'Impeachment', il "crimine" di Clinton la serie sul presidente e il caso Lewinsky
di Silvia Bizio , di Silvia Bizio"Statemi a sentire: non ho mai fatto sesso con quella donna, miss Lewinsky. Ed ora lasciatemi lavorare per il Paese". Le fatidiche parole dell'allora presidente Bill Clinton, con la moglie Hillary che assentiva solidale dietro di lui, sono rimaste scolpite nella storia (era il 1998). Parole che avrebbero peggiorato le cose. Nonostante la sua risoluta autodifesa Clinton venne indagato per atti illeciti nella Casa Bianca e soprattutto per aver mentito al popolo, un peccato capitale. Ricevette il fatidico "impeachment" (il primo da più di cento anni, dopo Andrew Johnson nel 1868), un tremendo grattacapo per il presidente e una chicca per i tabloid. Un'accusa da cui poi sarebbe stato assolto, e che pure lasciò una macchia indelebile su una presidenza altrimenti molto fortunata. L'astuto Clinton raggirò ed esasperò le procure argomentando che il sesso orale (ricevuto da Lewinsky) non corrispondeva, nella sua interpretazione a &quo…
"Statemi a sentire: non ho mai fatto sesso con quella donna, miss Lewinsky. Ed ora lasciatemi lavorare per il Paese". Le fatidiche parole dell'allora presidente Bill Clinton, con la moglie Hillary che assentiva solidale dietro di lui, sono rimaste scolpite nella storia (era il 1998). Parole che avrebbero peggiorato le cose. Nonostante la sua risoluta autodifesa Clinton venne indagato per atti illeciti nella Casa Bianca e soprattutto per aver mentito al popolo, un peccato capitale. Ricevette il fatidico "impeachment" (il primo da più di cento anni, dopo Andrew Johnson nel 1868), un tremendo grattacapo per il presidente e una chicca per i tabloid. Un'accusa da cui poi sarebbe stato assolto, e che pure lasciò una macchia indelebile su una presidenza altrimenti molto fortunata. L'astuto Clinton raggirò ed esasperò le procure argomentando che il sesso orale (ricevuto da Lewinsky) non corrispondeva, nella sua interpretazione a "fare sesso", e che quindi non avrebbe affatto mentito al popolo.
Il "crimine" di Clinton, materia di interminabili dibattiti e contraddittori in un'epoca politica e sociale assai più innocente, pre Trump e soprattutto pre #MeToo, diventa adesso una serie televisiva: Impeachment, prodotto dal mago della tv Ryan Murphy, l'uomo dietro Il processo di O.J. Simpson e L'assassinio di Versace. Impeachment è infatti la terza parte della serie antologica American Crime Story. La storia fa perno, più che sul presidente, sulle tre donne protagoniste della vicenda: Monica Lewinsky, interpretata da Beanie Feldstein, l'intern con cui Clinton ebbe il noto affair, Linda Tripp (interpretata da Sarah Paulson), la donna che estorse le confessioni di Lewinsky, che registrò le telefonate e portò le prove in Congresso, e Paula Jones (Annaleigh Ashford), la prima donna che aveva accusato Clinton di molestie sessuali quando era ancora Governatore dell'Arkansas, all'inizio della sua campagna presidenziale nel 1991. Clinton è interpretato con gusto - e qualche ritocco - dall'attore inglese Clive Owen.
Scritto da Sarah Burgess sulla base di vaste ricerche e sul libro A vast conspiracy: the real story of the sex scandal that nearly brought down a president di Jeffrey Toobin, Impeachment è prodotto, oltre a Ryan Murphy, da Nina Jacobson e Bard Simpson. Nei primi sei episodi vediamo, attraverso numerosi flashback, l'arrivo della californiana Lewinsky, giovane e piena di entusiasmo, a Washington, l'esilio di Linda Tripp dalla Casa Bianca al Pentagono (per questo era vendicativa), quindi le prime accuse contro Clinton dell'arrivista maggiorata Paula Jones fino all'accerchiamento del Secret Service e avvocati che tentano di convincere Lewinsky a stare al loro gioco e azzittirla per salvare la presidenza. La stessa Monica Lewinsky è stata direttamente coinvolta nella produzione della serie, iniziata in tempi pre-pandemia e girata durante il lockdown: le riprese si sono concluse pochi giorni fa. La serie andrà in onda il 7 settembre su FX Network e dal 19 ottobre ogni martedì alle ore 21:00 su Fox (canale 116 di Sky).
