Latino alla Maturità, i consigli per affrontare la prova. “Non buttatevi subito sulla traduzione”
di Emanuela Giampaoli“Portatevi anche i peluche, metteteli sul banco, se servono, e pure i cornini rossi, tutto quello che aiuta a sconfiggere il vero nemico: l’ansia, che fa incrociare gli occhi e chiude il cervello”. È questo il primo consiglio, seppur poco ortodosso, di Angela Giardino, che insegna latino (e italiano) al liceo classico Minghetti di Bologna.
Poi arrivano anche i suggerimenti più mirati a come si affronta la prova di latino, che quest’anno tocca al classico: “Raccomando sempre di leggere bene il pretesto e il post-testo, ovvero quelle righe che precedono e proseguono la parte da tradurre. Da qualche anno la versione viene proposta anche con qualche frase che precede e prosegue con il testo a fronte in italiano. Servono per collocare il contesto della versione e sono fondamentali, ma gli studenti tendono a prestargli poca attenzione, a buttarsi subito sul dizionario, mentre quelle righe consentono di capire di cosa si stia parlando. E pure le tre domande che completano la prova possono of…
“Portatevi anche i peluche, metteteli sul banco, se servono, e pure i cornini rossi, tutto quello che aiuta a sconfiggere il vero nemico: l’ansia, che fa incrociare gli occhi e chiude il cervello”. È questo il primo consiglio, seppur poco ortodosso, di Angela Giardino, che insegna latino (e italiano) al liceo classico Minghetti di Bologna.
Poi arrivano anche i suggerimenti più mirati a come si affronta la prova di latino, che quest’anno tocca al classico: “Raccomando sempre di leggere bene il pretesto e il post-testo, ovvero quelle righe che precedono e proseguono la parte da tradurre. Da qualche anno la versione viene proposta anche con qualche frase che precede e prosegue con il testo a fronte in italiano. Servono per collocare il contesto della versione e sono fondamentali, ma gli studenti tendono a prestargli poca attenzione, a buttarsi subito sul dizionario, mentre quelle righe consentono di capire di cosa si stia parlando. E pure le tre domande che completano la prova possono offrire indicazioni sulla parte da tradurre, quindi dare una sbirciata anche alle questioni poste può essere di qualche aiuto. Hanno sei ore per realizzare la prova, ritagliarsi una ventina di minuti per orientarsi ha molta importanza per me”.
L’autore
Altra informazione è quella relativa all’autore. “Se è noto si possono ottenere indicazioni stilistiche – osserva la prof. - Negli ultimi scritti di latino della Maturità c’è stata una prevalenza di testi di Tacito, Seneca, Quintiliano e pure Cicerone, il più classico degli autori. Tra questi di solito i ragazzi si trovano meglio, diciamo così, con Seneca, e dunque auguriamoci sia l’autore del “De brevitate vitae”. Tacito racconta la storia e se non si conosce l’episodio specifico si rischia l’abbaglio, anche perché usa costruzioni sintattiche piuttosto ardite”.
Verbi e congiunzioni
Ma non è ancora tempo di aprire il dizionario, il terzo suggerimento è infatti “tornare alla quarta ginnasio. Ovvero guardare i nuclei fondamentali della frase. Prima di tutto i verbi: dicono quale tipo di soggetto vada cercato, se singolare o plurale. Poi si passa a cercare ed esaminare le congiunzioni perché mostrano la struttura della frase. Prima di tradurre, conviene dunque fare ipotesi, possibilmente sensate. Uno dei più gravi errori è quello di guardare le prime lettere, che in effetti indicano la famiglia, ma se non si presta attenzione alla fine della parola, alla desinenza, si rischiano errori madornali. Lo dico in italiano: cavallo, cavalieri e cavalleria hanno tutti la stessa radice, ma si comprende bene che hanno significati molto diversi. Il rischio è quello”.
L’uso del dizionario
Quando finalmente si passa al dizionario “che è il più grande alleato degli studenti ma bisogna guardarlo bene, riporta moltissime frasi fatte e quasi tutte le costruzioni strane. Il tempo c’è. Se abbiamo impiegato anche un’ora per analisi del testo, in due ore e mezza si può fare una prima “buttata” della traduzione, un’ora si può riservare per i punti eventualmente oscuri, in 4 ore si finisce. Resta un’ora per le domande che valgono 4 punti su 20 e quindi possono fare la differenza, poi la bella copia”.
Grafia e dubbi fuorvianti
Su quest’ultimo punto la prof. dà una dritta diplomatica: “Una grafia leggibile ben dispone, si può anche valutare di usare lo stampato maiuscolo se si scrive a zampa di gallina”. Poi dice, “inutile covarsi la versione, prendetevi tutto il tempo, ma poi tenerla fino all’ultimissimo se si ha finito può suscitare anche dubbi fuorvianti”.
L’ultima banale ma mai scontata cosa da non dimenticare è: “Mai copiare, soprattutto dal telefono, si rischia molto più la bocciatura che con un brutto voto nella versione”.