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Il figlio di Pievani fa la maturità, il padre è una delle tracce: il caso incredibile

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Il saggista è tra i temi proposti ai maturandi, ma confessa: “Sarebbe imbarazzante per lui portare all’esame un mio testo”
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Tra i 524.415 studenti alla prova con l’esame di maturità c’è anche il figlio del filosofo Telmo Pievani. Non ci sarebbe nulla di particolare, non fosse che proprio quest’anno il ministero ha scelto proprio un testo del saggista per le tracce della prova di italiano. Si tratta di un estratto dal suo “Un quarto d'era (geologica) di celebrità", pubblicato sulla rivista trimestrale "Sotto il Vulcano", che invita a riflettere sul peso dell’impatto umano sul pianeta.

“Sono molto contento che sia finito tra le tracce, è stato del tutto inaspettato. Ma spero che mio figlio non mi scelga” confessa a Repubblica l’autore. “Di sicuro per osmosi avrà appreso molto – sorride –, ma credo che per lui sarebbe imbarazzante portare all’esame un mio testo. Probabilmente sceglierà un tema di attualità o di politica, i temi di cui si interessa di più”.

Il testo di Pievani, invece, chiede ai ragazzi di interrogarsi su quello che lui definisce “un concetto d’umiltà evoluzionistica”: “Siamo appena …

Tra i 524.415 studenti alla prova con l’esame di maturità c’è anche il figlio del filosofo Telmo Pievani. Non ci sarebbe nulla di particolare, non fosse che proprio quest’anno il ministero ha scelto proprio un testo del saggista per le tracce della prova di italiano. Si tratta di un estratto dal suo “Un quarto d'era (geologica) di celebrità", pubblicato sulla rivista trimestrale "Sotto il Vulcano", che invita a riflettere sul peso dell’impatto umano sul pianeta.

“Sono molto contento che sia finito tra le tracce, è stato del tutto inaspettato. Ma spero che mio figlio non mi scelga” confessa a Repubblica l’autore. “Di sicuro per osmosi avrà appreso molto – sorride –, ma credo che per lui sarebbe imbarazzante portare all’esame un mio testo. Probabilmente sceglierà un tema di attualità o di politica, i temi di cui si interessa di più”.

Il testo di Pievani, invece, chiede ai ragazzi di interrogarsi su quello che lui definisce “un concetto d’umiltà evoluzionistica”: “Siamo appena arrivati su questo mondo – spiega il filosofo -, non siamo indispensabili. Se si allarga lo sguardo ci si accorge dell’enorme debito lasciato alle nuove generazioni: un pianeta impoverito e privato della sua biodiversità”.

Per questo, ammette il saggista, “Sarei molto curioso di leggere gli scritti degli altri ragazzi: mi piacerebbe se qualcuno di loro me li mandasse”.

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