"Quando ho ricevuto il copione sapevo che ogni parola che avrei recitato nella serie era stata approvata da Monica Lewinsky," dice Beanie Feldstein. "Questo mi ha dato una grande tranquillità. Nel senso che la mia interpretazione di Monica era approvata da lei stessa e non le avrebbe creato ulteriori imbarazzi". Aggiunge la produttrice Nina Jacobson: "È la prima volta che American Crime Story si avvale del coinvolgimento diretto della persona interessata. Monica Lewinsky non ebbe vera voce durante l'incredibile serie di eventi, e il fatto che i suoi avvocati le abbiano imposto di tacere per oltre 20 anni ha aumentato il nostro desiderio di darle voce. Monica ha dato uno straordinario contributo a questa serie, la nostra è la storia della voce e del suo punto di vista".
Feldstein ha incontrato la vera Monica prima delle riprese: "Ero una bambina all'epoca degli eventi che raccontiamo nella serie, quindi mi sono accostata a Monica e alla sua storia senza preconcetti. Ci siamo conosciute subito prima del lockdown, nel febbraio del 2020" racconta l'attrice. "Siamo diventate amiche. Ogni volta che avevo dubbi per questa o quella scena la chiamavo, e ne parlavamo. Prima di iniziare le riprese le ho detto che mi sentivo una sorta di sua guardia del corpo, che l'avrei protetta, con la mia interpretazione, da qualsiasi attacco. Lei si è molto commossa. A me Monica è molto simpatica". Linda Tripp appare fin dalla prima puntata come una donna piena di risentimenti, e che infine avrebbe tradito la fiducia di Monica Lewinsky rivelando la sua storia; ma la sua interprete Sarah Paulson è molto protettiva con il personaggio con cui ha convissuto per più di un anno: "Io non credo che Linda Tripp sia un personaggio patetico o riprovevole, anzi" dice l'attrice. "Io capisco Linda, ce la mette tutta nel suo lavoro e soffre quando non si sente apprezzata, e ha ragione. A me affascinano queste donne che esistono da sempre ai margini del potere, che non stanno al posto di guida ma sono fondamentali navigatori. Io non posso biasimare una donna che si ribella contro quel ruolo prescritto e non sopporta quanto sia considerato irrilevante".
"Ancora oggi si sentono barzellette e battute su Monica Lewinsky" dice il produttore Brad Simpson. "È stata la prima persona pubblicamente svergognata su Internet. I trolls l'hanno perseguitata. Ma senza Monica staremmo ancora negli anni 90 in quanto a dinamiche sessuali sul posto di lavoro. Oggi nessuno la tratterebbe con il disprezzo e l'ostilità con cui era stata trattata allora dai media. Dobbiamo molto a lei e alla sua costanza".
I produttori dubitano che i Clinton vedranno la serie, che per altro finora nessuno ha visto, tranne pochi giornalisti: "Quello che abbiamo cercato di fare in questo show è stato cercare di mettersi nei panni di ciascun personaggio e lasciare che il pubblico decida sulle loro azioni, sul perché le hanno fatte" dice Nina Jacobson. "Come coppia politica, Bill e Hillary sono una delle coppie di coniugi più discusse della storia americana. Il loro rapporto rimane un enigma. Quando abbiamo cominciato a sviluppare la nostra storia, subito prima del 2016, tutti eravamo convinti che Hillary Clinton sarebbe diventata presidente. La Storia, con la S maiuscola, avrebbe imboccato un altro percorso. E non credo che Hillary, e tantomeno Bill, avranno voglia di tornare su questa vicenda che li ha tormentati peggio dei proverbiali fantasmi di Edgar Allan Poe".