Fa l’autore televisivo ma si vergogna di Crazy love, il programma strappalacrime che firma solo per soldi (la cinica conduttrice Flora, interpretata dalla geniale Carla Signoris, a chi si ispira?), è un solitario fascinoso e diventa detective per caso. Una sera, mentre sorseggia un bicchiere del suo whisky preferito nella sua bella casa milanese, Carlo Monterossi (Fabrizio Bentivoglio) apre la porta a quello che doveva essere un fattorino. Si trova davanti un uomo col volto coperto che gli spara. Si salva per caso. La sua vita riparte come investigatore, aiutato da due giovani stagisti presi in prestito dal mondo della tv. Il sottofondo musicale sono le canzoni di Bob Dylan, l’unico in grado di dar voce allo stato d’animo malinconico. Bentivoglio è perfetto nel ruolo del personaggio creato dallo scrittore Alessandro Robecchi (i libri sono editi da Sellerio).
Monterossi, la nuova serie tv diretta da Roan Johnson prodotta da Palomar, e scritta dallo stesso regista con Davide Lantieri e Robecchi, il 17 gennaio su Prime Video, è un giallo in cui si mescola la commedia. Tanta ironia, il protagonista ha un’aria disincantata e si analizza. “Quello che mi accomuna di più a questo personaggio è che, come scrive nei suoi libri l'autore, è ‘un vincente involontario innamorato dei perdenti’" dice Bentivoglio “forse ti innamori di quello che vorresti sperimentare. E poi siamo tutti e due dell’Inter”.
Signoris è Flora De Pisis, cinica conduttrice dei programmi che fanno pornografia dei sentimenti. “A chi si ispira? A quale trasmissione della tv italiana assomiglia? Non lo dico. È una capace di dire: ‘Va bene ,le hanno trucidato i genitori, ma è fotogenica?’. Questo è il nostro atteggiamento nei confronti della vita, la tv ci rappresenta. Qualche conduttrice mi viene in mente, e sono professioniste serie che fanno il loro lavoro, quello che viene richiesto. E non solo nei programmi trash. Flora è smielata ma dentro è una iena. Il personaggio è cresciuto con i libri, nell’ultimo la rapiscono, non vedo l’ora. Flora rappresenta tutto il cinismo della televisione che adoro rappresentare perché è l’esatto opposto di quello che sono io, è una delle cose più divertenti del mestiere dell’attore”.
Bentivoglio confessa di non essere uno spettatore così assiduo: “Vedo i notiziari e le partite, qualche documentario” racconta “Quella di Monterossi è una presa di distanza dalla tv che usa i sentimenti anziché raccontarli. Oggi siamo spesso davanti a una pornografia dei sentimenti, qualsiasi sentimento esposto diventa spettacolo e perde la sua vera natura. Nella vita di Monterossi è importante Bob Dylan, anche nella mia. Dylan è una specie di zio, di fratello maggiore, di amico di vinile, qualcuno con cui Monterossi chiacchiera e si confronta. In ogni situazione lui ha la canzone adatta per quel momento corrispondente, la passione per Dylan ci affratella, anche io ho passato notti in bianco per cercare di decifrare i testi. Tutto quello che rappresentiamo ci rappresenta. Ho fatto di tutto perché mi si potesse dire che Monterossi sono io”.
Nel cast Diego Ribon, Donatella Finocchiaro, Martina Sammarco, Luca Nucera, Tommaso Ragno, Bedlù Cerchiai, Beatrice Schiros, Marina Occhionero, Maurizio Lombardi, Gabriele Falsetta, Ilir Jacellari. Con la partecipazione di Maria Paiato e di Michele Bravi “fa il cantante” osserva Johnson “ma come attore è bravissimo”.