Passato poco tempo fa in una serata speciale su La7, è arrivato ora su Netflix il docufilm Magma. Mattarella, il delitto perfetto. La nuova collocazione, che facilita la fruizione di un lavoro di grande profondità emotiva e non solo, è straniante per un paio di motivi: lo si cerca nella rutilante e coloratissima offerta tutt’attorno della piattaforma streaming; e ridefinisce il concetto che all’ingrosso definiamo come true crime per come Netflix lo ha praticato ultimamente. Nel doc firmato da Giorgia Furlan, Alessia Arcolaci, Chiara Ridolfi e prodotto da Mauro Parissone, la premessa è quella di una sorta di forzato rispetto critico delle sentenze: ma il racconto che viene sviscerato è di quelli che vanno ben oltre le verità ufficiali. Siamo abbastanza lontani dal true crime glamour di moda nel recente passato, quello che le sentenze le vuole ribaltare, a fin di bene o anche meno.
Qui è sufficiente il quadro complessivo, rievocato con grande partecipazione: 45 anni fa Piersanti Mattare…
Passato poco tempo fa in una serata speciale su La7, è arrivato ora su Netflix il docufilm Magma. Mattarella, il delitto perfetto. La nuova collocazione, che facilita la fruizione di un lavoro di grande profondità emotiva e non solo, è straniante per un paio di motivi: lo si cerca nella rutilante e coloratissima offerta tutt’attorno della piattaforma streaming; e ridefinisce il concetto che all’ingrosso definiamo come true crime per come Netflix lo ha praticato ultimamente. Nel doc firmato da Giorgia Furlan, Alessia Arcolaci, Chiara Ridolfi e prodotto da Mauro Parissone, la premessa è quella di una sorta di forzato rispetto critico delle sentenze: ma il racconto che viene sviscerato è di quelli che vanno ben oltre le verità ufficiali. Siamo abbastanza lontani dal true crime glamour di moda nel recente passato, quello che le sentenze le vuole ribaltare, a fin di bene o anche meno.
Qui è sufficiente il quadro complessivo, rievocato con grande partecipazione: 45 anni fa Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia, fratello di Sergio, venne ucciso da un killer a Palermo, la mattina dell’Epifania. Siamo a due anni dopo il sequestro Moro e a pochi mesi da altri omicidi come quello di Vittorio Bachelet, nonché dalla strage alla stazione di Bologna. Le tinte nerissime che avvolgono tutto conducono agli intrecci tra criminalità organizzata e connivenze indicibili tra politica, terrorismo, servizi, depistaggi, scenari internazionali. Il ceppo comune delle vittime mirate è quello moroteo, con l’unità nazionale da costruire tra forze avversarie e popolari. Il delitto perfetto, riferito all’omicidio Mattarella, è una definizione di Licio Gelli, che la sapeva lunga: tanto è vero che un colpevole acclarato, al di là dell’evidenza, ancora non c’è. C’è, invece, l’evocazione del Magma del titolo, un incubo incandescente in movimento: e stordisce pensare che nel passaggio storico si entrava in quegli anni Ottanta che sono ricordati per ben altro spirito fatuo e ben altri colori.
***Da rilevare l’uso dell’IA nel docufilm: registrazioni di Giovanni Falcone, un audio di pessima qualità, entra in gioco l’intelligenza artificiale e, usando i verbali testuali, la voce del giudice che torna come nuova.