L'elenco delle serie tv che, per una ragione o per un'altra, si paragonano ai drammi di William Shakespeare è infinita. C'è Succession, che lo stesso protagonista Brian Cox - storico interprete britannico - paragona a Re Lear "che deve dare via il suo regno". C'è la serie dei record Il trono di spade, non è un segreto che lo scrittore George R.R. Martin si sia ispirato alla guerra delle Rose tanto raccontata dal Bardo per mettere in scena lo scontro tra le famiglie degli Stark e dei Lannister. C'è la lotta per il potere di Riccardo III nella saga politica di House of Cards con protagonista Frank Underwood, dove il personaggio interpretato da Robin Wright sembra però far capolino da un'altra opera, è Lady Macbeth. Il gioco potrebbe essere infinito. E il giorno in cui si celebra il misterioso scrittore inglese (la sua presunta data di morte cadrebbe il 23 aprile 1616) è l'occasione per fare il punto sulla produzione seriale che invece di attingere allo sceneggiatore più brillante ha invece deciso di celebrarlo.
La biografia di Shakespeare dall'autore di Peaky Blinders
È recentissima la notizia che Steven Knight, lo sceneggiatore britannico autore della fortunata serie Peaky Blinders, sta scrivendo una nuova serie tv biopic che racconterà proprio la vita di William Shakespeare, una storia di formazione che racconterà come il figlio del guantaio di Stratford-upon-Avon divenne il più grande narratore della storia e di come il suo genio sopravvisse e prosperò in un'epoca di turbolenze e terrore, pericolo e malattia. Knight è partito da un soggetto dell'attrice inglese Sarah Lancashire e l'obiettivo del progetto è ricostruire il primo resoconto completo della passione artistica e di quella politica che hanno reso William Shakespeare il drammaturgo più famoso al mondo e gli uomini e le donne intorno a lui che hanno amato e lavorato, tramato e complottato in uno dei periodi più pericolosi della storia inglese. Chi conosce la serie con protagonista Cillian Murphy può immaginare il tono che potrebbe prendere questo nuovo progetto che sarà legato agli studi di Birmingham che sono gli stessi che producono il film di Peaky Blinders.
Un giovane Will dalle parti di 'Shakespeare in love'
È dello sceneggiatore Craig Pearce, storico collaboratore di Buz Luhrmann, la serie di qualche anno fa Will. Attualmente non è visibile su nessuna piattaforma però chissà che in futuro non rispunti in qualche catalogo la prima e unica stagione di una serie che già aveva tentato di fare un racconto della vita e dell'arte del Bardo dalle parti di Shakespeare in love. Un po' come il film da sette Oscar la serie ricostruiva principalmente il mondo teatrale in cui il giovane Shakespeare si muoveva tra storie d'amore e di politica (i cattolici contro i protestanti), una rilettura punk rock dove le battaglie rap si combattono a forza di pentametri giambici. Una versione contemporanea della vita di Shakespeare (un po' sulla scia di Romeo+Juliet di Luhrmann appunto), su una colonna sonora moderna che mescola London Calling dei Clash con Everything in Its Right Place dei Radiohead.
Shakerando l'Otello: una serie teen in un liceo di Roma
L'Otello di Shakespeare diventa la storia di Thomas, studente leader di una crew di parkour che si innamora di Beatrice, ragazza di cui è invaghita anche Gaia, amica di Thomas e arguta ingannatrice. È su Raiplay la nuova serie per adolescenti Shake che mescola la contemporaneità con uno dei drammi più appassionanti del Bardo. The Tragedy of Othello, the Moor of Venice ha più di 400 anni ma parla ancora all'oggi, incentrata come è su uno dei sentimenti più potenti e rovinosi dell'animo umano: la gelosia. Nel nuovo adattamento il triangolo subisce una trasformazione e Iago diventa Gaia, amica ma anche innamorata della Desdemona contemporanea. Lo sfondo è quello di un liceo romano in linea con altre serie di successo come Skam. Otto episodi da venti minuti o una carrellata da due ore e quaranta, a voi la scelta.