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Scuola, da 30 a 100 euro a aula: ecco i finanziamenti del ministero per condizionatori e ventilatori

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Assegnati i fondi a più di 6mila istituti: 3153,57 euro a ognuno. Ma alcuni hanno decine di classe e numerosi plessi
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A ciascuno la stessa cifra, indipendentemente dalla grandezza. E così c’è chi avrà 30 euro da investire in ogni classe e chi ne avrà un centinaio. Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato l’elenco dei beneficiari del finanziamento straordinario da quasi 20 milioni totali stanziati per il raffrescamento delle aule. Soldi messi a bando affinché le molte scuole senza condizionatori, e cioè 9 su 10, si dotassero di nuovi impianti o almeno di ventilatori.

Le scuole finanziate in tutta Italia sono 6.342, un numero alto se si considera che le istituzioni scolastiche statali in Italia, contate nell’anno scolastico 2024/2025 dal Mim sono 7.473 e che solo 12 candidature tra quelle arrivate sono risultate inammissibili. Le sedi sono però più di 40mila perché molte scuo…

A ciascuno la stessa cifra, indipendentemente dalla grandezza. E così c’è chi avrà 30 euro da investire in ogni classe e chi ne avrà un centinaio. Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato l’elenco dei beneficiari del finanziamento straordinario da quasi 20 milioni totali stanziati per il raffrescamento delle aule. Soldi messi a bando affinché le molte scuole senza condizionatori, e cioè 9 su 10, si dotassero di nuovi impianti o almeno di ventilatori.

Le scuole finanziate in tutta Italia sono 6.342, un numero alto se si considera che le istituzioni scolastiche statali in Italia, contate nell’anno scolastico 2024/2025 dal Mim sono 7.473 e che solo 12 candidature tra quelle arrivate sono risultate inammissibili. Le sedi sono però più di 40mila perché molte scuole contano più plessi.

A ciascun istituto spetta un contributo fisso pari a 3.153,57 euro. Al liceo Vittoria Colonna di Roma, per fare un esempio, che conta 37 classi, andranno dunque 85 euro ad aula. All’istituto Piazza di Palermo, invece, che di classi ne conta 93, finiranno meno di 34 euro ciascuna.

La Cgil aveva stimato, nel momento dell’annuncio dello stanziamento ministeriale, circa 57 euro a classe.

Non è detto che le scuole suddividano equamente il finanziamento: potrebbero ad esempio privilegiare le classi posizionate sotto al tetto o esposte al sole.

Il ministro Giuseppe Valditara ha ribadito che il grosso dell’intervento deve arrivare dagli enti locali, proprietari degli immobili scolastici. Si tratta molte volte delle amministrazioni comunali che faticano a reperire soldi per la manutenzione degli edifici.

Alle scuole beneficiarie, in ogni caso, verrà erogato un acconto del 70% (pari a 2.207,50 euro). Il saldo restante sarà corrisposto solo dopo la verifica e la convalida della rendicontazione finale. Per chi chiude i lavori entro il 2026, il saldo potrà arrivare nello stesso anno, compatibilmente con le risorse disponibili. In ogni caso il termine ultimo e perentorio per ultimare gli interventi e caricare la documentazione sulla piattaforma Monitor/Pimer è fissato al 31 marzo 2027. Le scuole inadempienti dovranno restituire tutta la somma ricevuta in acconto.

Dura la replica della parlamentare del Pd, Irene Manzi, capogruppo in commissione Istruzione e responsabile nazionale del partito per la scuola: «Non è un piano, è un'elemosina. Con queste somme non si installa un condizionatore, si compra a fatica un ventilatore. È la conferma di quanto abbiamo denunciato in Aula: risorse insufficienti, distribuite con il metodo del click day senza alcun criterio legato ai bisogni reali, e il solito scaricabarile sugli enti locali. Alla scuola non servono interventi spot, ma un piano strutturale e pluriennale di adattamento climatico degli edifici: efficientamento energetico, ventilazione, schermature, sicurezza e riqualificazione, con risorse stabili e un supporto tecnico concreto agli enti locali nella progettazione».

Il ministro Valditara aveva ricordato prima dell’avvio dell’anno scolastico di aver destinato 3,7 miliardi di fondi Pnrr all’efficientamento energetico.

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