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“Un cielo stellato sul deserto dorato. Questa matematica la immagino così”: i “disegni” di ChatGpt

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Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale di OpenAi di “interpretare” visivamente i problema della maturità. Il risultato è questo: interessante, sì, ma anche un po’ freddo e deludente
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Le intelligenze artificiali sono sempre più al centro della nostra vita. E negli ultimi mesi ha preso piede anche la generazione di immagini attraverso questi modelli. E mentre sappiamo che le allucinazioni sono dietro l’angolo e non è detto che le soluzioni fornite siano corrette – vedere cosa produce l’immaginazione (sì, lo sappiamo che è scorretto chiamarla così) di un motore generativo di immagini ancora ci incuriosisce. Abbiamo dato quindi a ChatGpt i compiti di matematica della maturità e gli abbiamo chiesto di generare delle sintografie ispirate ai due problemi. E lui (lei? esso?) prima di farlo ci ha spiegato cosa avrebbe fatto.

Ecco la sintografia ispirata al seconda problema.

E la sua spiegazione.

Ecco invece la sintografia sul primo problema, di cui però non ha spiegato il perché.

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Le intelligenze artificiali sono sempre più al centro della nostra vita. E negli ultimi mesi ha preso piede anche la generazione di immagini attraverso questi modelli. E mentre sappiamo che le allucinazioni sono dietro l’angolo e non è detto che le soluzioni fornite siano corrette – vedere cosa produce l’immaginazione (sì, lo sappiamo che è scorretto chiamarla così) di un motore generativo di immagini ancora ci incuriosisce. Abbiamo dato quindi a ChatGpt i compiti di matematica della maturità e gli abbiamo chiesto di generare delle sintografie ispirate ai due problemi. E lui (lei? esso?) prima di farlo ci ha spiegato cosa avrebbe fatto.

Ecco la sintografia ispirata al seconda problema.

E la sua spiegazione.

Ecco invece la sintografia sul primo problema, di cui però non ha spiegato il perché.

Se dobbiamo dirlo, ci ha sorpreso al parte sui colori mentre ci aspettavamo – ma magari siamo noi in fallo – meno precisione nel disegno matematico e qualcosa di più evocativo. Ma il motore matematico ha avuto il sopravvento.

Post scriptum – Abbiamo insistito a lungo, chiedendo di rinunciare alla geometria e lasciarsi andare alla suggestione. Lui/lei/esso ha ammesso di essere in difficoltà: “Hai ragione — è difficile rinunciare del tutto alla geometria quando l’immaginario nasce da un problema che vive di figure. Ma ci provo ancora, seguendo davvero solo la suggestione”. Questo è il massimo di cui è stato capace per il primo problema.

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