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The Studio, così Hollywood ride di sé

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Multischermo / Su Apple Tv+ la serie che “entra” nel cinema: citazioni, battute e cameo d’alto livello
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Fanno piangere Martin Scorsese, quello vero, che si dispera per il rifiuto dei produttori a un’idea di film. Eppure avrebbe fatto colpo: c’era da promuovere il marchio di una bevanda ultrapop d’America, in stile Barbie cinematografica, e lui voleva abbinarla al suicidio collettivo della setta del reverendo Jones. Cose che succedono in The Studio (su Apple Tv+) nuova o forse ennesima serie con cui quelli della piattaforma più snob cercano di far colpo e piacere alla gente che piace. La satira su Hollywood, mettendo in scena la stessa Hollywood: non proprio la novità del secolo, ma il genere non tramonterà mai. C’è il produttore di una nota casa colossale (i riferimenti si sprecano) che è Matt, ovvero Seth Rogen, anche ideatore, con Evan Goldberg, della serie e punto d’innesco per far esplodere la girandola di partecipazioni straordinarie – appunto Scorsese, ma anche Charlize Theron e arriverà Ron Howard.

Quando viene promosso a capo degli Studios, si parte: lui è di quelli che vorrebbe…

Fanno piangere Martin Scorsese, quello vero, che si dispera per il rifiuto dei produttori a un’idea di film. Eppure avrebbe fatto colpo: c’era da promuovere il marchio di una bevanda ultrapop d’America, in stile Barbie cinematografica, e lui voleva abbinarla al suicidio collettivo della setta del reverendo Jones. Cose che succedono in The Studio (su Apple Tv+) nuova o forse ennesima serie con cui quelli della piattaforma più snob cercano di far colpo e piacere alla gente che piace. La satira su Hollywood, mettendo in scena la stessa Hollywood: non proprio la novità del secolo, ma il genere non tramonterà mai. C’è il produttore di una nota casa colossale (i riferimenti si sprecano) che è Matt, ovvero Seth Rogen, anche ideatore, con Evan Goldberg, della serie e punto d’innesco per far esplodere la girandola di partecipazioni straordinarie – appunto Scorsese, ma anche Charlize Theron e arriverà Ron Howard.

Quando viene promosso a capo degli Studios, si parte: lui è di quelli che vorrebbero fare film di qualità e farsi amare dai grandi registi, dai piani alti lo assediano per incassare soldi. Sarebbe tutto qui, ma è ovvio che invece ci si diverte con un gingillo di serie tv perfetta per buttare dentro gag evolute e un milione di riferimenti al cinema e a come è messo il cinema oggi. In più, con tempismo supremo ecco i piani sequenza (tema caldissimo dopo The Adolescence). Il secondo episodio è una sola ripresa da mezz’ora mostrando la lavorazione del film oggetto della trama, che a sua volta si sta girando in piano sequenza. E alla fine crolla tutto perché il produttore ha parcheggiato l’auto dove non si poteva. Spiegazione – lo ha raccontato lo stesso Rogen: il PS serve per rimandare al mittente lamentele e richieste di modifiche da parte dei produttori, in quanto per qualunque variazione si dovrebbe girare tutto da capo. Ed ecco perché i piano sequenza, in epoca di piattaforme, sono così di moda. Si scherza, ma poi chissà.

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Matteo Renzi ha rilasciato un’intervista di mezz’ora a Sky Tg24 rimanendo dentro l’automobile. In zona non c’erano autogrill e su questo Renzi ha fatto una decina di battute in avvio.

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