Le “Aura battle” entrano a scuola. E arriva la prima circolare per fermarle
di Viola GiannoliImmaginate il cortile di una scuola e decine di studenti in cerchio, molti di loro hanno in mano uno smartphone.
Al centro dell’arena ci sono due ragazzi che uno dopo l’altro si sfidano in smorfie, pose, mosse e balletti simulando l’esultanza di Cristiano Ronaldo (il “Siuuuu” noto a chiunque abbia un figlio appassionato di calcio), il six seven (una specie di bilancia con i palmi delle mani all’insù eseguita anche da papa Leone XIV), il double biceps (mostrando i bicipiti in modo ironico), il mewing (silenzio assoluto indicandosi la mascella), il tornado Shot (una gragnola di pugni in avanti e verso l’alto) o la Michael Jackson (piroettando sulle punte).
La folla attorno ride, applaude, mugugna, esulta, filma e alla fine decreta il vincitore. Che corrisponde a chi raccoglie (in gergo, mutuato dai videogiochi, si dice “farma”) più immaginari punti “aura” che aumentano grazie a prestazioni riuscite, al carisma e allo stile della performance, ma anche al distacco non simulato, e calano d…
Immaginate il cortile di una scuola e decine di studenti in cerchio, molti di loro hanno in mano uno smartphone.
Al centro dell’arena ci sono due ragazzi che uno dopo l’altro si sfidano in smorfie, pose, mosse e balletti simulando l’esultanza di Cristiano Ronaldo (il “Siuuuu” noto a chiunque abbia un figlio appassionato di calcio), il six seven (una specie di bilancia con i palmi delle mani all’insù eseguita anche da papa Leone XIV), il double biceps (mostrando i bicipiti in modo ironico), il mewing (silenzio assoluto indicandosi la mascella), il tornado Shot (una gragnola di pugni in avanti e verso l’alto) o la Michael Jackson (piroettando sulle punte).
La folla attorno ride, applaude, mugugna, esulta, filma e alla fine decreta il vincitore. Che corrisponde a chi raccoglie (in gergo, mutuato dai videogiochi, si dice “farma”) più immaginari punti “aura” che aumentano grazie a prestazioni riuscite, al carisma e allo stile della performance, ma anche al distacco non simulato, e calano davanti a figuracce, esibizioni poco riuscite, timidezze. Col rischio che la loro diffusione, nata con intento spiritoso, diventi il pretesto per prese in giro, emarginazione, cyberbullismo.
America Latina: tra i giovani spopolano le aura battles, le sfide per dimostrare chi ha più carisma
Le “aura battle”, sfide a due di mosse assurde, pose iconiche, passi di danza, acrobazie, sono arrivate nelle scuole italiane. Nipoti delle gare di break dance a colpi di rap e freestyle, prese in prestito dall’America Latina, spopolate in mezza Europa (in Spagna anche i docenti si esibiscono, in Francia sono comparse pure tra le barricate della rivolta studentesca), hanno prima preso vita nelle piazze (quella del Duomo a Milano, ad esempio, e poi Rozzano, Torino, Centocelle a Roma). Fino a spuntare anche nei cortili o sotto i portici degli istituti radunando all’entrata, all’uscita o a ricreazione decine di studenti e studentesse.
Con loro è arrivata però anche la prima circolare che le limita. Il 29 settembre, poche ore dopo una mega “aura battle”, all’Istituto tecnico statale Cesare Battisti di Salò (Brescia) la dirigente ha firmato una circolare, pubblicata dalla pagina Instagram Superiori bresciane che ne ha verificato la veridicità. Nella nota, che ha per oggetto “Assembramenti all’interno del cortile”, si legge che «per motivi di sicurezza e per garantire una adeguata sorveglianza è vietato agli studenti creare assembramenti all’interno del cortile durante la pausa ricreativa».
«In caso di inosservanza del divieto – è scritto ancora – si renderà necessario interdire l’accesso al cortile».