Con le sale cinematografiche chiuse nella maggior parte degli Stati Uniti e del resto del mondo, la consueta battaglia delle feste natalizie si è trasferita dal grande ai piccoli schermi, terreno di scontro tra i vari servizi di streaming. Ad uscirne vincitore è stato Netflix grazie principalmente a Shonda Rhimes, insieme a Ryan Murphy il nome più importante, oggi, del panorama seriale. La sua nuova produzione, Bridgerton, ha polarizzato l’attenzione dei circa 200 milioni di abbonati a Netflix affermandosi di prepotenza ai primi posti delle classifiche della piattaforma. Un prodotto che ancora una volta dimostra l’intelligenza di Rhimes e la sua abilità nell'interpretazione del nostro tempo.
Ambientato nell’Inghilterra del primo 800, Bridgerton è l’adattamento dei romance novel di Julia Quinn, rivisitati dalla produttrice e dal creator Chris van Dusen - un tempo suo assistente - in modo da affrontare tematiche decisamente contemporanee: prima di tutto le varie storie di amori, corteggiamenti, rivalità e pettegolezzi vengono presentate sotto un’ottica esplicitamente femminista, che privilegia con decisa eleganza il processo di emancipazione della protagonista Daphne (Phoebe Dynevor) in un ambiente sociale soltanto in apparenza dominato dagli uomini. In secondo luogo Bridgerton presenta diversi attori neri che interpretano ruoli principali, come ad esempio quello del co-protagonista Simon Basset impersonato da Regé-Jean Page.
Una sfida alle convenzioni dell’epoca e del genere che viene messa in scena senza alcuna spiegazione sociale ma come puro e semplice dato di fatto. Insomma, una trova in puro stile Shonda Rhimes, la quale deve aver seguito con attenzione le numerose controversie esplose alla fine del 2019 nel mondo dei romance novel, quando la scrittrice Courtney Milan ha esposto con chiarezza la mancanza di rappresentazione e gli stereotipi con cui le minoranze vengono presentate in questo tipo di letteratura. Basta pensare ad esempio che nella maggior parte dei casi quando i protagonisti di un libro sono appartenenti a qualche minoranza etnica la copertina viene allora stampata in modo da non esporne in primo piano l’identità.
'Bridgerton': sesso, femminismo, fake news e razzismo. Quanto è moderno l'Ottocento di Shonda Rhimes
Bridgerton rappresenta dunque per Shonda Rhimes una scommessa vinta sotto molti punti di vista. Prima di tutto perché in molti l’aspettavano al varco dopo il gigantesco accordo economico chiuso con Netflix nel 2017: si parla con insistenza di 150 milioni di dollari, cifra comunque mai confermata dalla diretta interessata. All’epoca fece infatti molto scalpore il divorzio dalla ABC, network per cui la Rhimes ha realizzato serie di enorme successo come Grey’s Anatomy, lo spin-off Private practice e How to Get Away With Murder - Le regole del delitto perfetto, che vede protagonista la grande Viola Davis. Una scelta che ha definitivamente confermato come Shonda Rhimes nel corso degli anni si sia trasformata da “semplice” showrunner a vero e proprio fenomeno imprenditoriale, il quale ha diversificato sia gli introiti che le possibilità di espressione: con la sua compagnia di produzione Shondaland infatti la Rhimes produce tra le altre cose podcast per iHeartMedia e lezioni di scrittura insieme a MasterClass.
Tra gli ultimi accordi commerciali stretti dalla società ci sono brand quali Peloton, Microsoft e Dove. Un impero economico costruito su una filosofia ben precisa: il lavoro duro paga. Cresciuta in una città non semplice come Chicago, ultima di sei figli, Shonda Rhimes nel corso degli ultimi anni ha intrapreso un percorso anche personale che l’ha portata dall’essere una donna introversa a diventare un personaggio pubblico in prima fila quando si tratta di battaglie civili o questioni sociali. In un discorso tenuto nel 2018 ad esempio la Rhimes ha dichiarato che “il sudore e le lacrime versate mi hanno portata a non dover più confrontarmi con alcun uomo per raggiungere il mio obiettivo.”
A suggello di questo successo personale dovrebbe arrivare nel 2021 il rinnovo dell’accordo con Netflix, per cui la Rhimes sta producendo altre due serie attesissime: l’adattamento di Recursion, thriller di fantascienza scritto da Blake Crouch, ma soprattutto Inventing Anna, racconto di una ragazza che spacciandosi per ricca ereditiera ha conquistato l’elite sociale di New York. Protagonista di questo show sarà la talentuosa Julia Garner, amata dal pubblico seriale grazie a un altro show di culto come Ozark, sempre targato Netflix.
Da poco superata la soglia dei cinquant’anni, Shonda Rhimes ha confermato ancora una volta con Bridgerton di possedere una visione del prodotto seriale che riesce a fondere con pienezza intrattenimento, sentimento e un discorso mai retorico sulle contraddizioni del nostro presente: un mix che le ha garantito un successo destinato a confermarsi show dopo show.