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Maturità, i consigli per l’orale. La prof: “Ecco come presentarsi al meglio”

(ansa) 

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Da martedì 23 giugno a esaminare gli studenti e le studentesse sarà una commissione di cinque membri: tre esterni e due interni. Solo quattro materie e bocciatura per chi fa scena muta
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Fine dell’orale “all inclusive”. Archiviate le prove scritte, per i maturandi del 2026 è arrivato il momento dell’ultimo scoglio: il colloquio. Che quest’anno, per la prima volta, si presenta con una veste completamente nuova. Niente più tesina, come accadeva prima della riforma Fedeli (2017), e addio anche al percorso interdisciplinare costruito a partire dagli spunti estratti dalle buste. Da quest’anno l’esame orale cambia pelle: al centro ci saranno soltanto quattro materie, indicate dal ministero già a gennaio.

Due coincidono con quelle delle prove scritte, le altre due vengono scelte ogni anno dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: al classico, per esempio, ci sono matematica e storia; allo scientifico storia e scienze. Una rivoluzione che segna la fi…

Fine dell’orale “all inclusive”. Archiviate le prove scritte, per i maturandi del 2026 è arrivato il momento dell’ultimo scoglio: il colloquio. Che quest’anno, per la prima volta, si presenta con una veste completamente nuova. Niente più tesina, come accadeva prima della riforma Fedeli (2017), e addio anche al percorso interdisciplinare costruito a partire dagli spunti estratti dalle buste. Da quest’anno l’esame orale cambia pelle: al centro ci saranno soltanto quattro materie, indicate dal ministero già a gennaio.

Due coincidono con quelle delle prove scritte, le altre due vengono scelte ogni anno dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: al classico, per esempio, ci sono matematica e storia; allo scientifico storia e scienze. Una rivoluzione che segna la fine del colloquio esteso a tutte le discipline dell’ultimo anno e che riporta la maturità a un modello più selettivo, più vicino a quello conosciuto dai genitori degli attuali studenti.

Qui le materie per ogni indirizzo di studio

Il consiglio della dirigente: “Importante porsi bene”

Ma come arrivare preparati all’appuntamento? Per Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio e dirigente scolastica dell’istituto Galileo Galilei di Roma, oltre allo studio conta molto l’atteggiamento con cui ci si presenta davanti alla commissione: ”È importante porsi bene, gestire soprattutto l’emozione", spiega. Perché "anche dal proprio controllo la commissione valuta e apprezza il raggiungimento degli obiettivi".Lo studio resta naturalmente alla base, dunque, ma non è l’unico elemento da curare. "È fondamentale, sì, aver studiato e conoscere le grandi linee di ogni argomento, ma anche presentarsi al meglio, sottolineare i miglioramenti del proprio percorso di formazione e i punti che hanno interessato maggiormente lo studente o la studentessa", aggiunge Costarelli. Perché, anche nella nuova maturità, il colloquio non serve soltanto a verificare quanto si sa, ma anche a raccontare il percorso compiuto negli anni di scuola.

La commissione ora è di cinque membri

Gli studenti e le studentesse svolgeranno la prova orale in un’aula davanti a una commissione che rispetto agli altri anni è diventata più snella: fino allo scorso anno, infatti, i membri erano sette. Ora sono cinque: un presidente esterno – solitamente un preside o un insegnante con molti anni di servizio alle spalle - due insegnanti esterni e due interni.

Chi fa scena muta rischia la bocciatura

Una delle novità più rilevanti riguarda anche il valore attribuito al colloquio. L’orale è infatti considerato una prova essenziale del percorso di valutazione e non può essere saltato senza conseguenze. Le nuove disposizioni sono state introdotte anche alla luce delle polemiche emerse lo scorso anno, quando alcuni studenti scelsero volontariamente la "scena muta" come forma di protesta contro un esame ritenuto da loro ormai poco efficace come strumento educativo. Dal 2026, però, chi rifiuta deliberatamente di sostenere il colloquio rischia la bocciatura: l’esame di Stato è considerato valido soltanto se il candidato affronta tutte e tre le prove previste. Restano naturalmente esclusi i casi legati a situazioni di forte ansia o panico durante l’esame.

Ecco quanto vale l’orale

Il colloquio può valere fino a 20 punti, attribuiti sulla base di una griglia nazionale uguale per tutti. La commissione valuta l’acquisizione dei contenuti e dei metodi delle quattro discipline oggetto dell’orale, la capacità di utilizzare e rielaborare le conoscenze apprese, la padronanza lessicale — anche con riferimento al linguaggio tecnico e specifico delle materie — e la capacità di sviluppare argomentazioni critiche e personali. Tra gli indicatori figura inoltre il grado di maturazione raggiunto dallo studente, misurato attraverso autonomia, senso di responsabilità e consapevolezza del proprio percorso formativo.

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