Maturità, i consigli dell’esperta per l’orale: “Studiare a voce alta e sguardo ai commissari”
di Giulia D'AleoQuando lo scoglio delle prime due prove è stato ormai superato, ecco che si avvicina subito il successivo e persino più temuto. Perché da lunedì, 524.415 studenti e studentesse di tutta Italia si confronteranno con l’esame orale, ultimo appuntamento con la maturità. Se il vantaggio maggiore, anche stavolta, lo dà lo studio, in questa fase non è tutto. Mani che sudano, voce rotta dall’ansia: come presentarsi al meglio davanti alla commissione? “Esistono esercizi semplici e molto efficaci – suggerisce Beatrice Gregorini, attrice e direttrice del Laboratorio centro voce, dove insegna dizione e public speaking –. Perlopiù ‘rubati’ al teatro”
Quali sono?
“Il primo è fondamentale: studiare a voce alta, mai a mente. Da un lato velocizza l’apprendimento e la memorizzazione. Ma dà anche una mano enorme a gestire l’emotività”.
Meglio da soli o di fronte a qualcuno?
“Ripetere a qualcun altro permette di rompere il ghiaccio con la prova vera e propria. Suggerisco di farlo in piedi, anche se l’esa…
Quando lo scoglio delle prime due prove è stato ormai superato, ecco che si avvicina subito il successivo e persino più temuto. Perché da lunedì, 524.415 studenti e studentesse di tutta Italia si confronteranno con l’esame orale, ultimo appuntamento con la maturità. Se il vantaggio maggiore, anche stavolta, lo dà lo studio, in questa fase non è tutto. Mani che sudano, voce rotta dall’ansia: come presentarsi al meglio davanti alla commissione? “Esistono esercizi semplici e molto efficaci – suggerisce Beatrice Gregorini, attrice e direttrice del Laboratorio centro voce, dove insegna dizione e public speaking –. Perlopiù ‘rubati’ al teatro”
Quali sono?
“Il primo è fondamentale: studiare a voce alta, mai a mente. Da un lato velocizza l’apprendimento e la memorizzazione. Ma dà anche una mano enorme a gestire l’emotività”.
Meglio da soli o di fronte a qualcuno?
“Ripetere a qualcun altro permette di rompere il ghiaccio con la prova vera e propria. Suggerisco di farlo in piedi, anche se l’esame si svolgerà da seduti: così ci si potrà esercitare a tirar fuori la voce. Sembra secondario, ma trasmette sicurezza e aiuta a gestire l’emotività”.
E per i più ansiosi?
“Lo sguardo è fondamentale. L’ansia ci spingerebbe a tenere la testa bassa, ma è importante allenarsi a guardare negli occhi i propri interlocutori. Ma più di tutto è centrale l’esposizione: lenta e chiara. Non solo dà l’impressione di una conversazione naturale, ma tranquillizza anche chi sostiene l’esame. Parlare troppo velocemente, al contrario, accelera il respiro e rischia di agitare ancora di più”.
Come allenarsi a farlo?
“Stringere tra una matita tra i denti e leggere ogni giorno una pagina a voce alta, cercando di risultare comprensibili. È un esercizio che fa miracoli per l’articolazione, viene usato anche dagli attori. Scioglie i muscoli facciali che intervengono nella fonazione e rende il parlato più fluido e rilassato”.
E contro la paura della scena muta?
“Se si è nel panico l’importante è non farlo trapelare. Di fronte a un argomento su cui non si è preparati bisognerebbe cercare di prendere tempo. Un trucco è quello di ripetere la domanda, così da rifletterci nel frattempo. Aiuta anche a concentrarsi sul pensiero e a controllare l’ansia”.
Qual è invece la postura più adatta?
“Mai stare ricurvi: un bel respiro, postura frontale e sguardo ai commissari. E poi la parte più complicata di parlare davanti a un pubblico è capire cosa fare con le mani. Gesticolare può accompagnare la parola e facilitarla, ma bisogna fare attenzione a non muoversi troppo. In generale la comunicazione verbale è quella che frega di più, per questo può essere utile esercitarsi anche sull’ingresso in aula e sui saluti finali”.
Come ci si presenta alla commissione?
“Se c’è la possibilità di una stretta di mano, quello è un ottimo inizio: è sinonimo di educazione e aiuta a entrare subito in connessione con l’altro”.