Un regista premio Oscar (The Millionaire, 2009), la band più trasgressiva e oltraggiosa degli ultimi 40 anni e il racconto di una vicenda non musicale che ha segnato un'epoca. Il risultato di questa miscela è una delle serie tv più attese dei prossimi mesi: si intitola Pistol e racconta la breve e devastante epopea dei Sex Pistols. Le riprese sono appena iniziate: il cast comprende Anson Boom nel ruolo di Johnny Rotten, Toby Wallace in quello del Steve Jones, mentre Jacob Slater sarà il batterista Paul Cook, Christian Lees (che ha interpretato Jerry Lee Lewis nella serie Sun Record) vestirà i panni del primo bassista Glen Matlock e Louis Partridge quelli del suo sostituto Sid Vicious. Inoltre, ci saranno Thomas Brodie-Sangster (La regina degli scacchi) nella parte del manager Malcolm McLaren e Talulah Riley che vestirà i panni della regina del punk design Vivienne Westwood, mentre a Iris Law è stato affidato il ruolo dell'icona punk Soo Catwoman. Emma Appleton sarà invece la sfortunata fidanzata di Sid Vicious, Nancy Spungen. Sydney Chandler, infine, sarà Chrissie Hynde, protagonista della prima scena punk londinese e futura leader dei Pretenders.
La serie, prodotta da FX, è basata sulla biografia di Steve Jones Lonely Boy: Tales From a Sex Pistol: Boyle, oltre a dirigere, sarà anche il produttore esecutivo del progetto. "Immaginate di trovarvi nel mondo di The Crown e Downton Abbey, assieme ad i vostri amici, urlando le vostre canzoni preferite di fronte ai presenti. Quello dei Sex Pistols fu il momento in cui la società britannica cambiò per sempre", ha scritto Boyle aggiungendo poi che quel particolare momento storico (dal 1975 all'inizio del 1978: il 14 gennaio di quell'anno la band tenne il suo ultimo, drammatico concerto a San Francisco) "è il punto di detonazione della cultura inglese di strada, in cui gente comune trovò un palco per sfogare la propria furia e mostrare il proprio stile". Il regista ricorda poi che al centro di questa band "c'era questo giovane cleptomane ignorante quanto affascinante, Steve Jones, che secondo una definizione coniata da lui stesso divenne il 94mo chitarrista più importante della storia del rock".
La biografia di Jones è un racconto molto onesto sulla vicenda umana di un figlio del sottoproletariato urbano londinese: trascurato dalla madre e abusato dal patrigno, Jones trovò il suo riscatto grazie alla band nata dall'intuizione dello scaltro e cinico manager Malcolm McLaren, che creò il fenomeno Sex Pistols portandolo fino alla estreme conseguenze. Con un solo album (Never Mind The Bollocks) e un paio d'anni di vita segnati da esibizioni scandalose, concerti annullati e oltraggi alla corona e a tutto l'establishment britannico, i Sex Pistols cambiarono per sempre la storia musicale e sociale britannica e non solo.