Vent’anni da Londra che brucia, in una mattina che non fu come le altre: gli attentati suicidi alla metro, e poi a un autobus, 52 morti e quasi un migliaio di feriti. Le rievocazioni sono quelle ufficiali, ma sono copiose anche le ricostruzioni in forma documentaristica che colgono lo spunto dell’anniversario e, per forza di cose, inducono nello spettatore il confronto con il mondo dilaniato di oggi. Ma la storia di allora era un apice, per quanto momentaneo: coglie la vertigine nel legare col pensiero l’11 settembre, la reazione Usa e Gb successiva in Iraq e, poco tempo dopo, un sobborgo di Leeds dal quale quattro giovani immigrati di seconda generazione, considerati tranquilli, partirono per Londra con gli zaini appresso.
7 luglio — Attacco a Londra, tre episodi appena arrivati su Sky documentaries che seguono, con passo alla inchiesta vecchia maniera, la ricostruzione dei fatti: calata in un’epoca nella quale la paura e l’inafferrabilità del senso delle cose sarebbe durata molto a …
Vent’anni da Londra che brucia, in una mattina che non fu come le altre: gli attentati suicidi alla metro, e poi a un autobus, 52 morti e quasi un migliaio di feriti. Le rievocazioni sono quelle ufficiali, ma sono copiose anche le ricostruzioni in forma documentaristica che colgono lo spunto dell’anniversario e, per forza di cose, inducono nello spettatore il confronto con il mondo dilaniato di oggi. Ma la storia di allora era un apice, per quanto momentaneo: coglie la vertigine nel legare col pensiero l’11 settembre, la reazione Usa e Gb successiva in Iraq e, poco tempo dopo, un sobborgo di Leeds dal quale quattro giovani immigrati di seconda generazione, considerati tranquilli, partirono per Londra con gli zaini appresso.
7 luglio — Attacco a Londra, tre episodi appena arrivati su Sky documentaries che seguono, con passo alla inchiesta vecchia maniera, la ricostruzione dei fatti: calata in un’epoca nella quale la paura e l’inafferrabilità del senso delle cose sarebbe durata molto a lungo. Quegli attentati scatenarono reazioni a livello internazionale — quel giorno Tony Blair era al G8 e nelle concitate prime dichiarazioni è attorniato dai big mondiali del tempo. Ma soprattutto innescarono un cambiamento totale nell’approccio di Servizi e investigatori britannici: mentre intanto si sviluppavano mille storie collaterali, nel segno dell’intolleranza — piano piano gestita in qualche modo — verso il vicino di casa immigrato: ognuno, per anni, sarebbe stato indicato come pericoloso e il suo zainetto anche di più. La forza evocativa di quegli eventi è dimostrata anche dal fatto che su Netflix è arrivata da poco una docuserie analoga (Attack on London, quattro episodi) e qui diventa anche materia per esegeti di comunicazione, visto il passo assai più serrato e colorato, chissà se anche più efficace, di questa ricostruzione.
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Giorni dopo quel 7 luglio 2005, a Londra scatta un’operazione antiterrorismo nella quale due tiratori scelti della polizia uccidono per errore un elettricista brasiliano di 27 anni, Jean Charles De Menezes. E questa storia è invece in una bella serie (Suspect) disponibile da poco su Disney+.