Sono più al Nord e nelle periferie delle grandi città, ecco la mappa degli studenti stranieri
di Viola GiannoliC’è una mappa dell’Italia che racconta benissimo la geografia degli alunni stranieri in Italia: il Nord, dove ce ne sono di più, è rosso scuro. E il colore si attenuta man man che si viaggia verso Sud, tranne qualche zona a alta incidenza migratoria.
La premessa è che gli studenti con cittadinanza non italiana sono 931.323 su 8 milioni, cioè l’11,6% del totale, così distribuiti: il 13,7 per cento degli alunni della primaria. il 12,7 della scuola dell'infanzia, il 12,6 per cento delle medie e il 9 alle superiori. La maggior parte sono maschi (51,6% contro il 48,4%) nel primo ciclo di istruzione; il rapporto si inverte alle superiori dove le ragazze superano, seppure di poco, i ragazzi.
Oltre il 60% di tutti loro frequenta le scuole delle …
C’è una mappa dell’Italia che racconta benissimo la geografia degli alunni stranieri in Italia: il Nord, dove ce ne sono di più, è rosso scuro. E il colore si attenuta man man che si viaggia verso Sud, tranne qualche zona a alta incidenza migratoria.
La premessa è che gli studenti con cittadinanza non italiana sono 931.323 su 8 milioni, cioè l’11,6% del totale, così distribuiti: il 13,7 per cento degli alunni della primaria. il 12,7 della scuola dell'infanzia, il 12,6 per cento delle medie e il 9 alle superiori. La maggior parte sono maschi (51,6% contro il 48,4%) nel primo ciclo di istruzione; il rapporto si inverte alle superiori dove le ragazze superano, seppure di poco, i ragazzi.
Oltre il 60% di tutti loro frequenta le scuole delle regioni settentrionali. E qui si ha anche il numero più alto di scuole che a oggi sfora il tetto del limite del 30% alla presenza degli stranieri. In particolare il 38,3%, secondo i dati del sito del ministero dell’Istruzione del 2025, la maggior parte degli alunni senza cittadinanza italiana si trova nel Nord-Ovest e il 25,5% nel Nord-Est. Seguono il Centro con il 22%, il Sud, con il 10,1%, e le Isole, con il 4,1%.
L’ultimo rapporto Ismu che si riferisce ai dati dell’anno scolastico 2023/2024, racconta che un quarto dei ragazzini stranieri studia in Lombardia. Qui sono poco più di 236mila, ovvero il 25,4% del totale. Quattro anni fa erano 15mila in meno. Al secondo posto c’è l’Emilia-Romagna (112.839) con 8mila alunni di prima o seconda generazione in più, poi Veneto (94.669), il Lazio (80.051) e il Piemonte (78.039). All’estremo opposto, le regioni con meno di un punto percentuale del totale nazionale sono Valle d’Aosta, Molise, Basilicata e Sardegna.
Affinando la ricerca alle città è Milano quella con più alunni stranieri (79.039), subito prima di Roma (63.782) che registra il maggior aumento (4.300 in più), Torino (39.465) e Brescia (32.747).
La maggior parte è concentrata nelle periferie delle grandi città dove anche le case costano meno e, quando si parla di scuole superiori, negli istituti tecnici e professionali. Gli studenti con cittadinanza estera frequentano soprattutto gli istituti tecnici (40%, pari a 95mila iscritti), mentre gli italiani sono poco meno di un terzo. Inversa la situazione dei licei: il 52% dei italiani è iscritto lì, mentre i ragazzi stranieri che scelgono quegli indirizzi superiori sono meno di un terzo dei casi (31%).
Inferiori le presenze al sud, dove però è più alto il numero di minori non accompagnati: se è vero che anche in questo caso il numero maggiore si trova a Milano (oltre mille), al secondo posto si trova Catania con 745, poi Roma con 685.
Una mappa un po’ datata (relativa all’anno 2020) elaborata da OpenPolis sulla base dei dati ministeriali colorava di bordeaux la provincia di Prato: la prima in Italia per quota di studenti stranieri sul totale (28%). Seguiva Piacenza (23,5%). Ultima tra tutte Oristano (1,5%).
Non stupisce dunque che anche restringendo il campo alle scuole che superano la soglia del 30% di presenza di alunni con cittadinanza non italiana, secondo uno studio del 2023 del ministero dell’Istruzione, il primato resta al Nord. E in particolare di nuovo in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Liguria. I numeri però crollano vertiginosamente se si considerano i soli stranieri nati all'estero, quelli cioè che si presume abbiamo minore dimestichezza con l’italiano, che sarà il criterio fondamentale, più del passaporto per decidere se un alunno va considerato dentro o fuori dal tetto limite.
Di dove sono originari questi bambini e ragazzi che incontriamo nelle classi? Da circa 200 paesi differenti. Circa il 43% ha origini europee (con la prevalenza di Romania, Albania, Ucraina, Moldova). Per i cittadini Ue (nei casi appena citati dunque per i bambini romeni) il tetto limite del 30% non potrà essere applicato perché sono in tutto e per tutto equiparati a cittadini italiani. Andando avanti con le provenienze, il 32% è di origine africana (Marocco, Egitto, Tunisia, Nigeria, Senegal), circa il 20% di provenienza asiatica (Cina, India, Filippine, Pakistan, Bangladesh) e l’8,5% di origine latinoamericana (Perù, Ecuador). Così dicono i rapporti Idos del 2025.
Non è solo una curiosità perché, secondo i Report sulle comunità migranti in Italia de 2023, la distribuzione degli studenti per livello scolastico varia in relazione alla nazionalità. Le comunità filippina, ecuadoriana e peruviana – caratterizzate da bassi tassi di natalità, prevalenza femminile e forte inserimento nei servizi domestici – mostrano una maggiore presenza nella scuola secondaria di secondo grado. Viceversa, le collettività con elevati tassi di natalità e quote più ampie di minori (nigeriana, bangladese, indiana, pakistana, marocchina, egiziana) si concentrano prevalentemente nella scuola dell’infanzia e primaria.
Dei circa 931mila studenti stranieri quasi due terzi però (65,2%, pari a oltre 607mila bambini) sono nati in Italia: 11 anni fa erano poco più della metà (51,7%).