'Hanna', la serie da vedere in compagnia di Stephen King
di ANTONIO DIPOLLINA
La seconda stagione ha appena debuttato su Amazon Prime Video. E lo scrittore in un tweet la definisce "eccellente"
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Hanna, seconda stagione, su Amazon Prime Video. La prima era filata via molto bene, in origine c’era il film del 2011, al centro di tutto la ragazza-ninja di nome Hanna, sperduta con il padre, o qualcuno che ne fa le veci, in una foresta della Polonia. Lui che ha addestrato lei fin da bambina, combattimento, arti marziali, sopravvivenza, libri. Era per sfuggire a un terribile programma di modificazione genetica ordito dalla Cia. Finché tocca scappare, attraverso l’Europa, con la Cia alle calcagna e una agente cacciatrice che però forse è buona. E fermiamoci qui.
Arriva appunto la seconda stagione, da pochi giorni. Un episodio, due episodi e poi il dubbio: è cambiato molto, nella trama e nei toni, il padre guerriero non c’è più, la foresta è lontana, qui e là non si riescono a ricollegare pezzi di trama, almeno questa è l’impress…
Hanna, seconda stagione, su Amazon Prime Video. La prima era filata via molto bene, in origine c’era il film del 2011, al centro di tutto la ragazza-ninja di nome Hanna, sperduta con il padre, o qualcuno che ne fa le veci, in una foresta della Polonia. Lui che ha addestrato lei fin da bambina, combattimento, arti marziali, sopravvivenza, libri. Era per sfuggire a un terribile programma di modificazione genetica ordito dalla Cia. Finché tocca scappare, attraverso l’Europa, con la Cia alle calcagna e una agente cacciatrice che però forse è buona. E fermiamoci qui.
Arriva appunto la seconda stagione, da pochi giorni. Un episodio, due episodi e poi il dubbio: è cambiato molto, nella trama e nei toni, il padre guerriero non c’è più, la foresta è lontana, qui e là non si riescono a ricollegare pezzi di trama, almeno questa è l’impressione. E quindi, come sarà davvero questa seconda stagione? Poi la mattina dopo, la rivelazione. Su Twitter, l’account è quello di Stephen King, non esattamente uno che passa per caso. Scrive così: “La prima stagione di Hanna è stata molto buona. La stagione 2 è eccellente. Ci sono alcuni (pochissimi) buchi nella trama, ma la storia ruggisce (roars) proprio attraverso di essi”.
Season 1 of HANNA was very good. Season 2 is excellent. A few (very few) plot holes, but the story roars right through them.
Ottimo, pronti via, si va avanti a guardare Hanna. Perché sì, ma anche un po’ perché lo dice Stephen King. Il tutto ricorda vagamente la citatissima scena di Woody Allen in coda al cinema, quando fa entrare da dietro la tenda Marshall McLuhan per rintuzzare le idee ad alta voce del vicino di coda molesto (Io e Annie). I due fattori della modernità che si intersecano, sono imbattibili insieme: i social da un lato, dall’altro le serie tv più celebri e attese che escono in contemporanea in tutto il mondo e in milioni di case vengono viste pressoché in contemporanea.
Stephen King le vede e rilascia la sua sentenza, però a suo rischio e pericolo, ma è la legge dei social: sotto sono partiti commenti a raffica di qualunque tizio passasse invece di lì. C’è n’è uno che lo scongiura di partecipare a un dibattito su Zoom, un altro che gli chiede se ha visto la terza stagione di Dark, un altro ancora fa l’elenco delle serie tv che ultimamente gli hanno ricordato da vicino le sue opere, sue di Stephen King – e dire che non cita nemmeno Curon.
Quindi le serie tv, e Stephen King come consigliere. Peraltro, lo scrittore ha abbastanza ragione, ma si potrebbe eccepire: forse è il contrario di quello che dice il genio del thriller mondiale, forse la prima stagione era eccellente e la seconda molto buona. Ma non serve il dibattito – con Stephen King? Sicuri? – serve essere confortati in una sensazione, sapere che sei lì sul divano e dall’altra parte dell’oceano c’è SK in identica posizione e sta guardando quello che guardi tu. E il mondo ti sembra più sicuro, nonché rassicurante, nonché affidabile.