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'Van der Valk', quant'è cool quel detective tra Rembrandt e Spinoza

Multischermo / Su Giallo la serie inglese ambientata a Amsterdam
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In Inghilterra il poliziesco lo trattano con tutti gli onori e succede che quelli che c’erano ricordano una serie chiamata Van der Valk – nome del protagonista – andata dagli anni 70 agli anni 90. Per cui fanno trent’anni dalla conclusione e mezzo secolo dalla partenza: e quindi si decide (rete Itv) di riprenderla, ovviamente ammodernando tutto e scegliendo un attore che sa il fatto suo nel rendere il commissario di polizia biondo e sempre accigliato per colpa della vita e del mondo.

Risultato, torna Piet Van der Valk ed è nella formula che va alla grande, film-tv da un’ora e mezza, storie che si autoconcludono mentre intanto cresce l’empatia con la squadra in azione. E poi: la serie è tutta inglese ma si svolge ad Amsterdam. Che aggiunge parecchio valore di suo: e se si vuole esagerare, come nella seconda stagione di tre episodi che viene riproposta dal 23 giugno in chiaro sul canale Giallo (al numero 38) allora si prende Amsterdam e…

In Inghilterra il poliziesco lo trattano con tutti gli onori e succede che quelli che c’erano ricordano una serie chiamata Van der Valk – nome del protagonista – andata dagli anni 70 agli anni 90. Per cui fanno trent’anni dalla conclusione e mezzo secolo dalla partenza: e quindi si decide (rete Itv) di riprenderla, ovviamente ammodernando tutto e scegliendo un attore che sa il fatto suo nel rendere il commissario di polizia biondo e sempre accigliato per colpa della vita e del mondo.

Risultato, torna Piet Van der Valk ed è nella formula che va alla grande, film-tv da un’ora e mezza, storie che si autoconcludono mentre intanto cresce l’empatia con la squadra in azione. E poi: la serie è tutta inglese ma si svolge ad Amsterdam. Che aggiunge parecchio valore di suo: e se si vuole esagerare, come nella seconda stagione di tre episodi che viene riproposta dal 23 giugno in chiaro sul canale Giallo (al numero 38) allora si prende Amsterdam e la si sfrutta davvero.

Primo episodio, c’è un killer che impazza tra ecoterrorismo e Baruch Spinoza. Al filosofo si ispira con atti e citazioni, c’è anche un finale esplosivo tutto da scoprire. Prossimo episodio, tra una settimana, c’è la Amsterdam capitale dei diamanti, che sono sì per sempre ma possono innescare faide famigliari con miliardi in ballo. E infine nel terzo episodio ci si immerge nella musica classica, mentre intanto alcune scene vengono girate al museo e sullo sfondo compare un Rembrandt niente male.

Ovvero un poliziesco più che classico con tentazioni intellettuali, o forse solo calato nel tempo. Quelli della squadra sono ben assortiti, l’efferatezza dei delitti e delle trame è da noir moderno e il peggio, o il meglio, del mondo attorno è ben rappresentato. Inoltre appunto il commissario è biondo, invecchiando somiglierà a Klaus Kinski e inoltre possiede uno dei cani più belli mai visti sullo schermo.

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I social possono non piacere ma presentano aspetti di grande utilità. Esempio: la mano corre al telecomando per girare sulla rete dove sta iniziando un certo talk, in contemporanea su Twitter appare l’elenco degli ospiti della puntata, la mano si ritrae e lascia inoperoso il telecomando.