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Tra clima, mercato e innovazione: così nascono le nuove professioni dell’agroalimentare

Tra clima, mercato e innovazione: così nascono le nuove professioni dell’agroalimentare

Agricoltura di precisione, sicurezza alimentare, tracciabilità digitale, gestione sostenibile di acqua e suolo: gli istituti tecnologici superiori formano le figure specializzate che le imprese cercano. In Puglia i numeri di un modello che funziona

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Mappare lo stress idrico di un uliveto, interpretare i dati dei sensori in una serra, tracciare una partita di grano dal campo allo scaffale: il sistema agroalimentare italiano cambia mestieri più in fretta di quanto riesca a formarli. Secondo Excelsior-Unioncamere, nel 2025 oltre il 45% delle imprese ha segnalato difficoltà di assunzione, contro il 26% del 2019. A spingere il cambiamento sono due forze che agiscono insieme.

Il cambiamento climatico impone di ripensare irrigazione, calendari colturali, difesa delle piante e uso del suolo. Il mercato chiede tracciabilità, certificazioni, sostenibilità documentata e capacità di stare sui canali internazionali.

Una parte della risposta si sta costruendo negli ITS Academy, istituti di formazione terziaria professionalizzante che dopo il diploma preparano in due anni tecnici superiori.

I numeri delle Fondazioni agroalimentari

Il Monitoraggio nazionale ITS Academy 2026, realizzato da INDIRE per il Ministero dell’Istruzione e del Merito sui percorsi conclusi nel 2024, conta 115 Fondazioni, 506 percorsi, 13.195 iscritti e 9.991 diplomati. L’80% dei diplomati ha trovato lavoro entro 12 mesi e, in oltre nove casi su dieci, un impiego coerente con gli studi. Le Fondazioni dell’area agroalimentare sono 24. Con 53 percorsi, il Sistema agroalimentare vale il 10,5% dell’offerta nazionale ed è la quinta area tecnologica.

Sei figure per una filiera che cambia

La riforma degli ITS Academy ha definito le figure nazionali di riferimento. Per l’agroalimentare sono sei, e descrivono un comparto che è ormai insieme campo, laboratorio, stabilimento e mercato.

Sono professioni che dieci anni fa erano sconosciute: come il tecnico per la gestione e l’innovazione nelle produzioni primarie, che lavora con sensori, droni e dati di campo per governare irrigazione, fertilizzazione e difesa delle colture. Oppure il tecnico per la trasformazione dei prodotti tradizionali e innovativi per caseifici, frantoi e cantine dove l’automazione rinnova i processi e preserva l’identità del prodotto. O il tecnico per i controlli e le certificazioni, che si occupa di analisi di laboratorio, sicurezza alimentare, sistemi qualità e tracciabilità.

Sul versante del mercato si forma chi valorizza e promuove le produzioni e cura le strategie di marketing, comunicazione dell’origine, marchi di qualità e internazionalizzazione. A questo si affianca il tecnico per la gestione delle imprese di filiera, esperto di organizzazione, logistica, supply chain, approvvigionamento e trading delle materie prime agricole. Chiude il quadro il tecnico per la bioeconomia, chiamato a gestire economia circolare, recupero dei sottoprodotti e uso sostenibile di acqua, suolo ed energia.

La rete AgrITS e il caso Puglia

Le Fondazioni del comparto, riunite nella rete nazionale AgrITS, promuovono “Filiere di Futuro”, partenariato tra ITS Academy AgriPuglia, l’ITS Academy Agroalimentare Teramo e l’Istituto Tecnico Superiore Filiera Agroalimentare della Sardegna, nell’ambito della Missione 4 del PNRR.

«Orientare significa far conoscere ai giovani le opportunità concrete dell’agroalimentare – sottolinea Enrica Salvatore, presidente dell’ITS Academy Agroalimentare Teramo – I nostri percorsi spaziano dall’innovazione della produzione all’agricoltura di precisione e alle tecnologie 4.0 utilizzate dalle imprese più innovative, fino all’economia e al marketing, formando figure capaci di affiancare i manager nella gestione aziendale».

Il sistema ITS pugliese, considerato nel suo insieme e in tutte le aree tecnologiche, è terzo in Italia per numero di percorsi (42) e primo nel Mezzogiorno, unica regione del Sud sopra la media nazionale nell’indice di qualità (7,8 punti contro 7,6); i suoi ITS coinvolgono in media oltre cento imprese ciascuno, cinque volte la media nazionale. In questo quadro opera la Fondazione ITS Academy AgriPuglia – Agribusiness School di Locorotondo, l’unica dedicata all’agroalimentare in regione. In quindici anni ha attivato 75 corsi e diplomato 834 tecnici, con l’87% di occupati a un anno (dati della Fondazione).

«Per continuare a innovare serve personale specializzato, e nessuna azienda può più permettersi di formare un tecnico da zero in due o tre anni», afferma Francesco Casillo, presidente della Fondazione. Per il biennio 2026-2028, Fondazione ITS Academy AgriPuglia propone 11 corsi gratuiti da 1.800 ore, di cui 1.000 in azienda dal primo anno, attivabili anche in apprendistato di alta formazione, con sedi da Foggia a Palagiano. Le iscrizioni sono prorogate al 9 novembre: si può prenotare una call gratuita con un orientatore su filieredelfuturo.it.

Progetto realizzato nell’ambito del PNRR Missione 4 – Componente 1 – Investimento 1.5 «Sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria (ITS)». Progetto denominato «Filiere di Futuro – Orientare al lavoro attraverso l’incontro tra ITS Academy, imprese, famiglie e territori», codice M4C1I1.5-2026-1725-P-63886, CUP E14D25005320006.