis si dice «dell’importanza che questo libro ha avuto nella storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese». E «proprio in ragione di tale importanza, è questo l’unico libro, oltre alla Commedia di Dante, la cui lettura sia (e debba restare) obbligatoria, in forma integrale o per ampi brani, nella scuola secondaria di secondo grado».

Ecco, Dante Alighieri: La Divina Commedia nella bozza di Indicazioni veniva trattata come un romanzo e ristretta al terzo e quarto anno, dopo aver già affrontato «qualche testo medievale», da leggere in classe con l’insegnante, giusto qualche canto da ogni cantica per averne “un’idea complessiva”. Niente da fare: la modifica non è passata. E così si torna alla Commedia distesa sui tre anni conclusivi del percorso di studi.

Ancora: per quanto riguarda la letteratura italiana il ministro ha fortemente voluto inserire «la viva raccomandazione» a leggere 6 libri al biennio, dunque almeno tre l’anno. Di autori, si leggeva nella bozza, «che di norma piacciono agli studenti»: Niccolò Ammaniti o George Orwell, ad esempio, oppure gialli, fantascienza, horror, le «strane storie» di Roald Dahl, saggi, testi teatrali, sceneggiature di film o serie tv.

La scuola pubblica è laica, come discende dalla Costituzione e sancito dalla Consulta, ma ai grandi poemi epici – Odissea ed Eneide, soprattutto –, in quanto «fondamento della civiltà europea», si affianca la lettura di pagine della Bibbia in quanto, si legge nelle Indicazioni, «grande codice della tradizione letteraria occidentale».

Capitolo filosofia: rispetto alla prima versione, è stata recuperata la dimensione cronologica dello studio della filosofia. Dunque Marx e Spinoza, esclusi da un elenco aggiunto al lavoro della sub-commissione dalla commissione-madre che coordina i lavori, rientrano in campo. Al tempo stesso, per appassionare di più gli studenti, sono stati previsti approfondimenti tematici sulla condizione delle donne o la democrazia, ad esempio.

Altra novità: nelle indicazioni di filosofie per l’ultimo anno viene introdotto, nel rispetto della libertà d’insegnamento, lo studio delle radici filosofiche della Costituzione, «attingendo eventualmente anche al dibattito sviluppatosi nell'Assemblea Costituente». Su libertà, famiglia, proprietà privata, sovranità popolare, separazione dei poteri, insomma, si studieranno anche i filosofi alle basi di quelle riflessioni. Un omaggio agli 80 anni della Repubblica italiana.

Storia: la centralità dell’Occidente non si tocca. Sia «per ragioni didattiche che storiografiche»: «l’impossibilità di trattare con pari profondità civiltà radicalmente diverse nello stesso arco di ore, il rilievo storico oggettivo dell’eredità occidentale in termini di statualità, metodo scientifico e diritti della persona, l'importanza della conoscenza delle radici della nostra civiltà per una cittadinanza consapevole». Contemporaneamente però si esplicita maggiormente rispetto alla bozza un confronto con «altre civiltà e i nuovi equilibri geopolitici mondiali».

Ultimo capitolo: la matematica. Come alla maturità 2026, le parole d’ordine sono meno astrazione e più realtà. Si partirà dunque dall’osservazione per arrivare alla teoria: il lago di Bracciano per spiegare le equazioni, il sisma del Friuli per l’energia, una partita a scopone per la probabilità.

Una novità strutturale significativa riguarda il quinto anno, in cui viene introdotto uno spazio dedicato a collegare la matematica ad altri ambiti del sapere – arte e filosofia, ad esempio – e agli interessi personali dello studente. Anche la fisica dovrà allacciarsi ad arte, storia, filosofia e comunicazione: «In un’epoca in cui comunicazione scientifica e fake news si intrecciano, la Fisica è chiamata a formare cittadini capaci di valutare criticamente dati e modelli su questioni come l’energia, l’ambiente e l’intelligenza artificiale», si legge nelle Indicazioni finali.

Già, l’’Intelligenza artificiale. Il suo studio critico, entrerà sia come materia sia come strumento per potenziare lo studio delle materie Stem.

Restano intatte anche altre novità: la relazione più stretta tra traduzione del testo, interpretazione e storia della letteratura in latino e greco; l’indipendenza della geografia che torna disciplina autonoma dalla storia; la centralità del patrimonio italiano – e in seconda battuta europeo – sia locale che nazionale nello studio della storia dell’arte. Orizzonte non esclusivo, ma certo predominante della nuova scuola targata Valditara.

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