La serie è complessa e ad alto impatto — spesso intollerabile, e già dalle prime sequenze. Ma se è mai esistita una prova d’attore che ha dato senso a tutto quanto, è quella di Colin Firth, protagonista di questa Lockerbie - Attentato sul Pan Am 103. Sky Atlantic — domani il secondo episodio, poi si chiuderà lunedì 10 e a seguire, su Sky Documentaries, andrà uno speciale intitolato La vera storia. Non vuol dire che quella della serie sia una storia finta: ma è soprattutto il racconto della lunghissima vicenda, attraverso i decenni, vissuta da Jim Swire, medico inglese e padre di una ragazza che rimase vittima dell’attentato al volo Pan Am, nel 1988, sopra i cieli di Scozia. Su Lockerbie, appunto, con i rottami che travolsero le case aggiungendo 11 vittime a quelle dell’aereo, portando il totale a 270. Swire ha scritto un libro, sofferto, sulla sua esperienza, da questo libro è tratta la serie. Nel racconto del medico, il suo tentativo senza tregua di andare oltre le verità ufficiali —…
La serie è complessa e ad alto impatto — spesso intollerabile, e già dalle prime sequenze. Ma se è mai esistita una prova d’attore che ha dato senso a tutto quanto, è quella di Colin Firth, protagonista di questa Lockerbie - Attentato sul Pan Am 103. Sky Atlantic — domani il secondo episodio, poi si chiuderà lunedì 10 e a seguire, su Sky Documentaries, andrà uno speciale intitolato La vera storia. Non vuol dire che quella della serie sia una storia finta: ma è soprattutto il racconto della lunghissima vicenda, attraverso i decenni, vissuta da Jim Swire, medico inglese e padre di una ragazza che rimase vittima dell’attentato al volo Pan Am, nel 1988, sopra i cieli di Scozia. Su Lockerbie, appunto, con i rottami che travolsero le case aggiungendo 11 vittime a quelle dell’aereo, portando il totale a 270. Swire ha scritto un libro, sofferto, sulla sua esperienza, da questo libro è tratta la serie. Nel racconto del medico, il suo tentativo senza tregua di andare oltre le verità ufficiali — che intrecciavano Libia, Usa e altri e portarono a un processo abbastanza rapido con strani risarcimenti pagati da Gheddafi (e Swire nella sua ricerca tenace arriverà a incontrare anche il dittatore). Ce n’è quanto basta per rendere comprensibili le polemiche che in Inghilterra hanno accompagnato l’uscita della serie — in soldoni: l’approccio sembra virare al complottismo. Ma è proprio qui che il mistero complessivo che aleggia, dispiega un fascino perverso, come per tutti i misteri di questo tipo. E ce n’è abbastanza per riflettere ulteriormente sulle ragioni di stato assortite e su eventuali, come dire, cose sporchissime compiute da governi e autorità. Resta poco spazio per la pietas destinata alle vittime, mentre Colin Firth si fa più impeccabile scena dopo scena, restando fedele alla missione che lui, attore da Oscar, si è assegnato nell’occasione.
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È passato anche al Tg1 lo spot del Superbowl con Billy Cristal e Meg Ryan che rifanno oggi, in parodia, la celebre scena di Harry ti presento Sally. Se volevano aggiungere tristezza al mondo intero, ci sono riusciti. Ma almeno loro due sono stati lautamente remunerati, il resto del mondo, no.