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Maturità 2026: per la prima prova sette tracce, sei ore e la paura di non avere niente da dire

Giovedì 18 giugno oltre mezzo milione di studenti affronteranno la prima prova scritta. Daniele Coluzzi: “Vogliamo vedere opinioni difese con passione, non temi tiepidi per compiacere”
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Fogli protocollo timbrati, una penna di scorta e il dizionario di italiano. È con questo armamentario essenziale che oltre mezzo milione di studenti italiani giovedì 18 giugno inaugurerà la Maturità 2026. Alle 8.30 in punto, nelle aule di tutta Italia, le commissioni apriranno i plichi con le tracce della prima prova scritta. La stessa, identica, per ogni istituto e indirizzo: classico o professionale, linguistico o scientifico. Sei ore per dimostrare non solo di conoscere la grammatica, ma di saper pensare, argomentare, interpretare.

Le tracce: sette proposte, una scelta

Le scelte sono sette, articolate in tre tipologie e custodite fino alla mattina stessa del compito. La tipologia A, spesso la più amata dai liceali classici, è l’analisi del testo: due brani, uno in prosa e uno i…

Fogli protocollo timbrati, una penna di scorta e il dizionario di italiano. È con questo armamentario essenziale che oltre mezzo milione di studenti italiani giovedì 18 giugno inaugurerà la Maturità 2026. Alle 8.30 in punto, nelle aule di tutta Italia, le commissioni apriranno i plichi con le tracce della prima prova scritta. La stessa, identica, per ogni istituto e indirizzo: classico o professionale, linguistico o scientifico. Sei ore per dimostrare non solo di conoscere la grammatica, ma di saper pensare, argomentare, interpretare.

Le tracce: sette proposte, una scelta

Le scelte sono sette, articolate in tre tipologie e custodite fino alla mattina stessa del compito. La tipologia A, spesso la più amata dai liceali classici, è l’analisi del testo: due brani, uno in prosa e uno in poesia, tratti da autori italiani dall’Unità d’Italia a oggi. Il candidato dovrà muoversi attraverso tre passaggi distinti: comprensione, analisi (stile, forma, struttura narrativa), interpretazione e approfondimento.

«Un primo errore di valutazione», spiega Daniele Coluzzi, professore di lettere e divulgatore culturale, «è quello di saltare a priori un autore solo perché non trattato durante l’anno. Ma la traccia A non è un tema di letteratura. Serve a dimostrare la capacità di capire e argomentare un testo, per poi collegarlo con altri autori, altri periodi storici».

Daniele Coluzzi, professore di lettere e divulgatore culturale 

La seconda tipologia (la B)è il tema argomentativo. Tre tracce, di cui una obbligatoriamente di ambito storico, dove si parte da un brano o un estratto e si costruisce un ragionamento, difendendo una tesi. La tipologia C, infine, è il tema di attualità: due tracce e un argomento contemporaneo su cui esprimersi anche attingendo a esperienze personali.

Gli spunti possono spaziare dall’arte alle scienze, dall’economia alla geopolitica. Quest’anno, secondo un sondaggio di Skuola.net condotto su mille studenti, nel toto scommesse figurano l’ottantesimo anniversario del Referendum istituzionale e della Costituente, e l’Intelligenza artificiale.

Il consiglio del Ministero: non buttarsi a scrivere

Nelle ultime ore il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato un video rivolto ai maturandi, in cui Flaminia Giorda, coordinatrice nazionale del Servizio ispettivo e della Struttura tecnica degli Esami di Stato, fornisce indicazioni pratiche. Il messaggio centrale è chiaro: non iniziare a scrivere subito. «Prendetevi il giusto tempo per esaminare tutte le proposte», raccomanda Giorda agli studenti, «e scegliete quella in cui siete convinti di fare il meglio». Prima la lettura attenta di tutte e sette le tracce (almeno trenta, quarantacinque minuti), poi la scaletta. «Non è una perdita di tempo», insiste la coordinatrice: «vi farà guadagnare altro tempo dopo». Due o tre ore per la stesura vera e propria, e almeno mezz’ora finale per la rilettura, che è il momento in cui si scovano i refusi, le ripetizioni e gli errori di distrazione.

Il punteggio e cosa valuta la commissione

La prima prova di italiano vale fino a 20 punti, che si sommano ai crediti scolastici e ai risultati delle altre prove per determinare il voto finale su cento. La commissione valuta tre elementi principali. La coerenza e la coesione del testo: le idee sono organizzate? il ragionamento regge? Poi la correttezza grammaticale e la ricchezza del lessico. E infine la qualità del pensiero critico e la pertinenza dei riferimenti culturali. Non esistono limiti ministeriali sulla lunghezza ma il buonsenso, e i docenti suggeriscono tra le quattro e le sei colonne di foglio protocollo.

«Esorterei i ragazzi – continua Coluzzi – a non scrivere pensando cosa i professori vorrebbero sentirsi dire. Si rischia di scrivere temi tiepidi, senza personalità. Per noi è importante valutare il livello di maturità. E quello è possibile solo facendo trasparire la propria opinione, difesa con passione ed entusiasmo».

C’è però un problema a monte, che riguarda chi le tracce le prepara. «Mi spiace che sia stato rimosso il saggio breve. Era una traccia in cui c’era lo spazio per tenere insieme la complessità del tutto. Vorrei vedere proposte più impegnative. Per la tipologia A, per esempio, testi di autrici: Grazia Deledda (quest’anno ricorre il centenario del premio Nobel), Elsa Morante, Alda Merini. Perché la proposta di voci femminili non è forma, è sostanza. E poi tracce di attualità trattate con coraggio: per gli 80 anni dalla nascita della Repubblica, al posto di far raccontare ai ragazzi cos’è successo il 2 giugno, chiediamo loro di riflettere sugli articoli della Repubblica che ancora oggi non sono pienamente realizzati: la parità di genere, la questione lavorativa, il precariato».

Cosa portare (e cosa lasciare a casa)

Al banco della prima prova sono obbligatorie penne a sufficienza – nere, di scorta – e un documento d’identità valido, senza il quale non si viene ammessi. Il dizionario di italiano è consentito. Mentre quello dei sinonimi e contrari è vietato. Per i candidati di madrelingua non italiana è consentito il dizionario bilingue. I fogli protocollo, timbrati, li distribuisce la scuola. Smartphone, smartwatch, tablet e auricolari sono categoricamente esclusi: chi viene sorpreso con un dispositivo connesso alla rete o in grado di archiviare file viene escluso dall’intero esame. E nessuno potrà alzarsi prima che siano trascorse tre ore dall’inizio.

«I ragazzi sono profondamente scontenti» di come l’esame è organizzato, confida Coluzzi, «perché non hanno modo di dire quello che pensano davvero. Non hanno modo di mettersi alla prova. Sono terrorizzati all’idea di non avere nulla da dire, se non banalità». Giovedì mattina, alle 8.30, avranno sei ore per dimostrare il contrario.

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