'Friends', 28 anni di un successo che unisce le generazioni
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni GagliardiIl 22 settembre di 28 anni fa, sei amici iniziarono a incontrarsi in un locale di Manhattan, il Central Perk. Si chiamavano Rachel, Monica, Phoebe, Ross, Chandler e Joey. Erano, ovviamente, Friends. La sitcom statunitense creata da David Crane e Marta Kauffman fu trasmessa sul network televisivo americano Nbc dal 22 settembre 1994 al 6 maggio 2004 e arrivò in Italia grazie alla Rai (prima su Rai 3 e poi su Rai 2), che mandò in onda le dieci stagioni dal 1997 al 2005: 236 episodi di 20 minuti l'uno. Un totale di quasi 88 ore complessive rimaste nell'immaginario di decine di milioni di spettatori e che hanno segnato un'epoca e anche un modo di fare comicità in tv.
Un titolo diverso
All’inizio il titolo avrebbe dovuto essere Six of one, poi si optò per Friends like us e infine solo Friends. In principio i critici l’apprezzarono solo moderatamente. Ma con il tempo la serie si rivelò un successo enorme, uno dei maggiori di sempre…
Il 22 settembre di 28 anni fa, sei amici iniziarono a incontrarsi in un locale di Manhattan, il Central Perk. Si chiamavano Rachel, Monica, Phoebe, Ross, Chandler e Joey. Erano, ovviamente, Friends. La sitcom statunitense creata da David Crane e Marta Kauffman fu trasmessa sul network televisivo americano Nbc dal 22 settembre 1994 al 6 maggio 2004 e arrivò in Italia grazie alla Rai (prima su Rai 3 e poi su Rai 2), che mandò in onda le dieci stagioni dal 1997 al 2005: 236 episodi di 20 minuti l'uno. Un totale di quasi 88 ore complessive rimaste nell'immaginario di decine di milioni di spettatori e che hanno segnato un'epoca e anche un modo di fare comicità in tv.
Un titolo diverso
All’inizio il titolo avrebbe dovuto essere Six of one, poi si optò per Friends like us e infine solo Friends. In principio i critici l’apprezzarono solo moderatamente. Ma con il tempo la serie si rivelò un successo enorme, uno dei maggiori di sempre. A guardare l’ultima puntata, nel 2004, saranno oltre 52 milioni di spettatori americani, diventando il quarto series finale più visto della storia della televisione e l'episodio più visto del decennio.
Un successo costante
In Italia ci mise qualche anno a carburare, mentre negli Stati Uniti bastò una stagione: dalla seconda in poi Friends fu costantemente una delle serie più viste, con una media di circa 25 milioni di spettatori a puntata. Un attaccamento che ha resistito al tempo, visto il successo della reunion a 15 anni di distanza dalla fine della serie.
I protagonisti
Era impossibile (all'epoca) non affezionarsi a Jennifer Aniston nei panni di Rachel Green, a Courteney Cox (Monica Geller), Lisa Kudrow (Phoebe Buffay), Matt LeBlanc (Joey Tribbiani), Matthew Perry (Chandler Bing) e David Schwimmer (Ross Geller). Sei amici tra i venti e in trent’anni, (quasi) tutti benestanti e rigorosamente bianchi. A questo proposito, molti anni dopo Kauffman ha ammesso che nella serie non era stato dato abbastanza spazio alle persone afroamericane.
Le scuse dell'autrice
Nessuno di loro ha grandi problemi, a parte il tormentato rapporto di Chandler con il suo nome e con suo padre che si esibisce in uno spettacolo drag di Las Vegas. E anche in questo caso l'autrice ha dovuto un mea culpa, per aver usato il pronome maschile per riferirsi al personaggio: “Continuavamo a riferirci a lei come il padre di Chandler, anche se il padre di Chandler era trans", ha detto alla Bbc.
Ma nulla di tutto questo entra nel mondo di quei sei ragazzi, che affrontavano insieme quello che la vita gli metteva davanti, senza dimenticarsi degli amici, ritrovandosi nel loro bar o nei loro appartamenti (anche se il più gettonato era quello di Monica).
Jennifer Aniston e l'insalata diventata virale: "Ma non è quella che mangiavo sul set di Friends"
Il segreto di lunga vita
Ancora Marta Kauffman, ha raccontato che nel 2014, quando la serie arrivò su Netflix dieci anni dopo l'ultima puntata mandata in onda dalla Nbc, sua figlia adolescente tornò a casa confusa: i compagni di scuola parlavano di Friends come di una nuova serie, consigliandosela a vicenda. Il segreto era la semplicità.
Friends, i 5 retroscena emersi durante l'episodio speciale della reunion
Sesso senza esagerare
Niente di rivoluzionario o di disturbante: personaggi giovani, autonomi, buoni ma non sdolcinati, simpatici ma mai ridicoli, belli ma del tipo "porta accanto". Friends rilassava e svuotava la testa dopo una giornata di studio o di lavoro, faceva ridere, appassionava grazie a qualche vicenda d’amore e a qualche riferimento "piccantino". Come quando Rachel dice: "Ma non è possibile che non ti abbia ancora baciato. Pablo al sesto appuntamento aveva già dato un nome ai miei seni!". O Joey che parlando con Chandler ricorda i tempi del liceo: "Sono stati quattro anni di feste, ragazze e ovviamente sesso". E l'amico che rispondeva: "Io l’ho fatto in un collegio con 400 ragazzi. Se avessi voluto fare sesso avrei dovuto fare una scelta di fondo".
L'evoluzione hairstyle di Jennifer Aniston
Sempre al top
I personaggi funzionavano, le storie e i dialoghi erano ben scritti, interpretati da attori che le rendevano credibili. E la serie non ebbe nessun cedimento, fino all'ultima puntata. E continua a farsi guardare.
Una serie che dà dipendenza
Nell'agosto del 2019, Canal Productions, società di Robert De Niro, fece causa per 6 milioni di dollari a un’ex dipendente accusata di due cose: appropriazione indebita e visione di serie tv sul luogo di lavoro. La società disse che la donna trascorreva "uno smisurato lasso di tempo" davanti a Netflix: in quattro giorni, per esempio, aveva guardato 55 episodi di Friends durante l’orario di lavoro. Un vero caso di "Friends addiction".
Friends, Matthew Perry sbarca su Instagram: la reazione dei fan sui social
Dal tubo catodico al tablet
In effetti, la serie ha resistito piuttosto bene al tempo e dopo 28 anni sono tante le persone che sanno ancora dire i nomi dei sei protagonisti o ripetono frasi e gag. E il motivo è semplice: Friends continua a essere la serie che guardano sul tablet anche i figli di chi la guardavano dalla tv con il tubo catodico.
E per capire quanto la serie sia ancora attuale e remunerativa, bastano alcuni dati: lo show occupa il 21esimo posto nella classifica delle miglior serie commedia di tutti i tempi. Nel 2018 è stata la seconda più vista su Netflix dopo The office. L'anno successivo, in una transazione interna a WarnerMedia, Hbo Max ha pagato ben 425 milioni di dollari per trasmettere Friends dal 2020. Un duro colpo per la piattaforma streaming che in un tweet si è detta dispiaciuta di dire addio alla gallina dalle uova d'oro.